
Bodycam BLT: la via giudiziaria deve chiarire più della sicurezza
L'IFPDT non vede una base sufficientemente determinata per la registrazione di immagini e suoni. La BLT fa ora verificare in tribunale questa posizione.
La Baselland Transport AG (BLT) vuole portare la controversia sulle bodycam davanti al Tribunale amministrativo federale. Il punto di partenza è una decisione dell'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) del 29 settembre 2026. Essa non riguarda soltanto la questione se le telecamere possano essere d'aiuto in situazioni tese. In sostanza si tratta di stabilire se un'impresa di trasporto disponga, per questo, di una base legale sufficientemente determinata.
L'IFPDT rileva che i dispositivi impiegati dalla BLT possono registrare immagini in movimento e suoni di passeggeri e collaboratori. Per questo trattamento di situazioni particolarmente meritevoli di protezione, secondo la sua valutazione, la base esistente nel diritto sul trasporto di persone non è sufficiente. L'autorità ha pertanto ordinato di cessare l'impiego e di cancellare i dati raccolti. Secondo il Regionaljournal Basel Baselland, la BLT ha annunciato di voler far riesaminare la decisione in sede giudiziaria.
La sicurezza è un obiettivo, non una base legale
Nel trasporto pubblico le bodycam vengono di solito giustificate con la protezione del personale. Possono avere un effetto distensivo e assicurare prove quando si verificano aggressioni. Da ciò non deriva però automaticamente il permesso di registrare immagini e suoni di tutte le persone a portata di ripresa.
In caso di ingerenze nella sfera privata, lo Stato di diritto esige che scopo, portata e limiti del trattamento dei dati siano disciplinati in modo sufficientemente chiaro. Non è decisivo soltanto se la telecamera viene portata in modo visibile. Si tratta anche di stabilire quando può essere attivata, per quanto tempo le registrazioni vengono conservate, chi può visionarle e come le persone interessate possono far valere i propri diritti.
Al termine di un'indagine, l'IFPDT è giunto alla conclusione che le disposizioni generali della legge sul trasporto di persone e dell'ordinanza non bastano per la concreta prassi di registrazione. La sua decisione è un provvedimento amministrativo, non una sentenza. Proprio per questo la BLT ha ora la possibilità di impugnarla davanti al Tribunale amministrativo federale.
Che cosa esaminerà davvero il tribunale
Il Tribunale amministrativo federale non deciderà in astratto sulle bodycam nel trasporto pubblico. Esso esamina la decisione impugnata e quindi la situazione giuridica concreta nonché il concreto trattamento dei dati personali. La domanda, semplificando, è questa: il diritto vigente copre in modo sufficientemente determinato la registrazione prevista dalla BLT?
Il procedimento potrebbe assumere rilevanza oltre il canton Basilea Campagna. Le imprese di trasporto sono sotto pressione per proteggere i collaboratori da violenza e minacce. Al tempo stesso operano in spazi in cui i passeggeri non possono sottrarsi facilmente a una registrazione. Un chiarimento giudiziario potrebbe quindi fissare paletti importanti per progetti simili.
Una sentenza non significherà tuttavia necessariamente che le bodycam siano ovunque permesse o ovunque vietate. Sono ipotizzabili anche prescrizioni più precise su attivazione, durata di conservazione, accesso e informazione delle persone interessate. Se il tribunale giudicasse insufficiente la base legale, il passo successivo spetterebbe al legislatore.
Il conflitto resta una questione pratica
Per i collaboratori il dibattito non è teorico: riguarda la loro sicurezza nella quotidianità lavorativa. Per i passeggeri tocca la questione di quali dati possano essere generati su un mezzo di trasporto pubblico. Entrambe le cose si possono risolvere solo insieme. La via giudiziaria offre la possibilità di non contrapporre l'interesse alla sicurezza e la protezione dei dati, ma di definire i limiti in modo comprensibile.
Fino alla decisione vale dunque questo: il ricorso è annunciato, la questione giuridica resta aperta. Chi già oggi proclama una vittoria definitiva per la protezione dei dati o per le bodycam va oltre lo stato documentato.
