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Plaça de Catalunya in Barcelona bei Nacht, Archivaufnahme Februar 2024 ohne aktuelle Proteste
Plaça de Catalunya in Barcelona, Archivaufnahme Februar 2024. Keine Aufnahme der Ausschreitungen vom Oktober 2026. Matti Blume / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0; unveränderte Datei.
Estero20:00 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 5 min0 commenti

Violenza a Barcellona e Tirana: due città, conflitti diversi

Barcellona segnala 128 arresti dopo le sommosse di sabato. A Tirana sono sotto esame, oltre agli attacchi contro la polizia, anche possibili abusi delle forze dell'ordine.

Dopo le sommosse di sabato 24 ottobre 2026, la polizia catalana e la polizia municipale di Barcellona hanno annunciato 128 arresti. A Tirana, nello stesso giorno, ci sono stati nuovi scontri violenti tra manifestanti e forze di sicurezza. Lì sono ora sotto esame anche singoli interventi della polizia. Le comunicazioni attuali delle due autorità di polizia mostrano una cosa: la violenza è documentata, ma i suoi retroscena e le responsabilità vanno valutati separatamente.

Il fatto che in un solo fine settimana siano coinvolte più città europee non dimostra ancora un'organizzazione comune. Per l'inquadramento politico contano le rispettive rivendicazioni, i partecipanti e gli svolgimenti. Per i viaggiatori provenienti dalla Svizzera sono invece rilevanti soprattutto i luoghi concreti, le chiusure a breve termine e le indicazioni attuali delle autorità.

Barcellona: il bilancio più recente è più preciso delle prime notizie

Nella comunicazione del 25 ottobre, i Mossos d’Esquadra e la Guàrdia Urbana indicano 72 minorenni tra i 128 arrestati. Secondo la polizia, 14 agenti sono rimasti feriti, quattro dei quali in modo grave. Segnala inoltre 23 negozi saccheggiati o danneggiati e 33 interventi dei vigili del fuoco per incendi. Questi numeri riflettono lo stato dell'accertamento da parte delle autorità alla domenica, non una decisione giudiziaria definitiva.

La polizia descrive una mobilitazione annunciata attraverso i social network attorno alla Plaça de Catalunya. Verso le 18, gruppi incappucciati avrebbero iniziato a lanciare oggetti contro gli agenti, a incendiare cassonetti e ad attaccare negozi. La violenza sarebbe proseguita fino a circa le 22. Le indagini dovrebbero ora chiarire anche chi si trova dietro gli appelli.

Anche Europa Press riferisce dei 128 arresti e dei 72 minorenni, citando la comunicazione della polizia. È una conferma del bilancio pubblicato, non un conteggio indipendente. Gli arresti, inoltre, non permettono ancora di affermare in modo generalizzato quali reati concreti possano essere attribuiti a ciascuna persona arrestata.

Le forme di protesta non vanno confuse

Anadolu descrive un raduno giovanile, mobilitato tramite i social media, con riferimento alle recenti proteste studentesche francesi. Il resoconto colloca le sommosse nelle vicinanze di un campo per i diritti abitativi attivo da settimane. La vicinanza spaziale non significa però che i partecipanti del campo siano responsabili della violenza.

Euronews riferisce che i rappresentanti del governo catalano hanno distinto espressamente le sommosse dal campo per i diritti abitativi. Questa distinzione è importante: chi mette sullo stesso piano danneggiamenti e istanze pacifiche non spiega né lo svolgimento della violenza né le rivendicazioni politiche. Un malcontento comune non sarebbe comunque una prova di una direzione comune.

Piazza Skanderbeg a Tirana di notte, immagine d
Piazza Skanderbeg a Tirana, immagine d'archivio del maggio 2025. L'immagine non mostra le proteste dell'ottobre 2026. Albinfo / Wikimedia Commons, CC BY 4.0; file non modificato.

Tirana: le indagini riguardano anche le forze dell'ordine

La polizia di Stato albanese segnala per il 24 ottobre attacchi con pietre, fuochi pirotecnici e molotov, oltre a cinque poliziotti feriti. Si tratta della versione di un'autorità direttamente coinvolta. Euronews riferisce inoltre dell'uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, nonché di richieste studentesche di migliori condizioni dell'istruzione e di proteste contro la corruzione.

La polizia conferma al contempo indagini sulla lesione oculare di un uomo di 28 anni. Oltre al proprio servizio interno, sarebbero attivi l'agenzia di vigilanza sulla polizia e la procura. Inoltre un agente è stato sospeso dopo la pubblicazione di immagini di un intervento presumibilmente sproporzionato. La comunicazione indica quindi verifiche in corso, non procedimenti penali già conclusi.

Entrambi i lati della questione sicurezza restano quindi rilevanti: gli attacchi contro persone ed edifici devono essere chiariti; allo stesso modo i mezzi coercitivi statali devono essere impiegati in modo proporzionato. Una ricostruzione dei fatti da parte delle autorità non esonera le autorità dal far verificare eventuali proprie violazioni dei doveri.

Cosa ne deriva per chi viaggia

Anche a Roma erano annunciate diverse manifestazioni per il fine settimana. Il servizio di mobilità urbano aveva indicato in anticipo circa 300 agenti di polizia locale solo per compiti mirati di traffico e sorveglianza. Questo numero descrive una preparazione e non la prova che tutte le manifestazioni annunciate si siano svolte in modo violento. Non va nemmeno letto come l'organico complessivo di tutte le forze di sicurezza.

Il Ministero degli Esteri austriaco, nelle sue attuali indicazioni sull'Albania, cita sommosse sempre più violente, soprattutto nel centro di Tirana. Anche il Ministero degli Esteri tedesco raccomanda di evitare ampiamente le manifestazioni e di seguire le istruzioni locali. Queste concrete indicazioni di cautela non equivalgono all'affermazione generalizzata che entrambi i Paesi siano nel complesso non visitabili.

I visitatori svizzeri dovrebbero pianificare i propri spostamenti in base alla situazione nel luogo concreto e verificare le informazioni sul traffico subito prima di mettersi in viaggio. L'informazione decisiva non è se «l'Europa brucia», ma quale strada è accessibile e quale istruzione vale in quel momento. Anche sul piano politico serve precisione: chiarire singoli atti e possibili abusi è più significativo dell'affermazione di un'unica rivolta europea.

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