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Laptop mit Schlosssymbol und Sicherheitsschlüssel als Symbolbild für Schutz vor Schadsoftware
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Tecnologia11:45 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Malware: la falla più pericolosa è spesso davanti allo schermo

L'Ufficio federale per la cybersicurezza fa piazza pulita di miti diffusi. Nella maggior parte dei casi un'e-mail o la visita a un sito non bastano: il pericolo nasce quando le persone vengono indotte a compiere l'azione sbagliata.

Un computer improvvisamente lento, un'estensione del browser strana o un presunto avviso di virus: situazioni del genere fanno scattare subito l'allarme. Ma non ogni guasto tecnico è malware. E non ogni attacco pericoloso inizia con un hack spettacolare.

L'Ufficio federale per la cybersicurezza, in breve BACS, riferisce attualmente di un numero crescente di segnalazioni di attacchi mirati con malware. Fino alla fine del 2023 il BACS si chiamava Centro nazionale per la cybersicurezza, NCSC. Per le economie domestiche la conclusione più importante che emerge dalle segnalazioni attuali è poco drammatica, ma molto pratica: la vulnerabilità più pericolosa spesso non è un attacco invisibile, bensì l'invito a fare qualcosa da soli.

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Symbolbild: Updates und vorsichtige Routinen senken Cyberrisiken. · KI-generiertes Symbolbild · JournalPlus

Nella maggior parte dei casi aprire non basta

Molte persone credono che già l'apertura di un'e-mail, di un messaggio WhatsApp o di un sito web provochi automaticamente un'infezione. Su dispositivi aggiornati di norma non è così. Sistemi operativi, browser e funzioni di sicurezza moderni rendono difficile agli aggressori installare programmi a piacere senza l'intervento dell'utente.

Ciò non significa però che ogni messaggio sia innocuo. I criminali cercano spesso di spingere le persone a compiere un'azione concreta: aprire un allegato, eseguire un presunto controllo di sicurezza, disattivare una funzione di protezione o copiare un comando nella riga di comando.

Il BACS osserva per esempio i cosiddetti attacchi ClickFix. In questi casi su un sito compromesso o ingannevolmente autentico compare un avviso secondo cui bisognerebbe risolvere un problema tecnico. Chi segue i passaggi indicati esegue da sé il comando dannoso, fidandosi di una presunta riparazione.

Restano possibili delle eccezioni

Esistono anche attacchi tecnici che non richiedono l'assenso attivo dell'utente. Vi rientrano le vulnerabilità nei sistemi operativi, nei browser o nei programmi. Particolarmente pericolose sono le falle finora sconosciute, i cosiddetti zero day.

Il BACS definisce però questi casi rari e per lo più mirati. Riguardano piuttosto persone politicamente esposte, collaboratori di organizzazioni internazionali o diplomatiche e diplomatici che non la media delle economie domestiche. Per la popolazione in generale una regola sobria resta quindi più utile della paura: installare gli aggiornamenti e restare diffidenti davanti agli inviti ad agire.

Neanche un Mac è immune

Un altro mito vuole che macOS sia per principio protetto dal malware. Apple integra certo importanti meccanismi di protezione. Non rendono però un Mac inattaccabile. Anche per macOS esistono programmi per rubare credenziali, sorvegliare, cifrare file o controllare un dispositivo a distanza.

Lo stesso vale per smartphone, router, telecamere e altri dispositivi connessi in casa. Software obsoleto, password standard e accessi aperti senza necessità aumentano il rischio. Un router compromesso può per esempio danneggiare altri dispositivi della rete domestica.

Una protezione antivirus resta utile, ma non sostituisce né gli aggiornamenti né un comportamento prudente. Non riconosce immediatamente ogni nuovo malware e non può impedire che una persona, con un pretesto falso, compia essa stessa un'azione rischiosa.

Interpretare correttamente i segnali d'allarme

Un'infezione è spesso difficile da riconoscere. Possibili indizi sono cambiamenti inspiegabili alle impostazioni del browser o del sistema, nuove estensioni, reindirizzamenti insoliti, un carico elevato, accessi sconosciuti a conti online o file cifrati.

Nessuno di questi segnali prova da solo un attacco. Un computer lento può dare problemi anche per una memoria piena, un aggiornamento difettoso o hardware vecchio. Più indizi insoliti contemporaneamente dovrebbero però essere presi sul serio.

Bisogna essere particolarmente prudenti con i pop-up che sostengono che il dispositivo sia infetto e mostrano un numero di telefono. Il BACS classifica regolarmente questi avvisi come truffe del falso supporto tecnico. Chi chiama quel numero può persino aprire la strada agli aggressori.

Ciò che conta dopo un sospetto fondato

In caso di sospetto concreto il BACS raccomanda di far esaminare il dispositivo da una persona specializzata. Se i programmi dannosi vengono confermati, spesso non basta cancellare singoli file. Il sistema andrebbe reinstallato completamente. Dopodiché vanno cambiate le password di e-mail, e-banking, social network e altri conti online.

Per i dispositivi aziendali va coinvolto subito il reparto IT. Per gli smartphone il BACS raccomanda un ripristino alle impostazioni di fabbrica. Decisiva è anche la preparazione: aggiornamenti automatici, backup, password forti separate, autenticazione a due fattori e download solo da fonti affidabili.

La cybersicurezza è quindi meno una questione di tecnica perfetta che di routine stabile. Chi non esegue ogni invito ad agire, tiene aggiornati i propri dispositivi e si prepara al caso serio riduce nettamente il rischio.

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