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Konferenzsaal der IWF-Jahrestagung in Bangkok mit Delegationstischen und Übersetzungskabinen
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Economia21:45 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Tre esponenti svizzeri di alto livello a Bangkok: l'agenda

Guy Parmelin, Karin Keller-Sutter e il presidente della Banca nazionale svizzera Martin Schlegel partecipano alle riunioni annuali di FMI e Banca mondiale. In parallelo si tiene un incontro finanziario del G20.

Quando i vertici del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale si incontrano, non si tratta soltanto di foto di rito. Per la Svizzera questa settimana a Bangkok si affiancano tre livelli: il dibattito di politica economica delle riunioni annuali, la cooperazione del FMI con i suoi membri e i colloqui dei grandi Paesi industrializzati ed emergenti nel formato G20.

La Confederazione ha annunciato che il ministro dell'economia Guy Parmelin, la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter e il presidente della Banca nazionale svizzera, Martin Schlegel, parteciperanno agli incontri. L'agenda va dall'evoluzione dell'economia mondiale al debito pubblico e alla stabilità finanziaria, fino al commercio, al finanziamento dello sviluppo e ai rischi climatici. Per un Paese aperto e orientato all'esportazione non si tratta di politica estera astratta: i tassi di cambio, le condizioni del credito e i conflitti nel commercio mondiale si ripercuotono su imprese, investimenti e prezzi in Svizzera.

Tre formati, tre funzioni

Le riunioni annuali di FMI e Banca mondiale riuniscono ministeri, banche centrali, banche di sviluppo e specialisti. Il FMI osserva l'economia mondiale, consiglia gli Stati membri e può concedere crediti ai Paesi con problemi di bilancia dei pagamenti. Il gruppo della Banca mondiale finanzia e accompagna soprattutto progetti di sviluppo e riforme. Nessuna delle due istituzioni è il governo dell'economia mondiale; i loro programmi e le loro raccomandazioni restano politicamente controversi e sono co-determinati dai membri.

A Bangkok si riunisce anche il G20. La Svizzera non appartiene a questo circolo come membro permanente, ma viene regolarmente invitata a singoli incontri. Questo significa avere voce nel confronto, ma non un diritto di voto automatico come negli organi formali del FMI. La differenza è importante: le dichiarazioni del G20 inviano segnali politici e coordinano le posizioni, ma non sono legge in Svizzera.

Gli interessi svizzeri

Per la Svizzera l'architettura finanziaria internazionale è rilevante per diversi motivi. La Banca nazionale osserva i rischi globali, perché gli shock sui mercati dei cambi e dei capitali possono ripercuotersi rapidamente sul franco e sulle condizioni di finanziamento interne. Il Dipartimento delle finanze si interessa in particolare a finanze pubbliche stabili, a regole efficaci contro le crisi e a una ripartizione equa degli oneri nelle istituzioni internazionali. Il Dipartimento dell'economia pone l'accento su commercio, investimenti e condizioni quadro per le imprese esportatrici.

Questi interessi non coincidono sempre. Un franco forte, per esempio, può sostenere il potere d'acquisto interno, ma pesare sulla competitività di prezzo degli esportatori. Mercati più aperti creano opportunità di vendita, ma possono anche accrescere la pressione politica quando partner commerciali importanti adottano misure protezionistiche. Proprio per questo gli incontri internazionali fanno parte del lavoro di politica economica, senza che da ogni incontro derivi immediatamente un accordo o una misura nazionale.

Il partenariato previsto con il FMI

Secondo le proprie indicazioni, la Confederazione vuole firmare a Bangkok un nuovo partenariato con il FMI. Fino al 2030 dovrebbero essere impiegati complessivamente 40 milioni di franchi. Il denaro dovrebbe sostenere la cooperazione tecnica e il lavoro del Fondo con i Paesi partner. L'annuncio non è una nuova rete di protezione per la Svizzera né un impegno verso un singolo Paese in crisi.

Quali progetti concreti saranno sostenuti dipende dai programmi, dai partner e dagli accordi successivi. La questione politica, quindi, non è soltanto se la cooperazione internazionale abbia senso. Riguarda anche la trasparenza dell'impiego dei fondi, il controllo dei risultati e le priorità quando le risorse pubbliche sono limitate. Per i programmi di sviluppo e di stabilità questi criteri contano quanto l'importo promesso.

Cosa aspettarsi da Bangkok

Gli incontri cadono in una fase in cui l'economia mondiale si misura con tassi di crescita divergenti, livelli di debito elevati e incertezze geopolitiche. Questo aumenta la pressione sulle istituzioni internazionali, senza eliminare i conflitti di obiettivi. Il FMI può mettere a disposizione analisi, consulenza e finanziamenti; la Banca mondiale può sostenere investimenti a lungo termine. Nessuna delle due può però sostituire la politica nazionale.

Per la delegazione svizzera sarà decisivo quali posizioni comuni porterà su commercio, stabilità finanziaria e sviluppo, e come farà valere gli interessi di un Paese piccolo e fortemente interconnesso. I risultati concreti si potranno misurare solo sulle decisioni, sugli accordi e sulla loro attuazione. Bangkok è quindi meno un punto d'arrivo che una tappa di un confronto di politica economica in corso.

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