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Salute07:45 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Diritto alimentare: cosa potrebbe cambiare per i consumatori

La Svizzera pianifica adeguamenti in 16 ordinanze. Sono previste indicazioni di origine più chiare per il miele, divieti più estesi per i bisfenoli e nuove regole per gli alimenti nuovi – ma nulla è ancora deciso.

Dokumente und Aktenordner als Symbolbild für die Vernehmlassung zum Lebensmittelrecht
Bild: fulopszokemariann / Pixabay

Il 13 ottobre 2026 il Dipartimento federale dell'interno ha aperto una consultazione su una revisione completa del diritto alimentare. Il pacchetto riguarda 16 ordinanze e intende sviluppare ulteriormente la protezione della salute e la protezione contro le frodi. Al contempo la Confederazione vuole allineare strettamente le prescrizioni svizzere al diritto dell'Unione europea.

Per i consumatori il punto più importante è inizialmente banale, ma decisivo: le proposte non sono ancora in vigore. La consultazione dura fino al 27 gennaio 2027. Solo dopo i pareri saranno valutati, le ordinanze eventualmente rielaborate e formalmente decise. Chi fa acquisti oggi non trova quindi automaticamente nuove etichette o imballaggi modificati.

Il progetto è comunque rilevante, perché dovrebbe colmare lacune concrete e ampliare regole già note. Particolarmente visibile sarebbe il caso del miele e dei materiali che vengono a contatto con gli alimenti.

Più trasparenza nelle miscele di miele

Per il miele proveniente da più Paesi non si dovrà più indicare solo genericamente che si tratta di una miscela. È previsto che debbano essere indicati tutti i Paesi di origine e la loro quota sul prodotto totale. La Svizzera recepisce così le prescrizioni europee in materia di dichiarazione.

La modifica potrebbe migliorare la tracciabilità. Chi acquista miele riconoscerebbe con maggiore precisione da quali Paesi proviene una miscela e quanto grandi sono le rispettive quote. Questo è rilevante soprattutto in vista della protezione contro le frodi, perché le indicazioni di origine sugli alimenti possono svolgere un ruolo importante nella decisione d'acquisto.

La dichiarazione non sarebbe però un giudizio di qualità. Non dice automaticamente nulla su gusto, condizioni di produzione o residui. Crea soprattutto più trasparenza sulla composizione e sull'origine geografica.

Bisfenoli: la proposta va oltre la plastica

Un altro punto centrale riguarda il bisfenolo A e altri bisfenoli classificati come pericolosi nei materiali a contatto con gli alimenti. Dal 2025 in Svizzera vige già un divieto per determinate applicazioni, ad esempio in materie plastiche, rivestimenti e inchiostri da stampa. Ora il divieto dovrebbe essere esteso, tra l'altro, ad adesivi e gomma.

Il bisfenolo A è utilizzato in diverse applicazioni industriali ed è da anni al centro di dibattiti regolatori. La proposta attuale si basa sull'approccio precauzionale: non solo l'alimento stesso, ma anche i materiali che entrano in contatto con esso dovrebbero essere regolamentati in modo più severo.

Secondo la proposta dovrebbe essere inasprita anche la sicurezza dei giocattoli. Per le sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, nonché per i PFAS e le sostanze con attività ormonale, sono previsti divieti più ampi. Quali periodi transitori e deroghe concrete varranno alla fine resta aperto nella procedura in corso.

Le innovazioni non devono arrivare sul mercato senza autorizzazione

Per gli alimenti nuovi – ad esempio prodotti che in Svizzera o nell'UE non sono stati consumati tradizionalmente – un'autorizzazione resta il presupposto per l'immissione in commercio. Vale ad esempio per alcuni prodotti a base di insetti o per nuovi procedimenti di produzione.

Nuovo nel progetto è un passo più limitato prima dell'autorizzazione al mercato: le imprese dovrebbero poter testare i prodotti con persone di prova a determinate condizioni, per valutare il potenziale di mercato e la concezione del prodotto. La sicurezza dovrebbe comunque restare documentata e garantita.

Non si tratta di un via libera a una sperimentazione di mercato incontrollata. Resta decisivo che un prodotto venga autorizzato prima della vendita regolare. La modifica prevista non sposta quindi lo standard di protezione, ma dovrebbe rendere più strutturati lo sviluppo e la verifica.

L'esecuzione decide l'effetto

Oltre alle etichette visibili e ai divieti di sostanze, la proposta contiene un punto meno appariscente ma importante: lo scambio di dati tra Cantoni e Confederazione dovrebbe essere migliorato. L'obiettivo è un perseguimento più coordinato delle violazioni sistematiche del diritto alimentare.

Se la revisione porti effettivamente a maggiore protezione e trasparenza dipende quindi non solo dal testo dell'ordinanza. Saranno decisivi anche i controlli, la prassi esecutiva e l'attuazione da parte di produttori e commercio. Per i consumatori l'informazione più importante resta per ora questa: il dibattito è iniziato – le regole proposte non sono ancora vincolanti.

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