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Disputa commerciale USA-Canada: Nessun accordo in vista

Nuovo round di negoziati senza svolta

Zahlreiche bunte Frachtcontainer stapeln sich in einem grossen Hafen, Kräne sind im Hintergrund sichtbar.
Bild: denniscastro / Pixabay

I colloqui commerciali tra gli Stati Uniti e il Canada sono falliti. Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha dichiarato nella notte di sabato che i negoziati sarebbero stati sospesi. Gli Stati Uniti intendono ora imporre un dazio del 50 percento su merci canadesi per un valore di circa 28 miliardi di dollari USA. Il Canada ha annunciato di voler ricambiare le misure di pari entità.

Negoziati conclusi senza accordo

Dopo giorni di colloqui, Washington e Ottawa non hanno raggiunto un'intesa. Il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha confermato il fallimento dei negoziati. Secondo la versione statunitense, il Canada ha rifiutato di concludere un accordo alle condizioni precedentemente negoziate. Nuove richieste da Ottawa avrebbero alterato l'equilibrio raggiunto nei giorni scorsi.

I dazi statunitensi previsti dovrebbero colpire, tra l'altro, merci come vino e bastoni da hockey. Le misure erano già state annunciate in precedenza, e il termine per un accordo è ormai scaduto.

Il Canada annuncia contromisure

Il Canada intende reagire ai nuovi dazi statunitensi con proprie imposte. Il Primo Ministro Carney ha annunciato che le contromisure canadesi sarebbero pari all'entità dei dazi americani. Ciò minaccia un ulteriore inasprimento del conflitto commerciale tra le due economie strettamente connesse.

Gli Stati Uniti e il Canada sono tra i partner commerciali più importanti l'uno dell'altro. Numerose aziende sono collegate tramite catene di approvvigionamento transfrontaliere. Dazi aggiuntivi possono quindi colpire non solo gli esportatori, ma anche produttori e consumatori su entrambi i lati del confine.

Anche i settori auto, acciaio e alluminio colpiti

L'attuale disputa è legata a un più ampio conflitto commerciale tra Washington e Ottawa. I dazi statunitensi già esistenti su acciaio, alluminio e automobili gravano sull'economia canadese. I negoziati avrebbero dovuto consentire agevolazioni in settori importanti, tra gli altri.

Per il Canada, la situazione è particolarmente rilevante perché gli Stati Uniti sono di gran lunga il partner commerciale più importante del paese. Un'escalation prolungata potrebbe comportare costi aggiuntivi per le aziende e complicare le decisioni di investimento.

Conseguenze oltre il Nord America

Il conflitto è seguito con attenzione anche a livello internazionale. Un ulteriore inasprimento delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Canada potrebbe aumentare l'incertezza nel commercio globale e gravare ulteriormente sulle aziende con catene di approvvigionamento internazionali.

Per la Svizzera e l'Europa, in primo piano non è tanto l'impatto economico diretto, quanto l'evoluzione della politica commerciale internazionale. Se gli Stati Uniti dovessero estendere la loro politica tariffaria ad altri partner commerciali, ciò potrebbe diventare rilevante anche per l'economia di esportazione svizzera.

Attualmente non è previsto un nuovo round di colloqui. Resta quindi da vedere quando gli Stati Uniti e il Canada riprenderanno i negoziati e se potrà esserci un'ulteriore riavvicinamento.

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