
Islanda: tassa sui siti naturali, quanto pagheranno i turisti
Il progetto non riguarda tutta l'Islanda, ma tre siti naturali statali particolarmente visitati. Per chi viaggia, oltre al prezzo, conta soprattutto come dovrebbe funzionare il sistema di accesso.

In futuro l'Islanda intende far pagare le visitatrici e i visitatori in tre dei suoi siti naturali più conosciuti. Ma la denominazione «tassa turistica» trae in inganno. Il disegno di legge posto in consultazione pubblica il 22 settembre non prevede né un tributo valido in tutto il Paese né un supplemento sui biglietti aerei o sui pernottamenti. È prevista una tassa sulla natura e sulle infrastrutture per l'accesso a Geysir, Gullfoss e al Parco nazionale Þingvellir.
Per chi parte dalla Svizzera la distinzione è pratica: chi non visita nessuno di questi siti non sarebbe toccato dal nuovo sistema. Chi inserisce tutti e tre in un viaggio itinerante dovrebbe ottenere, con un attestato elettronico di accesso, il diritto di entrare per un anno intero – non solo per una singola visita.
Un progetto, non una tassa già decisa
Il ministero dell'economia islandese ha messo la proposta in consultazione. È previsto un avvio il 1° maggio 2027. Se ciò accadrà lo deciderà soltanto il parlamento; fino ad allora i dettagli del progetto possono cambiare.
Sarebbero soggette alla tassa le persone dai 18 anni in su senza domicilio fiscale in Islanda. A essere determinante non sarebbe quindi la cittadinanza, bensì il domicilio fiscale. In alta stagione, dal 1° giugno al 30 ottobre, l'autorizzazione annuale all'accesso dovrebbe costare 4500 corone islandesi, dal 1° novembre al 31 maggio 3000 corone. Secondo il progetto, anche le persone con domicilio fiscale in Islanda dovrebbero procurarsi un attestato QR, ma senza pagare la tassa.
Così la proposta si distingue da molte tasse di visita classiche. Non sarebbe dovuta né per pernottamento né per giorno e riguarderebbe per ora soltanto tre luoghi gestiti dallo Stato e particolarmente frequentati. Gli organizzatori di viaggi dovrebbero poter acquistare in anticipo gli attestati per la propria clientela. Se la gestione digitale sui posti funzioni davvero senza intoppi è una delle questioni che la consultazione deve chiarire.
Tre siti invece di un pass per l'Islanda
Geysir, Gullfoss e Þingvellir si trovano sulla cosiddetta Golden Circle Route e per molti viaggi in Islanda fanno parte del programma standard. Proprio per questo la misura può cambiare la pianificazione del viaggio più di quanto il suo importo lasci supporre: non colpisce un'attività marginale, ma un itinerario giornaliero consolidato con partenza da Reykjavík.
Al tempo stesso sarebbe sbagliato parlare di un ingresso generale in Islanda. Il progetto non comprende né paesaggi remoti né tutti i parchi nazionali. Chi pianifica un viaggio senza queste tre mete non dovrebbe pagare alcuna nuova tassa d'accesso. Viceversa, la validità annuale può valere la pena per chi entro un anno torna in Islanda o pianifica soggiorni più lunghi. La proposta crea così un incentivo a distribuire le visite in modo diverso nel tempo e nello spazio – se poi ci riesca è però un'aspettativa, non un effetto dimostrato.
Le tasse di parcheggio dovrebbero cadere
Il governo giustifica la tassa con la sicurezza, la gestione del carico e il valore aggiunto nel turismo. Secondo le sue stime si potrebbero incassare da sei a sette miliardi di corone all'anno; per il 2027, a causa del possibile avvio il 1° maggio, calcola circa cinque miliardi. Questi importi sono previsioni del governo, non entrate garantite.
Importante è anche il rovescio della medaglia: dove verrebbe riscossa la nuova tassa, le tariffe di parcheggio statali non dovrebbero più essere ammesse. Per Þingvellir questo sostituirebbe esplicitamente l'attuale tassa di parcheggio. Per chi viaggia con un'auto a noleggio non è quindi rilevante soltanto il nuovo prezzo, ma il conto complessivo tra accesso, parcheggio e itinerario.
L'Islanda conosce già un sistema separato di tasse infrastrutturali per le navi da crociera internazionali. Il diritto vigente mostra che il Paese distingue diversi strumenti di finanziamento a seconda del vettore. Il nuovo progetto sarebbe un ulteriore tassello, ma costruito diversamente – non una tassa unica per tutti gli ospiti.
Che cosa possono dedurne ora i viaggiatori svizzeri
Chi pianifica un viaggio in Islanda per il 2027 al momento non deve pagare nulla in più. La proposta è in fase di consultazione e non è diritto vigente. Per i viaggi già prenotati vale quindi: le condizioni contrattuali e le indicazioni ufficiali dell'organizzatore sono più significative delle notizie generiche su una nuova «tassa turistica».
Se il parlamento dovesse adottare il progetto, il punto decisivo non sarebbe l'etichetta, ma l'attuazione: come viene verificato il domicilio fiscale? Quanto bene funziona l'attestato QR senza una connessione mobile continua? E il denaro rifluisce in modo tracciabile nella sicurezza, nei sentieri e nella protezione della natura? Solo le risposte a queste domande decideranno se una tassa d'accesso mirata diventerà uno strumento credibile contro il sovraccarico – o soltanto un nuovo ostacolo sull'itinerario più popolare del Paese.
Fonti
- Ministero dell'economia islandese: progetto di tassa sulla natura e sulle infrastrutture
- Alþingi: legge vigente su tasse di pernottamento e infrastrutturali
- Alþingi: dibattito sulla configurazione di un contributo infrastrutturale
- Governo islandese: gruppo di lavoro sulla tassa sulla natura e sulle infrastrutture



