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Politica internazionale13:45 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 3 min0 commenti

Monitor della censura online: cosa dimostra davvero un sito bloccato

La nuova mappa interattiva della Deutsche Welle misura se dw.com è raggiungibile. Offre un indizio importante sull'accesso all'informazione, ma non una classifica completa della libertà di stampa.

Una mappa che di proposito non pretende di dire tutto

La Deutsche Welle ha aggiornato il suo monitor della censura online. La mappa interattiva mostra se l'offerta dw.com è liberamente raggiungibile, limitata o bloccata nelle regioni destinatarie dell'emittente internazionale. È un'informazione utile, soprattutto in Paesi dove i mezzi d'informazione indipendenti sono sotto pressione. Ma il metodo pone anche un limite importante: l'accesso tecnico a un singolo sito non equivale allo stato della libertà di stampa in un Paese.

Questa limitazione è indicata esplicitamente accanto alla mappa. Protegge da una conclusione ovvia ma sbagliata. Uno Stato può lasciare raggiungibile un sito d'informazione straniero e al tempo stesso mettere sotto forte pressione giornaliste, giornalisti o media locali. Viceversa, un guasto tecnico di breve durata può sembrare un blocco. Chi legge la mappa dovrebbe quindi intenderla come uno strumento di misura di un accesso ben delimitato, non come un voto complessivo sulla democrazia o sulla libertà dei media.

Come nascono i dati

Secondo la DW, nella mappa confluiscono misurazioni proprie, informazioni di collaboratori sul posto e fonti esterne. Viene citato in particolare l'Open Observatory of Network Interference, in breve OONI. L'iniziativa senza scopo di lucro mette a disposizione software di misurazione e set di dati con cui è possibile analizzare possibili manipolazioni o blocchi della rete. I dati vengono valutati e integrati dall'Internet Freedom Team della DW.

Il monitor unisce così osservazione tecnica e verifica redazionale. È necessario, perché i blocchi di rete possono assumere forme diverse: manipolazione del DNS, blocco di singoli URL, connessioni rallentate o filtri a livello di provider e piattaforme. Anche l'attribuzione di una causa non è sempre univoca. La DW segnala perciò che la disponibilità può cambiare nel breve periodo. Uno screenshot o una singola misurazione non bastano a dimostrare un blocco statale duraturo.

Perché l'accesso conta comunque

L'accesso a fonti d'informazione straniere è più di una questione tecnica. In conflitti, elezioni o crisi contribuisce a determinare se le persone possono raggiungere prospettive diverse. I blocchi non colpiscono soltanto le case editrici. Possono riguardare ricercatori, comunità all'estero e imprese che dipendono da canali di comunicazione aperti. Il valore di un monitor sta quindi nel rendere visibili i cambiamenti e nel documentarli in modo verificabile.

Allo stesso tempo, l'affermazione resta limitata. La mappa non dice quali contenuti vengano privilegiati o cancellati nei social network, se i motori di ricerca filtrano i risultati o se nasce autocensura per timore della repressione. Neppure la sicurezza delle giornaliste e dei giornalisti si può dedurre dalla raggiungibilità di un sito. Per una valutazione complessiva servono fonti aggiuntive: quadro giuridico, decisioni giudiziarie, rapporti di organizzazioni indipendenti e ricerche locali.

Rilevanza per la Svizzera

La Svizzera sostiene nei consessi internazionali uno spazio digitale aperto, sicuro e liberale. Non è soltanto un principio di politica estera. I media, le università e le imprese svizzere dipendono da un internet transfrontaliero; allo stesso tempo anche qui si discute di potere delle piattaforme, disinformazione e protezione delle infrastrutture critiche. Proprio per questo vale la pena usare i termini con precisione. Un blocco di rete, l'irraggiungibilità tecnica e una limitazione della libertà dei media possono essere collegati, ma non sono la stessa cosa.

Il monitor della DW rende visibile questa tensione, perché dichiara apertamente la propria portata. È il suo punto di forza. Una libertà d'informazione affidabile non comincia con una classifica spettacolare, ma con dati comprensibili, definizioni chiare e la disponibilità a non liquidare l'incertezza.

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