
Ucraina, colloqui ad Abu Dhabi: tre parti, Europa incerta
Zelensky indica la prima metà di novembre per i negoziati a livello di squadra. Anche il Cremlino prospetta un formato a tre. Non sono quindi concordati né un vertice né garanzie di sicurezza vincolanti.
Per la prima metà di novembre 2026 si profila un nuovo ciclo di colloqui tra Ucraina, Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato il 23 ottobre durante un evento dell'Hudson Institute trasmesso via video, secondo Reuters, che le tre parti si sono accordate su un incontro a livello tecnico. Si augura che segua un incontro tra i capi di Stato.
Anche il Cremlino ha indicato, secondo l'agenzia di stampa Anadolu, la prima metà di novembre e Abu Dhabi. Il portavoce Dmitri Peskov ha descritto esplicitamente come trilaterale il formato inizialmente previsto. È una nuova precisazione dopo i contatti di Oslo e San Pietroburgo. Dalle informazioni verificate non emergono però né una bozza di pace comune, né un giorno esatto della seduta, né delegazioni confermate. Secondo il dispaccio Reuters aggiornato, la Casa Bianca non si è inizialmente espressa sui piani.
Un incontro tra squadre non è ancora un vertice
Secondo Reuters, Zelensky ha riferito di un colloquio con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner dopo i loro contatti con Vladimir Putin. La sua attesa di un successivo incontro tra i capi di Stato è politicamente rilevante, ma va distinta dall'accordo su colloqui tecnici. Un incontro preparatorio può ordinare i punti aperti senza deciderli già al massimo livello.
Anche la finestra temporale non è un iter garantito. Secondo il dispaccio d'agenzia, Zelensky ha ricordato che un incontro atteso in precedenza non si era concretizzato e che molto dipende dalla Russia. È la valutazione della parte ucraina. Un annuncio di data non implica comunque né che i negoziati inizino davvero né che si concludano con un risultato.
Il posto dell'Europa al tavolo non è chiarito
Sul formato esiste una differenza centrale tra le posizioni. Secondo Anadolu, Peskov ha detto che in linea di principio una partecipazione europea non si può escludere. Il primo ciclo ora discusso dovrebbe però essere composto da Russia, Ucraina e Stati Uniti. Zelensky, da parte sua, ha sottolineato secondo Reuters che anche l'Europa deve essere coinvolta. Queste dichiarazioni non costituiscono ancora una lista comune degli inviti.
La posizione europea va oltre il desiderio di un seggio al tavolo. Nelle loro conclusioni del 16 ottobre, i capi di Stato e di governo dell'UE hanno dichiarato che l'Unione deciderà sulle questioni che rientrano nelle sue competenze o che riguardano la sua sicurezza. Hanno ribadito il loro sostegno a una pace giusta e duratura sulla base della Carta delle Nazioni Unite e a garanzie di sicurezza solide a favore dell'Ucraina.
I governi dell'UE formulano così una pretesa sostanziale di partecipazione. Chi si aspetta obblighi da parte dell'Europa non può dedurne il consenso dalla partecipazione di altri attori. Viceversa, una prima consultazione a tre non significa che tutte le successive discussioni debbano restare necessariamente limitate allo stesso gruppo. Decisivo è quali questioni vengono effettivamente negoziate e in quale formato.
Le garanzie di sicurezza richiedono impegni concreti
Secondo il servizio di Reuters, Zelensky ha chiesto garanzie di sicurezza forti e un finanziamento dell'esercito ucraino per dieci anni. È una richiesta ucraina, non un finanziamento promesso. Peskov, secondo Anadolu, ha invece messo al centro la sicurezza di Russia e Ucraina dopo una pace. Termini simili possono quindi nascondere aspettative molto diverse.
Per valutare un risultato bisognerebbe sapere chi si impegna a cosa, per quale periodo e con quali conseguenze in caso di violazione. Allo stesso modo andrebbe distinto tra una limitazione temporanea di determinati attacchi, un cessate il fuoco globale e un trattato di pace. Negli annunci verificati nessuno di questi passi risulta già concluso.

Che cosa mostra l'esperienza svizzera
La Svizzera ha già offerto un quadro per colloqui trilaterali. Il DFAE rileva che il consigliere federale Ignazio Cassis ha ricevuto il 17 febbraio 2026 a Ginevra le delegazioni di Stati Uniti, Ucraina e Russia e ha aperto i colloqui. La Svizzera ha creato le condizioni per il dialogo, ma non ha fatto parte dei negoziati di merito.
Questa distinzione resta importante anche per Abu Dhabi. Il luogo di una seduta non dice nulla, da solo, sul mandato del paese ospitante o sul consenso di altri Stati. Nelle fonti verificate non risulta un posto svizzero nel ciclo di novembre annunciato. Dal cambio di sede dei colloqui non si può quindi dedurre né una vittoria diplomatica né un fallimento dei buoni uffici svizzeri.
Il prossimo progresso solido sarebbe più di una nuova data: una composizione confermata, competenze ricostruibili e impegni verificabili. Fino ad allora Abu Dhabi è una tappa negoziale annunciata – non ancora un sollievo per le persone nella zona di guerra.
Fonti
- Consiglio europeo: conclusioni sull'Ucraina del 16 ottobre, pubblicate dal SEAE
- DFAE: ruolo della Svizzera nei colloqui trilaterali di Ginevra
- Hudson Institute: evento originale con il presidente Zelensky del 23 ottobre
- Reuters via StreetInsider: l'annuncio di Zelensky del 23 ottobre
- Anadolu: dichiarazioni del Cremlino sul previsto formato a tre
- Immagine di copertina: Tetraeder / Wikimedia Commons
- Immagine dell'articolo: Alwaysthinkwisely / Wikimedia Commons
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