
Francoforte, 54 arresti e scontro sulle conseguenze
Secondo il ministro dell'Interno dell'Assia sarebbero oltre 100 i poliziotti feriti. Mentre le indagini muovono i primi passi, il ministro mette in dubbio ulteriori manifestazioni.
Dopo gli scontri di sabato sera, 31 ottobre 2026, è disponibile un primo bilancio più dettagliato per Francoforte sul Meno. Secondo il ministro dell'Interno dell'Assia Roman Poseck sono stati feriti più di 100 poliziotti e 54 persone tra i 13 e i 29 anni sono state arrestate. 17 negozi sono stati danneggiati, cinque dei quali saccheggiati. Poseck ha reso noti i dati domenica durante una conferenza stampa.
Dopo la giornata di protesta a livello nazionale passa così in primo piano l'elaborazione della violenza. Gli arresti non dicono ancora nulla su chi potrà essere riconosciuto responsabile di quale reato concreto. Resta poco chiaro anche il numero dei manifestanti feriti. Per i negozi distrutti non è finora nota alcuna somma complessiva dei danni attendibile.
Secondo il bilancio presentato in conferenza stampa, la polizia ha inoltre controllato 366 persone e disposto 1225 allontanamenti. Tali controlli e allontanamenti vanno distinti dagli arresti comunicati e non devono essere conteggiati come arresti supplementari.
Il centro città è diventato zona d'intervento
Nel pomeriggio, secondo la polizia, circa 8000 persone hanno manifestato a Francoforte in modo prevalentemente pacifico. Gli organizzatori hanno parlato di 10'000 partecipanti. Secondo l'emittente Hessischer Rundfunk la polizia ha sciolto la protesta verso le 18.20, dopo che erano stati accesi petardi e altra pirotecnica e lanciate pietre contro gli agenti.
Gli scontri non sono finiti lì. Attorno a Hauptwache, Konstablerwache e Zeil le forze di intervento hanno sgomberato e chiuso aree del centro città. L'hr ha riferito di vetrine infrante e saccheggi, tra l'altro in un negozio di scarpe. Oltre ai cannoni ad acqua sono stati impiegati veicoli blindati, un elicottero e droni. Reuters ha riferito, citando la polizia, anche di ordigni incendiari lanciati.
Nel picco, secondo le indicazioni di Poseck, erano impegnati 1300 agenti. L'elevata presenza non ha impedito i danni. Sulla valutazione del dispositivo non esiste comunque un quadro uniforme: il ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt ha elogiato l'intervento sulla «Bild» definendolo riuscito, perché sarebbero stati evitati eccessi di violenza maggiori come a Parigi. Alla conferenza stampa di Francoforte la polizia ha invece ammesso, secondo il resoconto di Osthessen|News, anche errori nella valutazione della situazione.
Le attribuzioni politiche non sostituiscono le indagini
Dobrindt ha attribuito gli scontri a gruppi di sinistra pronti alla violenza e a persone di ambiente migratorio. Anche Poseck ha descritto una simile composizione. Al contempo il ministro dell'Assia ha precisato che gli arrestati avevano in prevalenza la cittadinanza tedesca. Sono indicazioni e valutazioni dei ministri, non accertamenti giudiziari definitivi sui singoli indagati.
Il presidente della polizia Stefan Müller ha dichiarato in conferenza stampa che molti indagati erano già noti alle forze dell'ordine. Secondo Poseck non ci sono indizi di un arrivo di violenti dall'estero; numerosi partecipanti sarebbero giunti dal circondario vicino e più lontano. Una commissione speciale dovrà fare luce sui reati. Gli inquirenti devono attribuire le singole azioni a singole persone.

L'iniziativa «Gen Z regelt» ha preso le distanze dalla violenza, secondo Deutsche Welle, e ha dichiarato di rappresentare una protesta pacifica e i valori democratici. Il suo appello chiedeva tra l'altro più fondi per le scuole, giustizia sociale, costi della vita accessibili e tutela del clima. La presa di distanza è la posizione degli organizzatori; non risponde a tutte le domande sullo svolgimento della serata.
La prossima disputa ruota attorno al 20 novembre
Per il 20 novembre l'iniziativa ha annunciato nuove proteste. Poseck vuole impedire a Francoforte un raduno paragonabile a quello di sabato. Secondo il resoconto di Osthessen|News ha prospettato forze di polizia più consistenti e un intervento più energico e anticipato. Un divieto è quindi richiesto sul piano politico, ma non è ancora documentato come decisione delle autorità già adottata.
Il punto di partenza giuridico resta l'articolo 8 della Legge fondamentale tedesca. Esso tutela per i tedeschi l'assemblea pacifica e senza armi. All'aperto questo diritto può essere limitato su base legale. Il perseguimento penale dei disordini e la decisione su una futura manifestazione sono perciò due procedure distinte.
Per i commercianti colpiti si tratta innanzitutto delle conseguenze della distruzione. Il sindaco Mike Josef ha rimandato ai dipendenti e alle famiglie dietro i negozi. Per lunedì 2 novembre è previsto, secondo il resoconto di Osthessen|News, un colloquio con il direttore generale dell'associazione del commercio dell'Assia.
Fonti
- Legge fondamentale: articolo 8, libertà di riunione
- Reuters: nuovo bilancio e reazioni dei ministri, 1 novembre 2026
- Deutsche Welle: Dobrindt condanna la violenza dopo le proteste Gen-Z
- Hessischer Rundfunk su tagesschau.de: lo svolgimento di sabato sera
- Osthessen|News: resoconto della conferenza stampa del 1 novembre
- Immagine di copertina: Zeil, Z thomas, 3 novembre 2019
- Immagine dell'articolo: edificio giudiziario A, GeorgDerReisende, 25 febbraio 2021
- Licenza di entrambe le immagini: CC BY-SA 4.0



