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Symbolische KI-Illustration eines Notstromgenerators vor einem anonymen Wohnhaus; keine Aufnahme aus Kyjiw.
JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild
Politica internazionale14:00 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Kyiv sotto attacco: perché ora conta proteggere le forniture

Gli attacchi russi danneggiano abitazioni e vie di traffico. Prima dell'inverno al centro c'è anche l'approvvigionamento di elettricità e calore, pure per l'aiuto svizzero.

Missili e droni russi hanno colpito di nuovo Kyiv nella notte sul 22 ottobre. Secondo fonti ucraine sono stati danneggiati edifici residenziali, vie di comunicazione e altre strutture civili. In serata Hromadske Radio, citando una portavoce dell'amministrazione militare cittadina, ha riferito di un morto e 24 feriti, tra cui dei bambini. Sedici persone sarebbero state portate in ospedale. Il bilancio comunicato al mattino è stato quindi corretto al rialzo; i numeri restano provvisori.

La nuova ondata di attacchi è più di un'altra notte con l'allarme aereo. Prima dell'inverno è la funzionalità delle reti elettriche, di riscaldamento e idriche a decidere come le persone riescono a gestire la vita quotidiana. Per la Svizzera si tratta di un compito concreto del suo aiuto: quest'anno la Confederazione ha stanziato mezzi per generatori e moduli elettrici. Ma l'energia sostitutiva e la protezione di una città di milioni di abitanti rispondono a problemi diversi.

Le conseguenze vanno oltre i singoli impatti

Le informazioni del mattino presto descrivono danni in diversi quartieri della città. Secondo resoconti che si rifanno al sindaco Vitali Klitschko, sarebbero stati colpiti anche una stazione di soccorso e infrastrutture della metropolitana nei pressi del ponte sud. Le notizie mostrano come un attacco possa colpire contemporaneamente l'abitare, l'assistenza medica e la mobilità. Quanto a lungo e in che misura singole strutture restino fuori servizio non si può ancora dedurre in modo affidabile dalle prime segnalazioni di danni.

Già il 19 ottobre l'amministrazione del distretto di Solomjanka aveva segnalato abitazioni danneggiate, una struttura sanitaria e un centro commerciale. Si tratta di una notte di attacchi diversa da quella tra il 21 e il 22 ottobre. Tali segnalazioni non vanno sommate in un unico bilancio delle vittime né usate come prova di un'interruzione totale in tutta la città. Documentano però il carico ripetuto sui servizi comunali.

Il riscaldamento dipende anche dall'elettricità

Una finestra rotta si vede. Le dipendenze dietro un'interruzione delle forniture si vedono meno. Il teleriscaldamento, la distribuzione dell'acqua e lo smaltimento delle acque reflue richiedono impianti elettrici e pompe. Se viene a mancare la loro alimentazione, possono fermarsi altri servizi, anche quando l'edificio residenziale non è stato colpito. Le riparazioni a una centrale o a un punto di trasformazione non ripristinano quindi automaticamente ogni funzione a valle.

La cooperazione svizzera allo sviluppo descrive esattamente questa interconnessione nella sua scheda informativa sull'aiuto energetico d'emergenza del 3 marzo 2026. Le reti idriche, di riscaldamento e fognarie fortemente centralizzate rendono ampi gruppi di popolazione vulnerabili alle interruzioni. Particolarmente colpite sarebbero le persone anziane, i bambini e le persone con disabilità. Il documento descrive la crisi invernale di inizio anno; i suoi dati sulle interruzioni non costituiscono un bilancio attuale per ottobre.

Per inquadrare gli attacchi odierni questo limite è essenziale. La vulnerabilità delle reti è documentata. Da ciò non si può ricavare una previsione precisa su quante famiglie potrebbero restare senza riscaldamento nel prossimo inverno e per quanto tempo. Dipenderebbe tra l'altro dai danni, dalla velocità delle riparazioni, dalle riserve e dalle temperature.

Symbolische KI-Illustration von Heizkörper, Taschenlampe und Decke; die Szene zeigt keinen realen Ort und kein Ereignis.
Heizkörper und Notbeleuchtung stehen symbolisch für die Versorgung im Winter. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

Che cosa deve garantire l'aiuto svizzero

L'11 febbraio il Consiglio federale ha deciso un tetto di spesa di 32 milioni di franchi per beni energetici urgentemente necessari. Erano previsti generatori potenti e moduli elettrici di aziende svizzere. I mezzi provengono dal budget esistente della SECO per la cooperazione con il settore privato svizzero nel programma Paese Ucraina. La DSC coordina l'attuazione organizzativa e logistica.

Si interviene così su una lacuna concreta nell'approvvigionamento. Un generatore può mantenere in funzione impianti selezionati, un modulo elettrico può sostenere una parte della fornitura locale. Tali soluzioni non sostituiscono però né una rete complessiva integra né condotte protette e una distribuzione funzionante. Il valore pratico si misura quindi non solo sul numero di apparecchi consegnati, ma anche su dove possono essere allacciati e gestiti in modo duraturo.

Che cosa conta prima dell'inverno

Già il 9 ottobre le Nazioni Unite avevano messo in guardia da attacchi intensificati contro le infrastrutture energetiche ucraine. Questo avvertimento e le recenti segnalazioni locali di danni alimentano la preoccupazione per i servizi civili. Non fanno però di Kyiv una città di fronte in senso geografico. Gli attacchi aerei e l'andamento del fronte terrestre sono questioni diverse.

Per l'aiuto svizzero ne deriva una priorità sobria: decisivo è se il sostegno mantiene davvero in funzione i servizi vitali. Riscaldamento, acqua pulita e assistenza medica raggiungibile sono legati tra loro. Il bisogno non finisce quando un generatore è stato consegnato; si vede dal fatto se l'approvvigionamento continua anche dopo il prossimo attacco.

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