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Influencer rinunciano ai geotag per proteggere le Alpi

La campagna #nogeotag protegge luoghi naturali segreti dal turismo di massa

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Bild: Swello / Unsplash

Su Instagram e altre piattaforme, sempre più utenti rinunciano ai geotag nelle foto della natura. Il movimento #nogeotag vuole evitare che luoghi sconosciuti nelle montagne diventino il prossimo hotspot per i turisti dei selfie. Nelle Alpi svizzere, in particolare, la discussione sulla protezione delle aree sensibili sta aumentando.

Protezione dal turismo di Instagram

L'idea dietro #nogeotag è semplice: chi non rivela la posizione esatta di un idilliaco lago di montagna o di un alpeggio solitario previene l'assalto di massa. L'esperienza degli influencer con un vasto seguito dimostra che un singolo post con geotag è sufficiente per attrarre centinaia di visitatori in poche settimane.

Il fenomeno dell'overtourism interessa sempre più anche le remote valli alpine. I parcheggi sono sovraffollati, i sentieri escursionistici sono sovraccarichi, l'immondizia si accumula nei punti fotografici popolari. Comuni come Lauterbrunnen o Grindelwald lottano da anni con le conseguenze del turismo sui social media. Ora anche le località più piccole temono l'afflusso.

Opinioni divise tra turismo e protezione della natura

Schweiz Tourismus si esprime con riserva sulla campagna. L'organizzazione riconosce la sfida, ma sottolinea al contempo l'importanza economica dei visitatori per le regioni montane. Molti comuni dipendono dal turismo, specialmente nelle aree strutturalmente deboli.

Pro Natura ha una visione diversa. Pro Natura sottolinea la necessità di proteggere gli spazi naturali sensibili da un numero eccessivo di visitatori. La rinuncia ai geotag può essere un elemento, ma da sola non è sufficiente. Più importanti sono la gestione dei visitatori, le aree protette e l'educazione.

Le guide alpine e gli operatori turistici sono divisi. Mentre alcuni accolgono favorevolmente l'idea, altri temono che rinunciare completamente alla visibilità digitale possa far perdere terreno. Gli esperti di turismo nel Cantone di Berna osservano che oggi il turismo si svolge in gran parte online.

L'efficacia rimane discutibile

Gli esperti dubitano che #nogeotag possa davvero frenare l'overtourism. Molti luoghi popolari sono noti da tempo e riportati nelle guide turistiche. Inoltre, i turisti motivati trovano modi per identificare i luoghi anche senza geotag, ad esempio tramite la ricerca di immagini o le caratteristiche del paesaggio.

Studi condotti in altri paesi mostrano risultati contrastanti. Negli Stati Uniti, la campagna in alcuni parchi nazionali ha portato a un leggero calo del numero di visitatori nei punti fotografici molto frequentati. Non è chiaro se questo effetto si verificherà anche nella Svizzera densamente popolata.

Le organizzazioni ambientaliste puntano quindi su un mix di misure: oltre alla rinuncia ai geotag, sono necessari limiti al numero di visitatori, infrastrutture migliori e una comunicazione mirata sul comportamento rispettoso della natura. Il dibattito su #nogeotag mostra però: la consapevolezza della fragilità degli ecosistemi alpini sta crescendo, anche sui social media.

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