Estero08:15 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 7 min0 commenti

L'Iran intende criminalizzare i contatti con i media esteri

Un nuovo disegno di legge a Teheran vieta contatti non autorizzati con media e attori stranieri considerati ostili. Per gli iraniani in Svizzera, questo potrebbe comportare rischi nei viaggi in Iran.

Ein Mikrofon und ein Smartphone stehen getrennt durch Glas und Metallgitter in einem dunklen Studio.
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Teheran vuole controllare i legami con l'esterno

Il progetto mira a colmare una lacuna comunicativa cruciale per un'informazione indipendente sull'Iran. Giornalisti stranieri dipendono spesso da contatti con persone all'interno dell'Iran per ottenere informazioni dal paese.

Questi contatti dovrebbero essere maggiormente controllati. Il progetto prevede il divieto di «interviste, partecipazione a discussioni o altre comunicazioni» con media stranieri o altri attori, se questi sono considerati ostili alla Repubblica Islamica.

Il problema risiede non solo nel divieto stesso, ma anche nella sua formulazione. Il concetto di attore straniero «ostile» non è chiaramente definito. Anche quali contatti specifici richiederebbero un'autorizzazione rimane incerto, secondo le informazioni attuali. citeturn0search0

Termini ambigui creano un grande rischio

Bahar Ghandehari del Center for Human Rights in Iran critica in particolare i termini ampi. Un «attore straniero» può essere interpretato in modo molto esteso. Al contempo, rimane incerto chi le autorità iraniane classificheranno come ostile alla Repubblica Islamica.

Questo crea un considerevole margine di interpretazione per le autorità di sicurezza e i tribunali. Un contatto oggi tollerato potrebbe essere valutato diversamente in circostanze politiche mutate.

Per le persone coinvolte, non si crea solo un concreto rischio penale. L'incertezza su quale comunicazione sia consentita può portare le persone a evitare preventivamente contatti con media, ricercatori o organizzazioni straniere.

Secondo Ghandehari, questa incertezza è parte dell'effetto della legge proposta: le persone dovrebbero diventare caute non solo quando vengono effettivamente accusate, ma già prima.

Il progetto arriva dopo una nuova ondata di repressione

La proposta non è isolata. Dalle proteste nazionali di gennaio, la pressione su oppositori politici e voci critiche si è intensificata. Secondo SRF, da allora decine di persone sono state giustiziate. Ci sono anche notizie di condanne collettive e nuovi procedimenti contro prigionieri politici. citeturn0search0

La leadership iraniana giustifica regolarmente tali misure con la difesa dall'influenza straniera e la sicurezza nazionale. Le organizzazioni per i diritti umani, al contrario, vi vedono un tentativo di limitare ulteriormente critiche e attività di opposizione.

Secondo l'attivista per i diritti umani Bahar Ghandehari, il nuovo progetto è legato anche alla preoccupazione del governo per un nuovo movimento di protesta. Lo Stato vuole impedire che informazioni, sostegno o contatti dall'estero facilitino una nuova mobilitazione all'interno dell'Iran.

Con ciò, il controllo della comunicazione diventerebbe un ulteriore strumento di repressione politica.

Cosa significa questo per gli iraniani in Svizzera?

Per le persone con cittadinanza iraniana in Svizzera si crea una particolare incertezza giuridica e pratica. Un'intervista con un media svizzero, secondo il diritto svizzero, non è fondamentalmente vietata dal fatto che la persona interessata sia cittadina iraniana.

Determinante è però quale diritto l'Iran applica alla persona in questione e a un'azione. Se il nuovo progetto di legge coprirebbe effettivamente anche contatti che avvengono completamente al di fuori dell'Iran, non è attualmente chiarito in modo definitivo.

Proprio per questo sarebbe sbagliato affermare già oggi che ogni intervista di un iraniano o di un'iraniana residente in Svizzera costituisca automaticamente un reato in Iran. Il disegno di legge non è ancora stato definitivamente approvato e la sua applicazione pratica resta aperta.

Il rischio diventa però particolarmente rilevante non appena una persona interessata si reca in Iran. Allora la questione dei contatti avuti in precedenza all'estero può assumere un significato diverso.

Per i viaggiatori il rischio non è nuovo

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sconsiglia già dal 2 agosto 2024 i viaggi in Iran in generale. Le avvertenze di viaggio vengono costantemente verificate e adattate alla situazione di sicurezza. citeturn0search12turn0news3

Il nuovo disegno di legge non creerebbe quindi per la prima volta un problema di viaggio per gli iraniani dalla Svizzera. Potrebbe però creare un'ulteriore incertezza giuridica, in particolare per le persone che, nonostante le raccomandazioni di viaggio svizzere, devono o vogliono recarsi in Iran.

