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Arktische Küste Grönlands mit einer kleinen militärischen Infrastruktur in der Ferne.
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Politica internazionale20:00 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Groenlandia: più presenza militare USA, nessuna annessione

Washington, Copenaghen e Nuuk attendono un nuovo accordo sull'Artico. Il «controllo permanente» evocato da Trump va però oltre la versione danese.

Dopo mesi di minacce di annessione, nella disputa sulla Groenlandia si profila una soluzione di politica di sicurezza. Venerdì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno raggiunto con la Danimarca e la Groenlandia un accordo che conferisce a Washington il «controllo permanente» sulla sicurezza dell'isola. I governi di Copenaghen e Nuuk hanno confermato un trattato atteso – descrivendolo però in toni nettamente più cauti.

Il comunicato danese parla di una maggiore sicurezza nell'Artico e nel Nordatlantico. Al tempo stesso l'intesa dovrebbe riconoscere la sovranità e l'integrità territoriale del Regno di Danimarca e il diritto all'autodeterminazione della Groenlandia. È il nocciolo dell'accordo: più presenza militare americana, ma nessun passaggio di proprietà e nessun diritto degli USA di decidere sul futuro politico della Groenlandia.

Il «controllo» di Trump non è il testo del trattato

Su Truth Social Trump ha dichiarato che nessun avversario americano potrà in futuro costruire una base, stazionare truppe o effettuare investimenti sensibili senza l'esplicito consenso degli Stati Uniti. Questa pretesa suona come un veto. Dalle informazioni danesi finora pubblicate non emerge però un diritto decisionale così ampio. La prima ministra Mette Frederiksen ha parlato di un'intesa attesa e ha sottolineato che la sovranità resta invariata.

Sul piano giornalistico questa differenza è decisiva. Un annuncio politico non è ancora un trattato completo. Finché mancano il testo, gli allegati e le regole di attuazione, non si può valutare in modo definitivo quali diritti di costruzione, accesso o controllo ottenga davvero Washington. L'Associated Press ha riferito che i dettagli sono ancora in fase di elaborazione e che l'accordo dovrebbe essere firmato a margine dell'Assemblea generale dell'ONU.

Dreidimensionale Arktiskarte mit Grönland und markierten Routen im Nordatlantik.
Grönlands Lage macht die Insel für Frühwarnung, Raketenabwehr und Schifffahrtsrouten strategisch bedeutsam. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

I diritti americani esistono dal 1951

Gli Stati Uniti non partono da zero in Groenlandia. Un accordo di difesa del 1951 consente loro già una presenza militare e la gestione di installazioni. Oggi la Pituffik Space Base è centrale per l'allarme missilistico, la sorveglianza spaziale e l'osservazione delle rotte aeree settentrionali. Le precedenti basi americane sono state ridotte o abbandonate dopo la Guerra fredda.

Il nuovo trattato potrebbe semplificare o precisare le questioni relative a stazionamento, costruzioni e investimenti. Il contesto strategico è chiaro: lo scioglimento dei ghiacci rende l'Artico più accessibile, la Russia vi dispone di forti capacità militari e i governi occidentali osservano con attenzione l'interesse cinese per materie prime e infrastrutture. Da questo non segue però che la Danimarca o la Groenlandia abbiano finora autorizzato una base avversaria. La rappresentazione di Trump risolve un rischio che finora era soprattutto ipotetico.

Una via d'uscita diplomatica dopo un'escalation pericolosa

All'inizio del 2026 diversi capi di governo europei avevano dichiarato che solo la Danimarca e la Groenlandia possono decidere sull'isola. Il ripetuto rifiuto di Trump di escludere l'uso della forza ha pesato sulla NATO, perché un alleato minacciava un altro di accesso territoriale. Un trattato che serve gli interessi di sicurezza americani e al tempo stesso conferma i confini offre a entrambe le parti una via d'uscita.

Per la Groenlandia la partecipazione resta decisiva. L'isola si autogoverna in molti ambiti; la politica estera e di difesa spettano al Regno, ma sugli interessi groenlandesi devono essere negoziate congiuntamente. Un accordo di sicurezza può quindi reggere politicamente solo se Nuuk non viene semplicemente informata, ma co-decide. Il governo danese indica esplicitamente la Groenlandia come parte dell'intesa attesa.

Che cosa conta per l'Europa e per la Svizzera

Per l'Europa l'accordo è un alleggerimento, ma non un motivo per abbassare la guardia. Mostra come la pressione militare e una retorica aggressiva possano plasmare i negoziati anche tra alleati. Al tempo stesso la NATO dovrà probabilmente finanziare più sorveglianza, porti, aeroporti e comunicazioni nell'estremo Nord.

La Svizzera non è membro dell'alleanza, ma come Stato osservatore dell'Artico e economia orientata all'export ha interesse a regole stabili nel Nordatlantico. Le nuove infrastrutture possono influenzare la ricerca e la navigazione; la concorrenza strategica può al tempo stesso inasprire i controlli sugli investimenti e i rischi di sanzioni. Decisivo sarà il testo pubblicato del trattato. Solo esso mostrerà se da una minaccia di annessione è nato un ordine di sicurezza solido – o soltanto un armistizio provvisorio in una disputa politica.

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