
Lo Yemen annuncia un'offensiva contro gli Huthi: cosa significa
Il presidente del Consiglio presidenziale parla della riconquista di tutti i territori statali. La situazione militare e umanitaria resta aperta.
Il presidente del Consiglio presidenziale dello Yemen, Rashad al-Alimi, ha annunciato l'avvio di operazioni militari per riconquistare le aree controllate dagli Huthi. La dichiarazione segna retoricamente una svolta rispetto alla fase di attesa. Se da essa nasca rapidamente un'offensiva su vasta scala non è però desumibile dalla sola comunicazione.
Al-Alimi ha dichiarato che la dirigenza, esaurite le possibilità di de-escalation, passa a una fase di «liberazione». Il governo riconosciuto a livello internazionale ha sede ad Aden; gli Huthi controllano Sanaa e ampie parti del Nord densamente popolato. Dalla tregua del 2022 il fronte è rimasto relativamente calmo in molte regioni, senza che si sia raggiunto un accordo di pace.
Un annuncio non è ancora un piano operativo
Le dichiarazioni militari servono a più scopi: mobilitare i propri alleati, dissuadere gli avversari e preparare i partner internazionali a una nuova situazione. Dall'annuncio non emerge quali aree potrebbero essere coinvolte per prime, quali forze verrebbero impiegate o quale sostegno riceva il governo. Anche una reazione degli Huthi alla dichiarazione concreta non era inizialmente verificabile in modo indipendente.
Il conflitto, inoltre, non si riduce a un solo fronte. Nel Sud e nell'Est operano diversi attori vicini al governo e separatisti. Le potenze regionali perseguono propri interessi di sicurezza. Ogni spostamento del fronte può quindi modificare le alleanze senza risolvere la questione politica centrale: come si può organizzare uno Stato le cui istituzioni e entrate sono divise da anni?
Il conto umanitario
Per la popolazione non è decisivo soltanto chi controlla il territorio. Decisivi sono i percorsi sicuri, gli stipendi, il carburante, i porti e l'accesso all'assistenza sanitaria. Secondo le Nazioni Unite, lo Yemen resta una delle crisi umanitarie più gravi al mondo. Nuovi combattimenti in aree densamente popolate potrebbero provocare spostamenti di popolazione e rendere ancora più difficile la consegna degli aiuti.
Per l'Europa e la Svizzera il conflitto è rilevante soprattutto attraverso il Mar Rosso: attacchi a navi commerciali e operazioni militari di risposta aumentano i rischi per la navigazione e le catene di approvvigionamento. Un'offensiva militare via terra può influenzare questa dimensione regionale, ma non garantisce un allentamento delle tensioni sul mare.
La dichiarazione di Aden è quindi un segnale politico dalla posta alta. Se porterà a un cambiamento decisivo dipende meno dalla scelta delle parole che dalle truppe, dalla logistica, dal sostegno regionale e dalla protezione della popolazione civile.
Fonti
Ministero degli Affari Esteri yemenita, dichiarazione del 4 ottobre 2026: https://www.mofa-ye.org/Pages/40025/
UN OCHA, Yemen: https://www.unocha.org/yemen
UN Special Envoy for Yemen: https://osesgy.unmissions.org/
Associated Press, 4 ottobre 2026: https://apnews.com/article/a37b24d446b3066d3b17441ac5bb0264



