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Salute11:45 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 3 min0 commenti

Cancro ai polmoni: l'eredità delle vecchie abitudini di fumo

Un'analisi svizzera di lungo periodo mostra che il calo della mortalità per cancro ai polmoni segue le abitudini di fumo delle generazioni – nelle donne con un ritardo temporale netto.

In Svizzera il cancro ai polmoni segue due sviluppi sfasati nel tempo. Negli uomini la mortalità è in calo da lungo tempo. Nelle donne, al contrario, è rimasta alta fino a poco fa e potrebbe diminuire in modo netto solo nei prossimi anni. Lo mostra una nuova analisi dei dati svizzeri sui decessi dal 1969. Il risultato più importante non è spettacolare, ma è centrale per la politica sanitaria: il cancro ai polmoni segue il comportamento di fumo delle coorti di nascita con un grande ritardo.

Che cosa mostra davvero l'analisi

I ricercatori Matthias Lorez, Ben D. Spycher e Christian Schindler hanno analizzato i dati sulle cause di decesso dell'Ufficio federale di statistica dal 1969 al 2021. Con un modello età-periodo-coorte hanno separato tre effetti: il rischio di malattia che cresce con l'età, i cambiamenti in un determinato periodo di calendario e le differenze tra generazioni. Il modello permette quindi di leggere i trend di mortalità non soltanto come una curva annuale.

Negli uomini il rischio specifico per generazione più elevato, secondo i risultati pubblicati, riguarda le coorti attorno al 1909. Per gli uomini tra 65 e 69 anni il tasso di mortalità è sceso da 330 per 100'000 anni-persona negli anni Settanta a 131 nel periodo 2019-2021. Nelle donne le autrici e gli autori hanno osservato il valore massimo in coorti decisamente più giovani, attorno al 1954. Nella stessa fascia d'età il tasso è salito da 20 a 86 per 100'000 anni-persona.

Non è un'affermazione su una singola nonna o un singolo nonno. Lo studio non collega biografie individuali di fumo a singoli decessi. Mostra piuttosto un legame a livello di popolazione, che corrisponde alle differenze storiche nel consumo di tabacco: gli uomini hanno iniziato a fumare prima e in numero maggiore; tra le donne la diffusione è arrivata più tardi.

Perché il progresso medico non basta a spiegare tutto

Diagnostica e terapie migliori influenzano le probabilità di sopravvivenza, ma non spiegano del tutto la differenza tra i sessi. L'analisi suggerisce che gli effetti di coorte siano particolarmente forti. Questo significa che chi oggi legge i numeri dei decessi vede in gran parte conseguenze di esposizioni passate. Gli autori prevedono un calo dei decessi assoluti tra gli uomini a partire dalla metà degli anni Venti del Duemila; per le donne si aspettano il punto di svolta più tardi. Simili proiezioni non sono una certezza. Si basano sul prolungamento dei modelli osservati e possono essere superate da cambiamenti nel fumo, nella diagnosi precoce o nel trattamento.

Per l'assistenza sanitaria lo sfasamento temporale resta comunque rilevante. L'offerta oncologica, la consulenza per smettere di fumare e la comunicazione sui sintomi devono raggiungere entrambi i sessi. Il calo tra gli uomini non significa che il carico complessivo sparirà rapidamente.

La prevenzione resta una scommessa sul futuro

La Svizzera dispone, con la legge sui prodotti del tabacco e con i programmi di prevenzione cantonali, di strumenti contro il consumo. Il loro successo, però, diventa visibile nel cancro ai polmoni solo con ritardo. È proprio qui la sfida politica: la prevenzione viene facilmente misurata su indicatori a breve termine, mentre il beneficio sanitario spesso emerge solo decenni più tardi.

Anche lo studio ha dei limiti. Le statistiche sulle cause di morte registrano la mortalità, non i nuovi casi. Dal modello non si può dedurre una colpa individuale né un numero esatto di decessi evitati in futuro. Un risultato resta comunque solido: il fumo di tabacco è una causa accertata del cancro ai polmoni, e la popolazione non ne porta le conseguenze allo stesso ritmo.

Per i cittadini svizzeri è un richiamo sobrio alla lunga portata della prevenzione. La protezione odierna di bambini e adolescenti dal marketing del tabacco, l'accesso ai servizi per smettere di fumare e una cura oncologica affidabile non decidono le statistiche del prossimo trimestre. Plasmano il bilancio sanitario delle prossime generazioni.

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