
Terzo rapporto sui rischi: dove la Svizzera resta vulnerabile
Stabile non significa esente da pericoli
È disponibile il terzo rapporto nazionale sui rischi di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo. Il Consiglio federale ne è stato informato il 14 ottobre. Il messaggio centrale suona dapprima rassicurante: l'esposizione ai rischi della Svizzera non sarebbe complessivamente mutata in modo sostanziale. Chi ne deduce che la piazza finanziaria sia fuori pericolo interpreta però male il risultato. Una situazione di rischio stabile descrive un'evoluzione nel confronto temporale: non la portata di un problema e tanto meno un allarme rientrato.
Anche la competenza merita un chiarimento. Non si tratta di un rapporto dell'Ufficio federale della sanità pubblica, anche se la comunicazione può tecnicamente comparire su diversi portali federali. L'analisi è stata elaborata dal gruppo di coordinamento interdipartimentale per la lotta contro il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e il finanziamento della proliferazione, in breve KGGT. Quanto al contenuto, il tema riguarda la piazza finanziaria e la collaborazione tra autorità, vigilanza e perseguimento penale.
Dove si annidano i pericoli maggiori
Il rapporto indica chiaramente dove si trovano i pericoli maggiori. Il riciclaggio di denaro è legato soprattutto alla criminalità organizzata, alla corruzione e alla criminalità patrimoniale e fiscale. Tali reati generano proventi di cui si cerca di occultare l'origine e che si tenta di immettere nel circuito economico legale. Per la Svizzera la dimensione internazionale è centrale: una piazza finanziaria grande e fortemente interconnessa può risultare attraente, nei casi transfrontalieri, come obiettivo, paese di transito o luogo di prestazione di servizi. Non è un'affermazione sulla liceità delle normali operazioni finanziarie internazionali, bensì sul rischio che può nascere da strutture complesse e internazionali.
Sul fronte del terrorismo il rapporto traccia una linea diversa. Secondo la valutazione della KGGT, il rischio di finanziamento del terrorismo resta relativamente contenuto. La formulazione è volutamente precisa. Non significa che non esista alcuna minaccia, ma che essa è valutata inferiore rispetto ai rischi dominanti di riciclaggio. Proprio di fronte a eventi rari ma dalle conseguenze pesanti, la prevenzione deve comunque funzionare.
Le tecnologie più recenti e i cambiamenti geopolitici modificano il contesto di partenza, anche se il quadro complessivo resta stabile. Il rapporto segnala rischi accresciuti in ambiti con forte interconnessione con l'estero, ampia diffusione di nuove tecnologie o regolamentazione ancora recente. Da ciò non deriva un sospetto generalizzato verso singoli settori o gruppi di clienti. La lotta basata sul rischio significa piuttosto che autorità e imprese obbligate guardano più da vicino là dove struttura, prodotto o modello di business possono creare una vulnerabilità accresciuta.
La sola diagnosi non basta
Il rapporto non si ferma alla diagnosi. La KGGT raccomanda di dotare di risorse sufficienti le autorità di vigilanza e di esecuzione, di migliorare le basi di dati e di intensificare lo scambio tra gli attori coinvolti. Va inoltre verificato se il sistema di segnalazione, il controllo dei metalli preziosi e il nuovo registro di trasparenza funzionano davvero o devono essere adattati. È un punto decisivo: un registro e un obbligo di segnalazione non sono un fine in sé. Sono utili solo se i dati sono aggiornati, accessibili agli uffici autorizzati e utilizzabili nelle indagini.
Il registro di trasparenza è in questo momento particolarmente attuale. Ha avviato l'attività il 1° ottobre e deve rendere visibili le persone aventi diritto economico delle entità giuridiche soggette all'obbligo di segnalazione. Il rapporto non chiede semplicemente nuove regole, ma anzitutto una valutazione se i nuovi strumenti assolvono il loro compito. In questo modo collega il controllo alla capacità di apprendere: in un ambito in cui i metodi dei criminali cambiano in fretta, una regolamentazione decisa una volta non può valere come soluzione definitiva.
L'analisi dei rischi integra la strategia nazionale di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo approvata in marzo. Questa strategia punta tra l'altro sulla prevenzione e la vigilanza, sul perseguimento penale, sulla restituzione di valori patrimoniali acquisiti illecitamente e sulla lotta al finanziamento del terrorismo. Il nuovo rapporto ne fornisce la valutazione della situazione: deve aiutare a decidere dove indirizzare per prime risorse scarse, vigilanza e sviluppi legislativi.
Su cosa sarà misurato il rapporto
Per la Svizzera ne deriva un mandato sobrio. Il rapporto non documenta né un improvviso crollo dell'integrità della piazza finanziaria né un annuncio di successo secondo cui non servirebbero adattamenti. Descrive un bisogno di protezione elevato e dinamico nel lungo periodo. Il risultato si rivelerà particolarmente significativo solo alla luce di un criterio: se la qualità dei dati, la cooperazione, la vigilanza e i nuovi strumenti di trasparenza miglioreranno davvero nella pratica, anche in vista dell'imminente esame nazionale da parte della Financial Action Task Force nel 2026 e nel 2027.
Fonti
- Confederazione/KGGT: terzo rapporto nazionale sui rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, 14 ottobre 2026
- DFF: panoramica sulla pubblicazione del terzo rapporto sui rischi
- SIF: integrità della piazza finanziaria e mandato della KGGT
- Registro di trasparenza svizzero: avvio dell'attività il 1° ottobre 2026
- Consiglio federale: strategia nazionale di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, 20 marzo 2026


