
GZO Spital Wetzikon: il risanamento entra nella fase decisiva
L'ospedale continua a funzionare mentre i creditori decidono su un concordato. Il fallimento non è stato pronunciato, ma i termini di fine anno mettono tutti gli attori sotto pressione.
Il GZO Spital Wetzikon non è chiuso. Si trova però in una procedura di concordato, prorogata fino al 19 dicembre 2026. La moratoria concordataria serve a dare a un'impresa il tempo di riordinare la propria situazione finanziaria e di negoziare una soluzione con i creditori. Non equivale né a un risanamento né a un fallimento.
La procedura resta aperta
Per il GZO la prossima tappa diventa concreta a fine ottobre: il 28 ottobre si svolge l'assemblea dei creditori. Dopo di che i creditori con diritto di voto possono decidere per iscritto entro il 7 novembre sul concordato proposto. Secondo il GZO, i creditori non garantiti e non privilegiati dovrebbero recuperare fino al 47,5 per cento dei loro crediti, a seconda dell'andamento degli affari. Se questa offerta regge non lo decide da sola l'ospedale, ma la procedura di voto prescritta dalla legge e, in seguito, il tribunale del concordato.
Il consenso necessario richiede un doppio quorum. Occorre o più della metà dei voti per testa e almeno due terzi dell'importo dei crediti, oppure almeno un quarto dei voti per testa e tre quarti dell'importo dei crediti. Un consenso dei creditori sarebbe quindi un passo importante, ma non ancora una conferma definitiva del risanamento.
Il Cantone rifiuta una garanzia di 50 milioni
La situazione finanziaria del GZO non impegna solo creditori e direzione dell'ospedale, ma anche i comuni proprietari e il Cantone di Zurigo. Undici dei dodici comuni azionisti avevano chiesto al Consiglio di Stato una garanzia di 50 milioni di franchi, garantita da pegno immobiliare. Il denaro doveva agevolare il ricorso al capitale per il completamento della nuova costruzione, sempre che la moratoria concordataria si concluda con successo.
Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda in marzo. A motivazione ha indicato che non sono soddisfatti i presupposti di legge per un sostegno finanziario. L'esercizio, il finanziamento e la responsabilità economica dell'ospedale sulle liste spettano alla GZO AG e ai suoi comuni proprietari.
Il rifiuto non significa che il Cantone ignori le conseguenze di una possibile cessazione dell'attività. Secondo le proprie indicazioni, la Direzione della sanità è in contatto con gli ospedali sulle liste vicini, con la società dei medici dell'Oberland zurighese e con l'organizzazione dei servizi di soccorso Regio144. In un'analisi dei rischi, l'Ufficio della sanità è giunto alla conclusione che gli ospedali vicini potrebbero compensare in breve tempo le prestazioni venute a mancare, comprese le cure d'urgenza.
Si tratta di una valutazione dell'autorità sulla sicurezza dell'approvvigionamento sanitario. Non è l'affermazione che una chiusura sarebbe priva di conseguenze per pazienti, personale o regione. Tragitti più lunghi, nuove competenze e maggiori carichi per altre strutture sarebbero questioni pratiche evidenti.
Assistenza e risanamento sono due questioni distinte
Nel dibattito pubblico la crisi finanziaria del GZO e l'assistenza sanitaria regionale vengono spesso equiparate. Sono collegate, ma non identiche. Il Cantone può ridistribuire i mandati di prestazione e organizzare un'assistenza medica di base. Se invece il GZO continui a esistere come impresa e come datore di lavoro lo decide il processo di risanamento.
L'attività in corso è importante per la procedura. Secondo le indicazioni del GZO, le prestazioni e le forniture erogate dall'inizio della moratoria per l'esercizio ordinario dell'ospedale vengono pagate. La moratoria permette quindi la prosecuzione dell'attività finché sussistono i presupposti. Non garantisce però che il concordato venga accettato o confermato dal tribunale.
Decisivo resta quindi l'ordine: prima il voto dei creditori, poi l'esame giudiziario e infine l'attuazione di un progetto finanziariamente sostenibile. Il mandato pubblico di assistenza e il risanamento aziendale vanno valutati su piani diversi, ma strettamente legati. Fino alla fine dell'anno non è garantito alcun titolo semplice su «salvataggio» o «fallimento».
La domanda aperta non è se l'ospedale sia chiuso oggi. È se il concordato proposto ottenga un consenso sufficiente e se da esso nasca una prospettiva finanziabile in modo duraturo per il GZO. Per la regione resta quindi importante non ridurre a un'unica affermazione il termine giuridico, l'attività ospedaliera e la pianificazione a lungo termine dell'assistenza.



