
IA, droni e cyber: perché la Svizzera deve ristrutturare gli acquisti
I nuovi sistemi invecchiano più in fretta dei grandi progetti classici. Perciò non conta solo ciò che l'esercito acquista, ma se è in grado di testare, integrare, aggiornare e assumersi la responsabilità.
Chi parla di una rivoluzione high-tech nella difesa pensa spesso innanzitutto a immagini spettacolari: piccoli droni sopra il campo di battaglia, intelligenza artificiale nell'analisi delle immagini o attacchi informatici sugli schermi. Per la Svizzera, però, la domanda più difficile si pone prima dell'impiego. Ed è questa: un sistema può essere acquistato in tempo, integrato in modo sicuro nelle strutture esistenti, aggiornato e mantenuto in efficienza in caso di emergenza?
Nel frattempo il Consiglio federale ha delineato la risposta a livello strategico. La Strategia di politica di sicurezza 2026 dà priorità a resilienza, protezione e capacità di difesa. Tra i rischi probabili indica le minacce ibride e gli attacchi a distanza. Le Linee guida per la difesa aggiungono che devono avere la precedenza la protezione delle infrastrutture critiche, la capacità di condotta, la difesa contro i droni, la guerra elettronica nonché la protezione di reti e dati.
Non è soltanto un elenco di nuovi dispositivi. È l'ammissione che la logica degli acquisti deve cambiare.
Il collo di bottiglia è il tempo tra test e impiego
I programmi di armamento classici vengono spesso pianificati nell'arco di molti anni. Nel caso di software, sensori, difesa contro i droni o sistemi di comunicazione digitale, questo lasso di tempo può diventare problematico: la tecnologia avanza rapidamente, le minacce cambiano e un sistema può perdere capacità relativa prima ancora di essere introdotto su larga scala.
La Strategia di politica degli armamenti del Consiglio federale risponde con una linea chiara. Gli acquisti devono avvenire più rapidamente, in modo più flessibile e seguendo maggiormente i cicli tecnologici. Dove ha senso, l'esercito deve puntare su sistemi disponibili sul mercato conformi agli standard internazionali. Le esigenze particolari che dovrebbero essere sviluppate soltanto per la Svizzera vanno ridotte.

Non è un dettaglio amministrativo. Riguarda la capacità operativa. Un sistema tecnicamente valido serve a poco se mancano i pezzi di ricambio, se gli aggiornamenti arrivano troppo tardi o se non collabora in modo affidabile con i partner e con le reti di condotta esistenti. Viceversa, una soluzione disponibile sul mercato può essere sensata solo se si inserisce nell'architettura di sicurezza svizzera e se è padroneggiata sia sul piano giuridico sia su quello operativo.
La velocità richiede limiti verificabili
Acquistare più in fretta non va confuso con acquistare senza senso critico. Proprio nel caso di software, sensori e collegamenti radio rilevanti per la sicurezza servono collaudi, valutazioni tecniche indipendenti e limiti d'impiego definiti con chiarezza. Il guadagno si ottiene se queste verifiche avvengono presto e più volte, non se devono essere recuperate alla fine di un progetto accorciato.
Sovranità non significa costruire tutto in casa
La Svizzera non può produrre da sola ogni tecnologia rilevante per la sicurezza. La sua politica degli armamenti non formula quindi alcuna pretesa di autarchia. Essa unisce capacità nazionali e cooperazione europea: per i beni al di fuori dell'ambito del trattato interstatale punta – se economicamente e politicamente sensato – a una quota maggiore di acquisti in Svizzera e in Europa.
L'obiettivo è più concreto di un'etichetta d'origine. Si tratta di sapere, manutenzione, canali di dati sicuri e catene di fornitura che non si interrompono bruscamente in una crisi. La strategia prevede tra l'altro di identificare le catene di fornitura critiche, ridurre le dipendenze e diversificare i fornitori. Vuole inoltre aumentare lo scambio internazionale di test e valutazioni.
Per il cittadino e la cittadina svizzeri questo livello è immediatamente rilevante, anche se resta invisibile. Una catena di fornitura interrotta o un sistema non aggiornato non colpisce soltanto l'esercito. Nel caso di tecnologie digitali o a duplice uso, possono esserne toccati anche i trasporti, l'approvvigionamento energetico, le comunicazioni e le organizzazioni di emergenza.
L'IA deve sostenere le decisioni – la responsabilità resta umana
Al Centro per l'intelligenza artificiale e la simulazione del DDPS si lavora ad applicazioni che riconoscono le minacce, le prioritizzano e sostengono l'istruzione. Anche l'analisi automatizzata delle immagini e la simulazione di sciami di droni figurano tra i progetti descritti pubblicamente.
Ciò può accelerare la valutazione della situazione. Non sostituisce però la responsabilità politica, giuridica e militare. I progetti pubblicati descrivono un sostegno al riconoscimento, alla prioritizzazione, alla pianificazione e all'addestramento. Proprio per questo deve restare trasparente chi prende le decisioni, come vengono protetti i dati e come si possono riconoscere risultati dell'IA errati o manipolati. La velocità non deve portare a far sparire la responsabilità nel sistema.
Il duplice uso rende il confine più permeabile
Con un'iniziativa congiunta di Innosuisse e armasuisse, la Confederazione promuove tecnologie utilizzabili in ambito civile e di politica di sicurezza. Al centro dell'attenzione vi sono tra l'altro navigazione e misurazione del tempo robuste, comunicazione sicura nonché il riconoscimento e la difesa contro i droni. Questi temi mostrano perché la difesa non è più soltanto una questione di piattaforme militari.
La nuova politica tecnologica non potrà quindi essere misurata sul numero di slogan o di singoli dispositivi presentati. Decisivi sono percorsi di acquisto più brevi e comprensibili, una manutenzione affidabile, dati protetti e regole chiare per l'impiego. Solo quando questa catena funziona, l'innovazione tecnica diventa sicurezza effettiva per la Svizzera.
Fonti
DDPS: Strategia di politica di sicurezza 2026
DDPS: Linee guida per la difesa
armasuisse: Strategia di politica degli armamenti del Consiglio federale
DDPS: Innosuisse e armasuisse lanciano il bando di progetto per tecnologie a duplice uso
Ufficio federale della cibersicurezza: Strategia nazionale cibernetica



