
Stipendi dei primari: perché media e valori di punta divergono
Negli stipendi dei primari, media, fascia salariale e valore massimo raccontano storie diverse. Per il dibattito sui costi servono dati comparabili invece di singoli titoli.
Il dibattito sugli stipendi dei primari segue spesso uno schema semplice: si cita un importo particolarmente elevato e lo si usa poi come spiegazione dell'aumento dei costi sanitari. I dati attuali di singoli ospedali mostrano però quanto facilmente simili conclusioni portino fuori strada. Media, fascia salariale e valore massimo misurano cose diverse – e possono muoversi contemporaneamente in direzioni opposte.
L'Ospedale cantonale di Aarau indica per il 2024 le retribuzioni di 130 medici quadri suddivise per classi salariali. 36 persone si situavano tra 200'000 e 300'000 franchi, 50 tra 300'000 e 400'000, 26 tra 400'000 e 500'000, 13 tra 500'000 e 600'000 e cinque tra 600'000 e 700'000 franchi. L'importo più alto indicato era di 698'300 franchi.
Un valore di punta non descrive una distribuzione
Il valore massimo dice quanto ha ricevuto una singola persona. Non mostra come si sono evoluti gli altri stipendi né quanti posti a tempo pieno si nascondono dietro la statistica. Viceversa, una media può calare anche se lo stipendio più alto aumenta – per esempio se il gruppo diventa più grande, se la composizione cambia o se le fasce salariali inferiori sono più popolate.
Medinside rimanda anche ai dati dei Servizi psichiatrici Argovia (Psychiatrische Dienste Aargau). Lì la retribuzione totale media dei primari è scesa da 375'900 franchi nel 2020 a 371'400 franchi nel 2024, mentre il valore massimo nel 2024 era di 439'600 franchi. Questi numeri non si contraddicono. Rispondono semplicemente a domande diverse.

La comparabilità resta il problema principale
Gli ospedali non usano ovunque le stesse categorie. «Primario», «medico quadro» e «medico dirigente» possono implicare responsabilità e gradi di occupazione diversi. La retribuzione può comprendere stipendio di base, componenti variabili, onorari da attività privata, indennità di funzione o contributi previdenziali. Senza una definizione precisa, il confronto tra due istituti resta incerto.
A ciò si aggiunge la dimensione temporale. Lo studio BASS spesso citato, commissionato dall'Ufficio federale della sanità pubblica, ha esaminato redditi di anni più lontani. Fornisce basi importanti, ma non fotografa completamente il panorama ospedaliero attuale. Per un'affermazione nazionale su una presunta «esplosione salariale» attuale servirebbero dati uniformi su più anni, funzioni e gradi di occupazione.
Stipendi elevati sono una questione di costi – ma non tutta la questione dei costi
Le retribuzioni dei medici quadri fanno parte dei costi del personale ed è quindi legittimo esaminarle. Gli ospedali competono per attrarre specialisti, assumono responsabilità di direzione e di reperibilità e conseguono ricavi diversi a seconda della disciplina. Questi fattori spiegano le differenze, ma non giustificano automaticamente ogni importo.
Allo stesso tempo, singole retribuzioni di punta non vanno equiparate all'evoluzione di tutte le spese sanitarie. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2024 i ricavi degli ospedali sono aumentati del 3,6 per cento, raggiungendo 36,60 miliardi di franchi; le spese salariali sono cresciute di circa 660 milioni di franchi, ossia del 3,0 per cento. Da questi dati non si può dedurre quale quota sia riconducibile ai primari né che siano stati i loro stipendi a causare l'aumento.
La trasparenza richiede indicatori migliori
Una pubblicazione utile dovrebbe indicare almeno il numero di persone e gli equivalenti a tempo pieno, la mediana, la media, le ampiezze delle fasce, il valore massimo e le componenti retributive incluse. Altrettanto importante è una delimitazione identica su più anni. Solo allora si può capire se un cambiamento deriva da stipendi più alti, da più posizioni quadro o da una nuova struttura del gruppo.
La domanda politica, dunque, non è soltanto se un singolo primario guadagni molto. È quale retribuzione sia difendibile per responsabilità e condizioni di mercato, come venga controllata e quale quota misurabile abbia sui costi ospedalieri. Senza dati comparabili, il dibattito resta esposto a due esagerazioni: trattare i valori di punta come prova di un'esplosione generale, oppure leggere medie in calo come un allarme rientrato del tutto.



