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Neutrale Raffinerieanlage und unbeschriftete Akte in der Abendsonne.
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Economia11:30 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Macron vuole regole sui carburanti più flessibili: cosa valuta l'UE

La Francia cerca più margine per le raffinerie a causa dei prezzi elevati. A inizio settembre l'UE non vedeva ancora strozzature immediate; sulle deroghe non è stato deciso nulla.

Il presidente francese Emmanuel Macron cerca presso l'UE maggiore margine di manovra a breve termine per l'approvvigionamento di carburante. Secondo quanto riportato dai media, in una lettera alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen propone di applicare temporaneamente con maggiore flessibilità singoli requisiti sulla qualità dei carburanti e sulla miscelazione dei biocarburanti. Si tratta di una richiesta politica, non di un allentamento già deciso. Cade in una fase di prezzi elevati, benché all'inizio di settembre la Commissione europea non vedesse ancora strozzature immediate nell'approvvigionamento dell'UE.

Parigi vuole più margine per le raffinerie

Macron aveva annunciato pubblicamente la sua iniziativa il 18 settembre. In una dichiarazione dopo un incontro con i leader dei partiti francesi ha detto di voler chiedere alla Commissione flessibilità su produzione, importazioni e raffinerie. Ha anche menzionato un uso facilitato dei biocarburanti, per quanto tecnicamente possibile. Il discorso documenta la direzione dell'iniziativa francese, ma non il testo completo della lettera descritta in seguito da diversi media. Deroghe concrete, durata e basi giuridiche devono ancora essere definite a livello UE.

Anadolu e media francesi riferiscono che la lettera menziona deroghe temporanee alle specifiche dei carburanti, una miscelazione più flessibile nel diesel e un rinvio di singoli obblighi per gli importatori di energie fossili. Nel resoconto si parla anche di possibili guadagni di produzione di singole raffinerie. Senza calcoli tecnici accessibili al pubblico sugli impianti interessati, non se ne può dedurre un aumento certo del volume complessivo di carburante europeo. Anche una produzione aggiuntiva in Francia dovrebbe mettere insieme greggio, impianti adeguati, capacità di trasporto e acquirenti.

Prezzi sotto pressione non è lo stesso che penuria

L'8 settembre, dopo una riunione del suo Oil Coordination Group, la Commissione europea ha riferito che in quel momento non esisteva un problema immediato di sicurezza dell'approvvigionamento. Secondo la sua ricostruzione, diesel e carburante per l'aviazione sono stati coperti da una maggiore produzione delle raffinerie e da fonti di approvvigionamento alternative; le scorte commerciali e di emergenza sarebbero state sufficienti. Allo stesso tempo il gruppo ha messo in guardia da una forte volatilità dei prezzi e da un possibile inasprimento nelle settimane e nei mesi successivi. Questa valutazione è un'istantanea dell'8 settembre, non una garanzia per il 21 settembre o per l'inverno.

Macron collega la pressione sui prezzi ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina e alle rotte commerciali dell'energia perturbate. Secondo le sue dichiarazioni, la Francia vuole garantire le forniture di diesel, carburante per l'aviazione e gas. I prezzi possono salire molto prima che i serbatoi siano vuoti: gli operatori di mercato reagiscono a scarsità attese, costi di trasporto e rischi. Un allentamento tecnico potrebbe, in condizioni favorevoli, aumentare l'offerta. Ma non elimina automaticamente la causa geopolitica del rincaro.

Zapfpistole neben einem Glasgefäss mit gelber Flüssigkeit vor einer Raffinerie.
Frankreich erwägt mehr Flexibilität bei Kraftstoff und Biokraftstoff. KI-generiertes Symbolbild. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

L'altro lato della deroga

Le norme sui carburanti devono garantire qualità e compatibilità tecnica; le regole sui carburanti rinnovabili riguardano anche obiettivi climatici e di sostenibilità. Una deroga a tempo determinato richiede quindi una ponderazione comprensibile: quale regola viene modificata, per quanto tempo e con quali conseguenze per emissioni, veicoli e concorrenza? Da anni l'UE ha creato criteri affinché determinati biocarburanti non favoriscano indirettamente la deforestazione o altri effetti sull'uso del suolo. Una maggiore flessibilità nelle miscelazioni non è quindi di per sé ecologica né inevitabilmente dannosa per il clima; decisiva è la configurazione concreta.

Per la Svizzera, che non è membro dell'UE, le richieste francesi non sono norme applicabili automaticamente. Tuttavia raffinerie, commercio e prezzi europei influiscono su importatori e consumatori svizzeri attraverso un mercato comune. Dalla richiesta di Macron non si può dedurre uno sconto diretto sui prezzi alle pompe di benzina locali. Per questo dovrebbero agire la Commissione ed eventualmente altri organi dell'UE, le regole dovrebbero essere attuate e i quantitativi aggiuntivi effettivamente prodotti e scambiati.

Parigi sta inoltre lavorando a sostegni per famiglie e settori colpiti dagli alti prezzi dei carburanti. La loro configurazione va esaminata separatamente dalla questione UE. Il prossimo punto di verifica giornalistico non è quindi se la lettera prometta una cifra di produzione impressionante, ma se Bruxelles autorizzi una deroga strettamente limitata e verificabile – e se questa porti in modo dimostrabile più approvvigionamento senza danneggiare inutilmente altri obiettivi.

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