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Unbeschriftete Pharma-Lieferbehälter bewegen sich durch ein automatisiertes Schweizer Logistikzentrum.
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Economia21:45 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Chimica-farmaceutica distorce l'export svizzero in agosto

Il calo delle esportazioni di merci in agosto dice meno sulla larghezza dell'export svizzero di quanto il titolo lasci intendere.

Le esportazioni svizzere di merci sono diminuite in agosto 2026, su base destagionalizzata, del 17,2 per cento rispetto al mese precedente. Il dato sembra una battuta d'arresto per l'economia d'esportazione. Uno sguardo ai dettagli forniti dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) cambia però l'inquadramento: soltanto i prodotti chimici e farmaceutici hanno tirato verso il basso il risultato complessivo. Senza questo comparto, l'andamento delle esportazioni è stato nel complesso positivo.

Un dato mensile con una leva molto grande

La reazione opposta è così marcata anche perché luglio aveva portato un rialzo eccezionalmente forte: allora le esportazioni erano cresciute, destagionalizzate, del 14,6 per cento. Già nel comunicato di luglio l'UDSC aveva segnalato che chimica-farmaceutica aveva plasmato in modo decisivo il risultato. Il segno meno di agosto non è quindi una prova solida che l'intera base d'esportazione abbia ceduto nello stesso momento.

Per la lettura dei dati mensili questa distinzione è centrale. Nella statistica del commercio estero si riportano valori, non la quantità di merci esportate. Se per pochi medicamenti, principi attivi o prodotti chimici ad alto prezzo si spostano termini di consegna e valori di fatturazione, il valore nazionale può cambiare sensibilmente. Da ciò non si può dedurre automaticamente l'andamento della produzione, del portafoglio ordini o della domanda in tutti gli altri rami.

Perché chimica-farmaceutica pesa tanto sulla statistica

Chimica-farmaceutica occupa nell'export svizzero una posizione eccezionalmente grande. Nel 2024, secondo l'UDSC, il 52,7 per cento di tutte le esportazioni di merci è andato ai prodotti chimici e farmaceutici. Questa importanza spiega perché il comparto muove in modo sproporzionato la serie mensile complessiva.

Economicamente non è irrilevante: il settore crea valore aggiunto, posti di lavoro e ricavi da esportazione. Per l'osservazione congiunturale di breve periodo, però, questa concentrazione è un limite. Chi guarda soltanto il valore complessivo confonde facilmente il movimento di un singolo ramo con una debolezza diffusa dell'economia. Per questo l'UDSC, nei suoi commenti, distingue esplicitamente per gruppi di merci e indica l'andamento senza chimica-farmaceutica.

Anche le importazioni sono calate

Dal lato delle importazioni il traffico di merci è diminuito in agosto dell'11,6 per cento. Anche in questo caso l'UDSC indica nei prodotti chimici e farmaceutici la causa principale. Esportazioni e importazioni sono quindi calate nello stesso mese, ma la Svizzera ha comunque realizzato un avanzo della bilancia commerciale di 5,6 miliardi di franchi.

Questo avanzo non significa che tutte le parti dell'economia estera vadano altrettanto bene. Indica soltanto che nel mese in esame il valore delle merci esportate ha superato quello delle merci importate. Per le imprese al di fuori di chimica-farmaceutica restano determinanti i tassi di cambio, l'andamento dei mercati di sbocco importanti, i costi dell'energia e degli input intermedi nonché la domanda di beni d'investimento. Questi fattori non si possono desumere da un solo dato mensile.

Leggere correttamente i dati mensili

La statistica del commercio estero è indispensabile per osservare l'economia in corso, ma non è il bilancio di singole imprese. Rileva il commercio transfrontaliero di merci. I servizi, anch'essi importanti per la Svizzera, non vi figurano. Allo stesso modo il dato mensile non risponde alla domanda se uno spostamento relativo a un singolo prodotto si invertirà il mese successivo.

Per questo le serie destagionalizzate e il confronto su più mesi sono più significativi di una singola variazione percentuale. L'UDSC ricorre alla destagionalizzazione per rendere meglio confrontabili i modelli ricorrenti nel corso dell'anno. La correzione non elimina tuttavia l'effetto particolare dei gruppi di merci con valori commerciali molto elevati.

Che cosa dice il dato sulla congiuntura – e che cosa no

I dati di agosto sono un segnale d'allarme contro conclusioni affrettate, non automaticamente un segnale d'allarme per l'intera economia svizzera. L'andamento positivo delle esportazioni senza chimica-farmaceutica parla contro un indebolimento generalizzato del commercio di merci. Al tempo stesso sarebbe altrettanto sbagliato ignorare semplicemente il segno meno complessivo: per la Svizzera il settore farmaceutico ha un peso tale che le sue oscillazioni possono influenzare realmente il commercio estero, singole regioni e catene di fornitura.

Determinante è quindi l'evoluzione su più mesi e trimestri. L'UDSC pubblica mensilmente la statistica del commercio estero e mette a disposizione i risultati per merci, Paesi e direzioni di traffico. Per il prossimo inquadramento andrà verificato se il segno meno di agosto resti soprattutto una reazione opposta dopo il forte luglio o se l'indebolimento si manifesti in altri settori.

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