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Symbolische digitale Finanzinfrastruktur ohne Marken
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Finanze21:45 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 3 min0 commenti

BNS e nuove forme di moneta: perché conta prima l'infrastruttura

La BNS discute le nuove forme di moneta soprattutto come questione infrastrutturale: di cosa ha bisogno la piazza finanziaria senza mettere a rischio fiducia, protezione dei dati e stabilità?

La moneta è più di un'app

Quando si parla di nuove forme di moneta, molti pensano subito a una valuta digitale per l'uso quotidiano. Il dibattito della Banca nazionale svizzera (BNS) è più ristretto e al tempo stesso più di fondo: di quale forma di moneta della banca centrale ha bisogno il sistema finanziario perché pagamenti, regolamento dei titoli e politica monetaria funzionino in modo affidabile anche in un contesto digitale?

Non si tratta della prossima abolizione del contante. Il contante resta moneta della banca centrale per il pubblico. Una forma digitale potrebbe avere, a seconda della configurazione, utenti del tutto diversi: banche, infrastrutture dei mercati finanziari o, in una fase successiva, anche le economie domestiche.

Non confondere wholesale e retail

La distinzione più importante è quella tra CBDC di tipo wholesale e CBDC di tipo retail. La moneta della banca centrale wholesale sarebbe destinata agli istituti finanziari e potrebbe svolgere un ruolo nel regolamento di attività tokenizzate. Una CBDC retail sarebbe accessibile al grande pubblico. Le due varianti sollevano questioni diverse.

Nella variante retail si parla di protezione dei dati, di accesso per tutti, del ruolo delle banche e del rischio che, in una crisi, i depositi vengano spostati rapidamente dalle banche alla banca centrale. Le soluzioni wholesale riguardano invece soprattutto la sicurezza e l'efficienza dei processi dei mercati finanziari. Sono meno visibili, ma possono essere più importanti per la stabilità.

La BNS testa prima di decidere

Con il progetto Helvetia e altre sperimentazioni, la BNS ha raccolto esperienze con la moneta digitale della banca centrale destinata a istituti finanziari regolamentati. Un progetto pilota non è però un impegno politico per un prodotto permanente. Proprio nel caso dell'infrastruttura monetaria questa prudenza è sensata: la fattibilità tecnica non risponde ancora alle domande sulla base giuridica, sulla governance, sulla resilienza informatica e sulle conseguenze per banche e clientela.

Neutral dargestelltes digitales Zahlungssystem
Symbolbild: Digitales Geld verbindet Technik, Vertrauen und Regeln. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

Le stablecoin cambiano il punto di partenza

Accanto alla moneta della banca centrale nascono mezzi di pagamento digitali emessi da privati, in particolare le stablecoin. La loro stabilità non dipende dal nome, ma dalle riserve, dai diritti giuridici e dalla vigilanza. Per la Svizzera come piazza finanziaria è decisivo che le promesse di pagamento restino onorabili anche sotto stress e che i rischi di riciclaggio di denaro siano tenuti sotto controllo.

La narrazione semplice «digitale uguale più efficiente» non basta quindi. Un sistema di pagamento più rapido può creare nuovi rischi di concentrazione; un sistema programmabile può essere utile, ma acuire le questioni legate alla protezione dei dati.

Cosa resta uguale per chi paga

Per il grande pubblico è decisivo che un dibattito sulla moneta digitale della banca centrale non sia l'annuncio di nuovi obblighi né di un cambiamento immediato. I saldi dei conti presso le banche restano moneta bancaria privata; il contante resta un mezzo di pagamento sancito dalla legge. Un'eventuale nuova infrastruttura dovrebbe prima dimostrare il proprio valore aggiunto rispetto a possibilità di pagamento esistenti, sicure e diffuse.

Vale anche per la piazza finanziaria: l'interoperabilità e un regolamento robusto contano più di una singola soluzione tecnicamente spettacolare. Una nuova forma di moneta sarebbe un progresso solo se non spostasse guasti, frodi e rischi di regolamento, ma li gestisse in modo dimostrabile.

La questione strategica aperta

La BNS non decide da sola il futuro della moneta. Legislatori, banche, fintech e organismi internazionali che definiscono gli standard contribuiscono a plasmare le regole. Il suo compito è verificare dove la moneta della banca centrale migliora un servizio infrastrutturale pubblico e dove basta l'innovazione privata sotto una vigilanza chiara.

Il successo non si misurerà sulla rapidità con cui la Svizzera lancerà una valuta digitale. Decisivo è se fiducia, liquidità e accesso resteranno affidabili anche in un mondo finanziario tokenizzato.

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