Zurigo vuole vietare il velo nelle scuole: inizia la fase difficile
Il Consiglio cantonale di Zurigo ha accolto una mozione UDC con 87 voti contro 82. Ora il Consiglio di Stato dovrà elaborare una proposta di legge. La compatibilità di tale divieto con la libertà religiosa sarà la questione centrale.

La decisione è stata presa di misura lunedì: 87 consiglieri cantonali hanno votato a favore della mozione, 82 contro, sei si sono astenuti. Dietro l'iniziativa vi sono principalmente UDC e PLR, oltre a parti di PVL e PEV. PS, Verdi e Centro si sono opposti. Il Consiglio di Stato deve ora elaborare una base legale corrispondente. Ha due anni di tempo per farlo.
Il velo non è ancora vietato
Politicamente la decisione è chiara, ma legalmente è solo l'inizio. Una mozione obbliga il Consiglio di Stato a presentare una proposta concreta. Successivamente, il Parlamento cantonale dovrà decidere sul progetto di legge.
Il Consiglio di Stato aveva già segnalato prima del voto di essere pronto ad accettare la mozione. La direttrice dell'educazione Silvia Steiner ha dichiarato che il governo è intenzionato a elaborare una proposta conforme alla Costituzione.
Una questione cruciale è quindi già stabilita: un eventuale divieto non può essere solo una volontà politica. Deve anche essere compatibile con i diritti fondamentali.
L'UDC argomenta con la parità dei diritti
L'UDC non giustifica la sua iniziativa solo con la neutralità religiosa. Al centro vi è la parità di ragazze e donne. Il partito sostiene che il velo spesso non è indossato volontariamente e può essere espressione di uno svantaggio sociale per le donne.
Secondo i sostenitori, la scuola dovrebbe essere un luogo dove ragazze e ragazzi hanno le stesse libertà e opportunità. Un'insegnante con il velo, secondo l'UDC, non potrebbe trasmettere questi valori in modo credibile. La mozione fa riferimento anche alla Francia, dove i simboli religiosi vistosi nelle scuole pubbliche sono vietati dal 2004.
Tuttavia, lo sviluppo francese non è automaticamente una prova che un divieto del velo porti a migliori risultati educativi o a un'integrazione più riuscita. Tali affermazioni devono essere considerate scientificamente separate dall'argomento politico della mozione.
Libertà religiosa contro neutralità statale
Gli oppositori dell'iniziativa si concentrano su un altro aspetto: la libertà religiosa. Un velo può essere per una donna musulmana una professione di fede religiosa. Un divieto statale interviene quindi in un'area protetta dai diritti fondamentali.
Particolarmente delicata è la situazione delle studentesse. Esse non sono parte dello Stato, ma sono poste sotto la sua protezione. Un divieto del velo per una studentessa deve quindi essere valutato legalmente in modo diverso rispetto a una restrizione per un'insegnante che insegna a nome di una scuola pubblica.
Proprio questa distinzione potrebbe diventare cruciale per la proposta di Zurigo. L'iniziativa richiede tuttavia esplicitamente un divieto per ragazze e donne – quindi sia per le studentesse che per le insegnanti.
La questione cruciale: volontariamente o sotto coercizione?
Dietro il dibattito politico si cela un problema difficile. Un velo può essere indossato sotto pressione familiare o sociale. Può però anche essere espressione di una personale convinzione religiosa.
Un divieto generale tratta entrambe le situazioni allo stesso modo. È proprio questo che criticano gli oppositori. L'Associazione delle Organizzazioni Islamiche di Zurigo (VIOZ) sottolinea che donne e ragazze devono essere protette dalla coercizione. Allo stesso tempo, però, si deve distinguere tra coercizione e uno stile di vita religioso autodeterminato.
Questa domanda non può essere risolta solo basandosi sull'indumento. Per la scuola si pone piuttosto la questione di come debba gestire la pressione concreta sui bambini – e se un divieto generale sia davvero il mezzo appropriato per farlo.
Perché la via legale potrebbe diventare decisiva
Il governo di Zurigo si trova quindi di fronte a un compito difficile. Deve formulare una regolamentazione che corrisponda politicamente alle richieste della mozione e che allo stesso tempo rispetti i limiti costituzionali.
Il Tribunale federale ha già chiarito in casi precedenti che un divieto generale del velo per le studentesse non è automaticamente compatibile con la libertà religiosa. Determinanti sono, tra l'altro, la base legale, l'interesse pubblico e la proporzionalità di un'ingerenza.
Questo non significa automaticamente che ogni forma di divieto a Zurigo fallirebbe in tribunale. La formulazione concreta sarebbe decisiva. Un divieto per gli insegnanti, ad esempio, potrebbe essere valutato diversamente da un divieto per le studentesse.
Per questo motivo, la formulazione del progetto di legge sarà probabilmente almeno altrettanto interessante quanto il voto nel Consiglio cantonale.
Zurigo potrebbe diventare un precedente
La decisione di Zurigo non è isolata. Anche altri Cantoni si occupano di simboli religiosi nelle scuole. Nel giugno 2026, ad esempio, il Consiglio cantonale di San Gallo ha deciso un divieto del velo per le insegnanti. Anche ad Argovia è stato discusso un divieto per le studentesse.
Si delinea così un dibattito a livello svizzero: quanta neutralità religiosa può richiedere lo Stato? Dove finisce la libertà religiosa personale? E quando un intervento è giustificato per la protezione dei bambini e per l'attuazione della parità dei diritti?
Per Zurigo la disputa è appena iniziata
Il Consiglio cantonale ha dato un segnale politico con la sua decisione. Non esiste ancora un divieto effettivo del velo. Innanzitutto, il Consiglio di Stato deve elaborare una proposta, poi il Parlamento deve decidere in merito.
Il vero test deve ancora venire. La politica di Zurigo deve trasformare una richiesta controversa in una legge che funzioni nella pratica e che possa allo stesso tempo resistere ai diritti fondamentali.
La questione cruciale non è più se Zurigo desidera politicamente un divieto del velo. È se questo divieto può essere legalmente formulato in modo tale che la parità di diritti e la libertà religiosa rimangano compatibili tra loro.
Fonti
- SRF: Il Consiglio cantonale di Zurigo chiede un divieto del velo nelle scuole
- Consiglio cantonale di Zurigo: Decisioni e documenti della seduta
- Reformierte Medien: Dibattito sul velo nel Consiglio cantonale di Zurigo
- CH Media / Radio Central: Il Consiglio cantonale di Zurigo chiede il divieto del velo nelle scuole
