
I nonni si occupano dei nipoti – ma non senza limiti
Quasi quattro economie domestiche su dieci con figli piccoli si avvalgono dell'aiuto dei nonni. Un impegno enorme che funziona solo con accordi chiari.
A tavola di famiglia si stabilisce in fretta chi andrà a prendere i bambini la settimana prossima. Un pomeriggio, un pranzo, magari un giorno in più se salta fuori qualcosa. Da singole promesse può nascere una parte fissa della pianificazione settimanale. L'accoglienza da parte dei nonni inizia spesso nella sfera privata; la sua importanza va ben oltre la singola famiglia.
L'Ufficio federale di statistica quantifica questo ruolo nel suo rapporto sull'accoglienza dei bambini complementare alla famiglia: nel 2023, il 38,7 per cento delle economie domestiche con almeno un figlio sotto i 13 anni ha utilizzato, in una settimana ordinaria, l'accoglienza da parte dei nonni. Si parla quindi di poco meno di quattro economie domestiche su dieci con queste caratteristiche – non di quattro bambini su dieci, né di quattro nonni su dieci.
Un grande impegno, due misurazioni diverse
Il rapporto dell'UST indica inoltre circa 157 milioni di ore di accoglienza dei bambini da parte dei nonni all'anno. Queste ore provengono dal modulo sul lavoro non retribuito dell'Indagine svizzera sulla forza lavoro 2024. Le quote delle economie domestiche si basano invece sull'Indagine sulle famiglie e le generazioni 2023.
Entrambe le cifre mostrano l'importanza della stessa attività, ma misurano cose diverse. Chi divide semplicemente le ore per le economie domestiche di un'altra indagine ottiene un'accoglienza media apparentemente precisa, ma priva di una base dati adeguata. Per l'inquadramento politico basta l'affermazione più solida: i nonni forniscono un volume considerevole di accoglienza che non figura né in un orario di asilo nido né in una busta paga.
L'aiuto, inoltre, non sostituisce sempre le offerte istituzionali. Secondo l'UST, tra le economie domestiche che si avvalgono dell'accoglienza dei nonni, il 55 per cento la combina con altre forme di accoglienza. Nonni e asilo nido sono quindi spesso parti della stessa soluzione. L'idea che le famiglie scelgano sempre o l'una o l'altra forma è troppo semplicistica.

La vicinanza è un vantaggio – e richiede limiti
Per i bambini e per i nonni il tempo trascorso insieme può essere prezioso. Lo sguardo statistico sulle ore prestate coglie solo in parte questa relazione. Non dice nemmeno se un impegno venga assunto volentieri o se qualcuno osi ormai a malapena dire di no. Dietro la stessa giornata di accoglienza possono esserci entrambe le cose.
In un contributo specialistico di Pro Senectute Lucerna, l'esperta della ZHAW Franziska Widmer ha spiegato nel 2022 perché le aspettative vadano chiarite fin dall'inizio. La sua raccomandazione pratica: offrire piuttosto meno dell'accoglienza massima possibile e prendere sul serio i propri bisogni. Un accordo deve corrispondere alla reale capacità di carico, non solo a una settimana favorevole.
Da qui si ricava una distinzione semplice. Un saltuario subentrare è cosa diversa da un giorno fisso della settimana. Chi mescola queste forme rischia delusioni da entrambe le parti: i genitori contano su un aiuto, mentre i nonni avevano inteso la propria disponibilità come un'eccezione. Un colloquio sulla portata e sul grado di vincolo non è quindi una pretesa burocratica, ma cura della relazione.
Che cosa deve contenere un accordo sostenibile
Sono utili domande concrete: quali giorni sono fissati? Che cosa vale durante le vacanze? Chi organizza un'alternativa in caso di malattia? Quali regole stanno particolarmente a cuore ai genitori, e dove i nonni possono organizzare la propria quotidianità? Questi punti si discutono più facilmente prima di un momento critico che tra due telefonate dell'ultimo minuto.
Le promesse dovrebbero però restare verificabili. Gli orari di lavoro, la salute e i bisogni dei bambini cambiano. Una soluzione che andava bene un anno fa può non funzionare più oggi. Rinegoziare non significa ritirarsi dalla famiglia. Può evitare che un sostegno volontario diventi nel tempo un sovraccarico.
Vale anche il contrario: i genitori hanno bisogno di affidabilità quando organizzano lavoro retribuito e accoglienza. Una promessa chiara e più contenuta può aiutarli più di un impegno generoso dalla durata incerta. Le soluzioni alternative non sono un voto di sfiducia nei confronti dei nonni, ma una protezione per tutti i coinvolti.
Nessuna riserva invisibile
Per la Svizzera ne deriva una conseguenza sobria. Il grande impegno dei nonni non va confuso con una disponibilità illimitata. Le offerte pubbliche di accoglienza e la conciliabilità aziendale non si possono valutare basandosi soltanto sul rinvio all'aiuto familiare. Alcune famiglie hanno questa possibilità, altre no.
Alla tavola della domenica non serve un calcolo di economia nazionale. Basta non trattare la prossima richiesta come una promessa già scontata. Una buona accoglienza da parte dei nonni è affidabile – proprio perché anche i suoi limiti possono essere espressi.


