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Leerer, moderner Behördenkorridor mit Blick auf einen Serverraum und unbeschriftete Akten, als Symbol für die NDB-Untersuchung.
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Svizzera17:45 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Il caso cyber del SIC: scagionamento con una domanda aperta

L'inchiesta non trova prove di cancellazioni massicce di dati. Sul possibile scambio di dati di rete, però, il Ministero pubblico della Confederazione continua a indagare.

La nuova inchiesta amministrativa sull'ex settore cyber del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) scagiona il servizio su punti importanti. Non basta però per un'assoluzione generale: il sospetto di una possibile trasmissione sistematica di dati sul traffico di rete, legato alla precedente collaborazione con Kaspersky, resta oggetto delle indagini del Ministero pubblico della Confederazione. Proprio questa distinzione è la notizia centrale del rapporto d'inchiesta pubblicato lunedì.

Che cosa chiarisce l'inchiesta

Lo studio legale Lenz & Staehelin ha esaminato rapporti e documenti precedenti e ha interrogato diversi collaboratori e membri della direzione del SIC. Secondo la sua valutazione, le vecchie questioni sulla legalità dell'acquisizione di dati presso i fornitori di accesso a internet sono oggi sostanzialmente chiarite in modo sufficiente. Non ha trovato indizi concreti che richiedano ulteriori accertamenti in questo ambito. Nemmeno sono emersi, nel quadro di questa inchiesta, indizi di cancellazioni di dati «su larga scala» da parte di ex collaboratori.

Sono constatazioni limitate ma importanti: «nessun indizio trovato» non è né la prova che singoli dati non siano mai stati cancellati, né un giudizio su tutte le procedure del settore cyber. Il rapporto stesso distingue tra fatti che ha potuto valutare e sospetti che vengono chiariti altrove. Anche il comunicato della Confederazione riassume questa distinzione.

Abstrakte Netzwerkkabel hinter Glas, Lupe und unbeschriftete Akten als Symbol für die Prüfung des NDB-Cyberressorts.
Die neue Administrativuntersuchung prüft frühere Vorgänge und Kontrollen im Cyberbereich des Nachrichtendienstes. Symbolbild. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

La questione aperta riguarda la trasmissione dei dati

Secondo il rapporto, restano incertezze sulla precedente collaborazione con l'azienda di sicurezza Kaspersky. Si tratta di sospetti secondo cui dei collaboratori avrebbero potuto trasmettere in modo sistematico dati sul traffico di rete. L'autorità di vigilanza sulle attività informative (AB-ND) ha presentato nel 2025 una denuncia penale in merito; il Ministero pubblico della Confederazione indaga. Se i dati siano stati effettivamente trasmessi in modo sistematico, a chi e se siano stati commessi reati non è dunque affatto deciso. Nemmeno un presunto flusso verso i servizi segreti russi è attestato come fatto dalla nuova inchiesta.

Il rapporto di verifica dell'AB-ND del 2025 spiega perché questa incertezza non è secondaria. In un insieme di dati messo al sicuro con metodi forensi, la vigilanza ha trovato indizi del trattamento di dati personali e del loro possibile scambio con uffici esterni. Tra questi vi erano indirizzi IP che, nell'ambiente di lavoro del SIC, essa ha qualificato come dati personali. Secondo la vigilanza, gli indizi di una possibile trasmissione erano pochi; non è riuscita a chiarire la questione in modo definitivo. Chi da questa constatazione deduce già un flusso di dati dimostrato va oltre lo stato degli atti.

Miglioramenti – e un passato difficile

La nuova inchiesta valuta le raccomandazioni di verifiche precedenti come sostanzialmente attuate o risolte con la riorganizzazione. Al tempo stesso rileva che non è emersa necessariamente l'impressione che il SIC, in passato, ne abbia perseguito l'attuazione in modo attivo o prioritario. È un'affermazione diversa da quella di un controllo esemplare in ogni momento. Nel 2025 l'AB-ND aveva documentato che le misure immediate allora annunciate non erano state attuate completamente, che un vecchio archivio di dati continuava a funzionare e che mancavano controlli supplementari. I due rapporti si riferiscono a momenti diversi; la nuova constatazione non cancella perciò quella più vecchia.

Tra i problemi rientra anche la cultura interna. Secondo il riassunto, le persone interrogate hanno descritto una fiducia nella direzione e nella comunicazione in parte notevolmente compromessa, accentuata da riorganizzazioni e inchieste ripetute. Allo stesso tempo l'inchiesta sottolinea l'impegno dei collaboratori e valuta positivamente un nuovo regolamento sulle segnalazioni interne. Esso dovrebbe incoraggiare chi denuncia con motivi fondati comportamenti scorretti e proteggerlo da ritorsioni.

L'ex settore cyber è già stato riorganizzato. La trasformazione del SIC dovrebbe concludersi entro la fine del 2026. Gli inquirenti raccomandano di valutare la nuova organizzazione non prima di un anno, includendo le esperienze dei collaboratori. Il rapporto completo resta segreto per via delle informazioni sul modo di lavorare del servizio e dei nomi di persone; è pubblico un riassunto di tre pagine. La verificabilità delle conclusioni da parte di terzi ha quindi dei limiti.

Per la Svizzera l'insegnamento è duplice: un servizio d'informazione ha bisogno di un'analisi tecnica efficace e, proprio con i dati di rete sensibili, di regole verificabili e di una vigilanza. Se la riorganizzazione rafforzerà durevolmente la fiducia lo si vedrà solo nella pratica. Sul complesso di sospetti che resta decide l'inchiesta penale in corso, non lo scagionamento odierno su altri punti.

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