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Tecnologia08:30 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Rhode Island cita in giudizio Meta per pubblicità fraudolenta

Lo Stato americano accusa il gruppo di favorire annunci truffaldini e di guadagnarci. Il procedimento è aperto. Le autorità svizzere mettono indipendentemente in guardia contro lo stesso tipo di raggiro.

Lo Stato americano del Rhode Island porta Meta davanti a un tribunale per annunci fraudolenti. Il procuratore generale Peter F. Neronha ha annunciato il 22 ottobre di aver depositato il ricorso presso la Providence County Superior Court. L'accusa è che Meta, nonostante le promesse pubbliche di protezione, intervenga in modo insufficiente contro la pubblicità di prodotti truffaldini e di offerte finanziarie artefatte, traendone profitto. Le accuse sono oggetto del procedimento, non fatti accertati dal tribunale.

La causa si richiama al Deceptive Trade Practices Act del Rhode Island. L'autorità chiede tra l'altro provvedimenti giudiziari inibitori, rimborsi ai consumatori colpiti e sanzioni civili. Per le persone in Svizzera il procedimento non crea per ora alcun diritto autonomo a un risarcimento. La questione di fondo resta comunque rilevante: quanto è affidabile un annuncio pubblicitario quando appare su una piattaforma nota?

La causa punta sul sistema pubblicitario

Secondo la procura generale non si tratta soltanto del fatto che dei criminali inseriscano annunci. L'autorità accusa Meta di aver partecipato alla concezione, alla scelta del pubblico, all'ottimizzazione e alla diffusione di tale pubblicità. Utenti particolarmente vulnerabili potrebbero così essere raggiunti in modo mirato. Il comunicato cita per esempio false opportunità di investimento, abusi d'identità e offerte sanitarie ingannevoli.

Questa accusa riguarda il ruolo attivo della piattaforma nel business pubblicitario. Sarà il procedimento a chiarire se possa essere dimostrata nella forma sostenuta e quali conseguenze giuridiche ne derivino. Da una causa depositata non si può dedurre né una sanzione già comminata né una responsabilità generale per ogni singolo caso di truffa.

Meta descrive le proprie contromisure

In febbraio Meta ha annunciato proprie azioni legali contro presunti clienti pubblicitari fraudolenti. Il gruppo descrive blocchi degli account, canali di pagamento bloccati e oscuramenti di domini. Rimanda inoltre a procedure tecniche contro il cosiddetto cloaking: in questi casi i programmi di verifica vedono una pagina diversa, dall'aspetto innocuo, rispetto alle persone che in seguito cliccano sull'annuncio.

La presentazione aziendale documenta quali misure Meta dichiara di adottare. Non risponde in modo indipendente alla domanda se queste siano efficaci nella misura necessaria. Viceversa, l'esistenza di annunci fraudolenti non è di per sé ancora la prova di ogni pratica commerciale contestata nella causa. Le due domande vanno tenute distinte: come si combatte l'abuso e quali incentivi crea il modello di business?

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Le accuse vanno verificate sulla base dei documenti. · JournalPlus / immagine simbolica generata dall'IA

In Svizzera il raggiro è documentato

L'Ufficio federale della cibersicurezza mette in guardia da false interviste con personaggi famosi che sembrano articoli di noti portali d'informazione. Tali pagine dovrebbero creare fiducia e spingere le persone verso presunti investimenti. Un volto conosciuto, un logo mediatico o un annuncio dall'aspetto professionale non sostituiscono la verifica del fornitore. L'inganno può basarsi proprio sulla copia di nomi familiari.

Nel primo semestre 2025 l'UFCS ha registrato 3485 segnalazioni nella categoria pubblicità per truffe sugli investimenti online, contro 729 nel periodo di confronto. Questi numeri provengono da un rapporto pubblicato nel novembre 2025. Misurano le segnalazioni ricevute, non il numero di tutte le persone danneggiate né la diffusione su una determinata piattaforma. Non vanno quindi presentati come prova svizzera delle nuove accuse a Meta.

Un numero elevato di segnalazioni può anche dipendere dall'attenzione e dal comportamento di segnalazione. Per affermazioni sugli importi dei danni o su singole piattaforme servirebbero dati supplementari.

Il nesso sta nel metodo: la portata a pagamento conduce da un ambiente familiare a un'offerta dubbia. Che l'annuncio appaia su un social network, su una piattaforma video o altrove non dice nulla, di per sé, sulla serietà dell'investimento promesso.

Cosa possono verificare i lettori indipendentemente dal procedimento

L'UFCS raccomanda di verificare un'eventuale autorizzazione FINMA del fornitore di servizi finanziari e di non lasciarsi mettere sotto pressione dal tempo. La FINMA pubblica una lista di avvertimento con fornitori che operano presumibilmente senza l'autorizzazione necessaria. La lista non è esaustiva. Un'eventuale assenza non è quindi un marchio di qualità, e anche un nome aziendale conosciuto deve corrispondere all'indirizzo internet effettivamente utilizzato.

Il processo in Rhode Island potrà chiarire quale responsabilità porti Meta secondo il diritto locale. Per gli utenti svizzeri resta nel frattempo una conseguenza di applicazione immediata: il luogo in cui appare la pubblicità non è una prova di serietà. Decisivi sono i dati verificabili del fornitore e un controllo indipendente, prima che denaro o dati personali arrivino al destinatario pubblicizzato.

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