
Crescita della chirurgia robotica: la statistica non dice tutto
Nel 2025 negli ospedali svizzeri sono stati contati 22'324 interventi stazionari assistiti da robot. I nuovi dati dell'UST mostrano crescita e differenze, ma non un vantaggio terapeutico automatico.
La chirurgia robotica sta crescendo rapidamente negli ospedali svizzeri. L'Ufficio federale di statistica (UST) conta per il 2025 complessivamente 22'324 interventi stazionari assistiti da robot. Si tratta del 25 per cento in più rispetto all'anno precedente. Dal 2021 il numero è passato da 9'200 a oltre 22'000 casi. La nuova statistica offre così per la prima volta una base più chiara per un dibattito che finora è stato spesso dominato da apparecchi, marche e singoli casi.
Il limite più importante è indicato subito accanto: i numeri sugli interventi non sono una classifica di qualità. L'UST rileva i casi stazionari e nei confronti non valuta la complessità del trattamento. Chi osserva, per esempio, degenze più brevi o costi più elevati non può dedurne che la causa sia unicamente il robot operatorio. I dati mostrano diffusione e differenze, non una superiorità medica automatica.
Dove i robot vengono impiegati particolarmente spesso
Le procedure assistite da robot non sono distribuite in modo uniforme tra tutte le discipline. I volumi maggiori nel 2025 hanno riguardato le protesi totali di ginocchio con 4'475 interventi, le operazioni per ernia con 4'043, le prostatectomie radicali con 3'327 e le nefrectomie con 1'304 casi. Nelle asportazioni della prostata il 91 per cento degli interventi rilevati è stato assistito da robot; nelle asportazioni renali il 72 per cento.
Questo spiega perché una semplice crescita complessiva dica poco sull'assistenza. Un intervento con un'elevata penetrazione tecnologica non è equiparabile a un'operazione ortopedica o a un trattamento dell'ernia. Anche la selezione delle pazienti e dei pazienti può differire. La statistica non rileva tutti i fattori che influenzano la gravità di una malattia, le patologie preesistenti o la decisione per un determinato metodo.
73 ospedali hanno notificato interventi
Secondo i dati dell'UST, nel 2025 73 ospedali hanno notificato chirurgia robotica. Tra gli ospedali di cure centrali l'86 per cento lavorava con queste procedure, tra quelli di cure di base il 39 per cento, nelle cliniche chirurgiche specializzate il 54 per cento. La tecnologia non è quindi più limitata a poche strutture universitarie. Al tempo stesso non è nemmeno standard ovunque.
Per le pazienti e i pazienti questo può essere rilevante quando discutono del luogo di cura. Decisivo però non è soltanto se un ospedale possieda o utilizzi un robot. Contano di più l'esperienza del team, l'idoneità per l'intervento concreto, le possibili alternative e la questione di come vengono gestite le complicazioni. Una piattaforma robotica è uno strumento, non una diagnosi né una promessa di un determinato risultato.
Costi e durata della degenza: un quadro misto
I dati dell'UST mostrano modelli diversi a seconda dell'operazione. Nelle operazioni per ernia i costi per caso indicati con metodo assistito da robot erano di 11'672 franchi, contro 8'108 franchi senza robot. Nelle protesi di ginocchio i costi erano invece quasi identici. Anche nella durata della degenza ci sono differenze: nelle prostatectomie la statistica indica 4,2 giorni con robot e 6,8 giorni senza.
Tali confronti sono interessanti, ma richiedono contesto. Degenze più brevi possono dipendere dal metodo, dalla selezione dei pazienti, dai processi ospedalieri o dalla complessità del caso. Costi più elevati possono riflettere attrezzature, tempo operatorio, mix dei casi o effetti di fatturazione. Per questo l'UST stesso mette in guardia dal trarre dai dati una conclusione causale.
Una questione di distribuzione resta visibile
Colpisce inoltre lo statuto assicurativo. Le persone assicurate in semi-privato e in privato sono state operate con assistenza robotica più spesso in diversi interventi. Nelle prostatectomie radicali la loro quota era del 32 per cento, contro il 24 per cento senza robot. Anche qui dalla sola statistica non si può dedurre un motivo. Il dato è però uno spunto per chiedere trasparenza su assegnazione, indicazioni e accesso.
Il nuovo rapporto dell'UST sposta così la discussione nel posto giusto. La domanda decisiva non è «robot sì o no», ma: per quali pazienti, in quali interventi, a quali costi e con quale beneficio verificabile? La statistica non risponde a tutto. Proprio per questo è un punto di partenza prezioso per un dibattito sulla qualità condotto con sobrietà nel sistema sanitario svizzero.
Cosa serve a una buona discussione
Per la prossima valutazione sarebbero particolarmente preziosi dati maggiormente aggiustati per il rischio: quali casi erano comparabili, come si sono sviluppate complicazioni, riammissioni ed esiti a lungo termine? A queste domande non si può rispondere con una sola statistica annuale. Esse mostrano però quale trasparenza sia necessaria perché le pazienti e i pazienti possano fare una scelta informata.



