Politica internazionale14:30 UhrTempo di lettura: 3 min0 commenti

Guerra ibrida contro la Germania: cosa impara la Svizzera

La Germania è alle prese con l'influenza russa. La Svizzera segue attentamente la situazione, anche per il suo ruolo.

Hybrider Krieg
Bild: open AI

Il concetto di "guerra ibrida" è onnipresente nel dibattito sulla politica di sicurezza. Descrive attacchi che rimangono al di sotto della soglia di un conflitto militare aperto: cyberattacchi alle reti governative, campagne di disinformazione, spionaggio, sabotaggio di infrastrutture critiche e pressione economica. In Germania, questa situazione di minaccia è aumentata significativamente negli ultimi anni. Per la Svizzera, la cui prosperità è strettamente legata alla Germania, sorge la questione se debba prepararsi a scenari simili.

La Germania nel mirino delle operazioni russe

La Russia è considerata nei circoli di sicurezza tedeschi come una delle maggiori minacce alla sicurezza interna. Il Cancelliere federale Olaf Scholz ha parlato di una "svolta epocale" nella sua dichiarazione governativa al Bundestag del 27 febbraio 2022: "Stiamo vivendo una svolta epocale". Il governo ha reagito con un fondo speciale per la Bundeswehr e un riorientamento della politica di sicurezza. Un ruolo centrale è svolto dalla difesa contro gli attacchi ibridi, spesso riconosciuti come tali solo dopo molto tempo.

La minaccia è particolarmente evidente nel cyberspazio. L'Ufficio federale tedesco per la sicurezza informatica (BSI) da anni avverte di attacchi mirati contro autorità, partiti e aziende. Nel 2015, il Bundestag stesso è stato vittima di un grave cyberattacco, attribuito ad hacker russi. Da allora, altri incidenti sono stati resi noti, fino a presunti atti di sabotaggio all'infrastruttura ferroviaria. Questi attacchi sono raramente spettacolari, ma minano la fiducia nelle istituzioni statali.

La risposta tedesca alla minaccia

Il governo federale tenta di reagire con un mix di misure tecniche di difesa e strumenti diplomatici. Un elemento centrale è la "Strategia di Sicurezza Nazionale", adottata nel 2023. Questa definisce le minacce ibride come parte dell'agenda di politica di sicurezza e stabilisce le responsabilità. Il ministro della Difesa Boris Pistorius, nel gennaio 2023, ha formulato la posizione della Bundeswehr in questo contesto con una formula concisa: "Dobbiamo diventare capaci di fare la guerra".

Ma la difesa dagli attacchi ibridi è complessa. Gli autori si muovono infatti in una zona grigia tra guerra e pace, e le prove sono spesso difficili da ottenere. La Germania si affida quindi a una combinazione di denuncia pubblica, conseguenze diplomatiche e sviluppo delle proprie capacità. Ciò include, ad esempio, più personale per la cybersicurezza, ma anche una sensibilizzazione della popolazione per riconoscere meglio la disinformazione.

Cosa può imparare la Svizzera dalla Germania

La Svizzera non è un obiettivo diretto di ritorsioni russe, almeno non con un'intensità comparabile. Tuttavia, la stretta interconnessione economica e sociale con la Germania la rende vulnerabile. Se in Germania, ad esempio, la logistica o l'approvvigionamento energetico fossero attaccati, queste interruzioni avrebbero rapidamente ripercussioni sulla Svizzera. Inoltre, la Svizzera stessa è regolarmente colpita da cyberattacchi, come mostrano i rapporti sulla situazione dell'Ufficio federale della cibersicurezza (BACS, ex MELANI).

L'architettura di sicurezza svizzera si basa tradizionalmente sulla neutralità e sulla neutralità armata. Tuttavia, le minacce ibride non si fermano ai confini nazionali. Per questo motivo, le autorità svizzere seguono attentamente le esperienze tedesche. Un'attenzione particolare è rivolta alla questione di come le democrazie possano difendersi senza tradire i propri valori. La trasparenza nella gestione della disinformazione e una società civile resiliente sono qui parole chiave centrali.

Il confronto durerà. Germania e Svizzera affrontano sfide simili: la protezione delle infrastrutture critiche, la resilienza delle loro società e la collaborazione con i partner. Chi vuole condurre una guerra ibrida non mira primariamente al territorio, ma alla fiducia. La democrazia può superare questo attacco solo se nomina il pericolo – senza cadere nell'isteria. Questo è esattamente ciò che la Germania sta cercando di fare, con debolezze, ma anche con crescente professionalità. Per la Svizzera, è un modello che merita di essere osservato.

Condividi l'articolo

Segnala un errore nell'articolo

Grazie per la segnalazione. Descriva l'errore nel modo più preciso possibile.

PNG, JPG o WebP, max 5 MB

Commenti

Acceda per partecipare alla discussione.

Nessun commento per ora. Sia il primo a scriverne uno.