
La dogana diventa digitale, ma al confine per ora non cambia nulla
Il Consiglio federale invia in consultazione le ordinanze d'esecuzione della riforma del diritto doganale. Il pacchetto punta a uniformare e digitalizzare le procedure, ma non è ancora un nuovo regime nella pratica quotidiana.
Alla frontiera svizzera le procedure devono diventare a lungo termine più digitali, uniformi e semplici. Non si tratta però ancora di un nuovo corpo normativo che i viaggiatori o le aziende importantrici debbano rispettare dall'oggi al domani. Il Consiglio federale ha aperto il 14 ottobre 2026 la consultazione sul pacchetto di ordinanze della riforma del diritto doganale. Fino al 28 gennaio 2027 gli ambienti invitati possono prendere posizione.
Il progetto è il passo successivo di una revisione totale in corso da anni. Il 20 giugno 2025 il Parlamento ha approvato due nuove leggi: la legge sui compiti d'esecuzione dell'UDSC e la legge sulle tasse doganali. Contro questi progetti non è stato lanciato alcun referendum. Ora la questione è come queste basi legali debbano essere concretizzate nella pratica e nelle ordinanze.
Che cosa contiene il pacchetto
Al centro c'è una nuova ordinanza sui compiti d'esecuzione dell'UDSC. Come ordinanza quadro, essa deve stabilire in che modo l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, in breve UDSC, riscuote i tributi e controlla il traffico transfrontaliero di merci e persone. La Confederazione indica come obiettivi meno oneri amministrativi per l'economia, procedure armonizzate e una digitalizzazione completa.
Inoltre la vigente ordinanza sulle dogane dovrebbe essere sostituita da una nuova ordinanza sulle tasse doganali. Si aggiungono revisioni totali o adeguamenti di diversi atti normativi in materia di tributi: l'imposta sul tabacco, quella sulla birra, l'imposta sugli autoveicoli, l'imposta sugli oli minerali e l'alcol. Il progetto tocca inoltre – tramite l'ordinanza quadro e i suoi allegati – altri ambiti come l'imposta sul valore aggiunto, il tributo sulla CO₂, i composti organici volatili e il controllo dei metalli preziosi.
Sembra una riorganizzazione ampia, ma non significa che la dogana reinventi i propri compiti. Secondo la presentazione dell'UDSC, i compiti e la ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni restano invariati. Vengono riordinati soprattutto le procedure, i flussi di dati e la base legale per processi semplificati e il più possibile automatizzati. La riforma è strettamente legata al programma DaziT, con cui l'UDSC modernizza i propri sistemi.
Che cosa significa per i privati
Per chi attraversa la frontiera è particolarmente importante distinguere tra il lavoro legislativo e il diritto vigente. La consultazione non modifica oggi né le franchigie né l'obbligo di dichiarare correttamente le merci. Essa non fornisce nemmeno una risposta definitiva su come si presenteranno singoli futuri processi digitali nel traffico viaggiatori. Chi fa acquisti o viaggia deve continuare ad attenersi alle disposizioni attualmente in vigore e alle indicazioni dell'UDSC.
Diversa può essere la rilevanza per le aziende che importano, esportano o fanno transitare merci regolarmente. Esse dovrebbero esaminare i progetti e le spiegazioni, perché interfacce tecniche, canali di notifica, regole transitorie o dettagli d'esecuzione possono influenzare la routine operativa. A questo scopo la Cancelleria federale ha pubblicato, oltre ai progetti di ordinanza, anche rapporti esplicativi. Una consultazione serve proprio a raccogliere simili questioni prima dell'emanazione definitiva.
Che cosa è certo – e che cosa resta aperto
Sono certi l'avvio della consultazione il 14 ottobre e il termine del 28 gennaio 2027. È certo anche il quadro politico: le nuove leggi separano il diritto delle tasse doganali dal diritto generale d'esecuzione e devono creare la base per la semplificazione e la digitalizzazione. L'UDSC sottolinea che, conclusa la fase legislativa, la revisione totale prosegue ora a livello di ordinanza.
Resta invece aperto il contenuto definitivo delle ordinanze dopo la consultazione. Allo stesso modo, nel comunicato pubblicato non figura alcuna data generale per l'entrata in vigore del pacchetto complessivo. Dall'avvio della consultazione non si può quindi dedurre né una nuova data per le formalità di frontiera né una modifica immediata dei tributi.
Anche la formula abbreviata usata spesso, «la dogana diventa digitale», va inquadrata. Processi digitalizzati possono avere conseguenze diverse per determinati trasporti di merci, dichiarazioni o controlli. Quali processi saranno convertiti per primi, quali presupposti tecnici si applicheranno e quali termini transitori sono previsti emerge solo dal diritto definitivo e dalla sua attuazione.
La lettura corretta dell'annuncio è dunque questa: la Confederazione ha aperto l'ultima grande tappa della normazione, non ha ancora raggiunto il traguardo. Per l'economia è il momento di portare dettagli. Per il grande pubblico è per ora un progetto di modernizzazione senza nuove regole di viaggio immediate.