Per i cittadini svizzeri di origine iraniana la situazione è particolarmente complessa. Il DFAE ha comunicato nel marzo 2026 che circa 180 cittadini svizzeri erano registrati in Iran. Una netta maggioranza di questi possiede anche la cittadinanza iraniana. citeturn0search12

I doppi cittadini si trovano in una situazione particolare

La doppia cittadinanza non elimina automaticamente il problema. La Svizzera permette in linea di principio più cittadinanze. Determinante è però come l'Iran tratta una persona secondo il proprio diritto.

Per gli svizzeri e le svizzere con cittadinanza iraniana, all'ingresso in Iran può quindi valere una situazione legale diversa rispetto alla Svizzera. Le autorità svizzere possono inoltre intervenire a livello consolare solo in misura limitata se una persona viene detenuta o perseguita penalmente dalle autorità iraniane.

Ciò rende la questione della portata della nuova legge particolarmente rilevante: non è solo la legittimità di un'intervista in Svizzera il problema, ma il possibile rischio di un successivo ingresso in Iran.

Anche i media svizzeri affrontano un nuovo rischio

Chi lavora con una fonte iraniana dovrà in futuro considerare ancora di più se questa persona potrebbe successivamente recarsi in Iran.

Per una redazione può quindi rendersi necessaria un'ulteriore verifica di sicurezza. La fonte è cittadina iraniana? Possiede anche la cittadinanza svizzera? Viaggia regolarmente in Iran? Ha parenti stretti lì? La sua identità potrebbe diventare nota alle autorità iraniane?

Tali domande non sostituiscono una consulenza legale, ma rientrano sempre più nella valutazione del rischio giornalistico. Soprattutto per le fonti in Stati autoritari, la pubblicazione di un'informazione non deve comportare l'esposizione della fonte a un rischio personale prevedibile.

La tensione è quindi duplice: i media vogliono riportare sulla situazione in Iran, ma allo stesso tempo devono evitare che le loro fonti vengano messe in pericolo dalla copertura mediatica.

La Svizzera non può annullare il diritto iraniano

Un limite importante non deve essere trascurato: la Svizzera può garantire ai cittadini iraniani sul suolo svizzero l'esercizio dei loro diritti secondo il diritto svizzero, ma non può determinare come l'Iran tratta i propri cittadini in caso di un successivo ingresso nel paese.

Proprio per questo sarebbe anche sbagliato dedurre immediatamente un obbligo svizzero dal disegno di legge. Innanzitutto, è necessario stabilire quale sarà il contenuto effettivo della legge e come le autorità iraniane la applicheranno.

Tuttavia, se la versione finale dovesse includere esplicitamente anche azioni compiute all'estero o se i primi casi dovessero dimostrare che i contatti in Svizzera vengono perseguiti in viaggi successivi in Iran, la situazione si aggraverebbe notevolmente.

Cosa deve osservare il DFAE

Per la Svizzera, la questione non è quindi se debba accettare il diritto iraniano. Non lo fa. È piuttosto determinante se la nuova legislazione modifichi la situazione di sicurezza per le persone con cittadinanza iraniana e se le attuali avvertenze di viaggio siano sufficientemente concrete.

Il DFAE dispone già di avvertenze di viaggio aggiornate per l'Iran e sconsiglia in generale da anni i viaggi nel paese. Nel marzo 2026, la Svizzera aveva inoltre chiuso temporaneamente la sua ambasciata a Teheran; le possibilità diplomatiche e consolari sono limitate a causa della situazione di sicurezza. citeturn0search12

Se il parlamento iraniano dovesse adottare il progetto, sarebbe quindi importante osservare se ne derivano nuovi rischi concreti per i cittadini svizzeri e per gli iraniani residenti in Svizzera.

La legge non è ancora stata approvata

L'impatto politico della proposta è già notevole. Segnala che Teheran intende inasprire ulteriormente il controllo sui flussi di informazione. Per le persone in Iran, la sola incertezza sui contatti consentiti potrebbe avere un effetto deterrente.

Per la Svizzera, al contrario, è opportuno usare cautela nella valutazione. Non è ancora noto in modo definitivo quali disposizioni il parlamento adotterà, quali sanzioni sono previste e se e come le azioni compiute al di fuori dell'Iran verranno perseguite.

Tuttavia, è certo: se il progetto dovesse diventare legge, il margine di manovra per i cittadini iraniani potrebbe restringersi ulteriormente – anche per coloro che vivono in Svizzera e qui godono della protezione della libertà di espressione e di stampa.

Il rischio effettivo non inizia quindi con l'intervista in Svizzera, ma con la domanda su cosa succederà dopo.

Fonti

  • SRF, 7 settembre 2026: «L'Iran pianifica legge repressiva: vietati i contatti con i media esteri».
  • Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE): Avvertenze di viaggio per l'Iran.
  • DFAE, 26 giugno 2026: Informazioni sulla situazione in Iran e sulle avvertenze di viaggio svizzere.

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