
«Caccia all'uomo» in Ucraina? Cosa è documentato sulla mobilitazione
Julija Mendel parla di una «caccia all'uomo» ai danni degli uomini. Rapporti ufficiali documentano migliaia di denunce e singoli gravi abusi, ma non offrono alcuna base per un'equiparazione generalizzata.
L'ex portavoce del presidente Wolodymyr Selenskyj, Julija Mendel, descrive la mobilitazione degli uomini ucraini come una «caccia all'uomo». Il termine è una forzatura estrema. Si scontra con una società che da anni deve mobilitare soldati per una guerra di logoramento e che al tempo stesso fa i conti con abusi documentati da parte di singoli uffici di reclutamento.
Per un inquadramento oggettivo occorre distinguere tre livelli: la valutazione politica di Mendel, i casi documentati di violazioni del diritto e il sistema legale di mobilitazione. Che esistano denunce, accuse di violenza e detenzioni illegittime è documentato dalle stesse autorità ucraine. Da ciò non segue però che ogni controllo o ogni chiamata alle armi sia illegale, né che l'intera mobilitazione possa essere descritta come una caccia.
Migliaia di denunce sono un segnale serio
Il commissario parlamentare ucraino per i diritti umani ha ricevuto nel 2024 più di 3300 segnalazioni relative a possibili violazioni dei diritti di coscritti, riservisti e reclute. Riguardavano procedure di mobilitazione, l'accertamento dell'idoneità al servizio e presunti atti illegittimi di collaboratori dei Centri territoriali di reclutamento e sostegno sociale, i cosiddetti TCC, e della polizia.
Il rapporto indica schemi concreti: pressioni fisiche o psicologiche, detenzioni problematiche, accesso insufficiente agli avvocati, errori nelle visite mediche e documenti negati. Dopo segnalazioni di violenza, lesioni o abuso d'ufficio, secondo il difensore civico nel 2024 sono stati avviati 25 procedimenti penali. Non sono semplici voci provenienti dai social media, ma indicazioni ufficiali sulla necessità di controlli.
Il numero delle denunce non equivale tuttavia a quello dei reati accertati con sentenza definitiva. Una segnalazione indica una possibile violazione e va verificata. Manca inoltre un valore di riferimento solido con cui calcolare, da 3300 segnalazioni, un tasso di abusi a livello nazionale. Il difensore civico distingue infatti tra necessità di chiarimenti, diritti ripristinati e casi che richiedono ulteriori reazioni.
Già nel 2024 i media internazionali avevano riferito di metodi di reclutamento problematici in Ucraina. Il seguente servizio dell'emittente WELT risale al 29 ottobre 2024. Documenta il dibattito di allora, ma non permette di affermare con quale frequenza simili casi si siano verificati a livello nazionale né come la situazione si sia evoluta da allora.
La mobilitazione resta disciplinata dalla legge
L'Ucraina mobilita sulla base della propria legge sulla preparazione alla mobilitazione e sulla mobilitazione. Gli uffici di reclutamento possono verificare i documenti e consegnare le convocazioni; le commissioni mediche valutano l'idoneità al servizio. Lo stato di guerra amplia i margini d'intervento dello Stato, ma non sopprime i diritti procedurali. Violenza, privazione arbitraria della libertà o una chiamata alle armi senza la visita medica prescritta restano verificabili.
Proprio perché lo Stato ha bisogno di soldati, una procedura conforme alla legge è strategicamente importante. Gli abusi minano la fiducia, favoriscono la sottrazione alle autorità e rendono più difficile una ripartizione equa degli oneri. Forniscono inoltre materiale alla propaganda russa, che usa singoli casi documentati come prova di un presunto ordine statale ucraino del tutto illegittimo. Sarebbe però altrettanto sbagliato minimizzare le violazioni documentate richiamandosi alla disinformazione russa.
Le telecamere devono produrre prove
Il ministero della Difesa ha reso obbligatorio per i collaboratori degli uffici di reclutamento, da settembre 2025, l'uso di bodycam durante gli interventi dei gruppi di notifica. Le registrazioni effettuate nei controlli dei documenti e nella consegna delle convocazioni devono rendere tracciabili le procedure e proteggere sia i dipendenti sia i cittadini. Il ministero ha inoltre annunciato un sistema informatico centrale per le registrazioni.
La misura mostra che il governo riconosce il problema della fiducia. Le telecamere però non impediscono automaticamente gli abusi. Decisivi sono le regole di conservazione, l'accesso indipendente alle registrazioni, la protezione dalle manipolazioni e le conseguenze quando i dispositivi restano spenti. Senza una statistica trasparente delle denunce resta inoltre poco chiaro se la situazione sia migliorata dopo l'introduzione della misura.
In parallelo l'Ucraina potenzia i centri di reclutamento volontario. Secondo il ministero della Difesa, questi operano separatamente dai gruppi mobili di chiamata alle armi e nei loro locali non possono né mobilitare né consegnare convocazioni. L'offerta volontaria non può sostituire la mobilitazione forzata, ma può avvicinare i candidati in modo più mirato a funzioni adeguate.

La scelta di parole di Mendel nasconde l'obbligo di verifica
L'affermazione di Mendel rimanda a una paura reale e a casi reali di abuso. Come descrizione complessiva, però, «caccia all'uomo» non è documentato. Il termine trasforma situazioni diverse in un'unica intenzione statale e lascia aperto quale atto concreto, quale luogo e quale periodo siano intesi.
La domanda decisiva non è dunque se adottare la parola drastica di Mendel. Decisivo è se ogni accusa viene esaminata rapidamente, se le persone coinvolte hanno accesso ad avvocati e a una visita medica e se le autorità pubblicano dati su denunce, sanzioni e sentenze penali. Solo così si può valutare se le riforme funzionano – e solo così l'Ucraina può conciliare la necessità militare con il diritto dei propri cittadini.
Fonti
- Difensore civico dell'Ucraina: rapporto annuale 2024, diritti nella mobilitazione
- Difensore civico dell'Ucraina: risultati regionali su TCC e mobilitazione
- Ministero della Difesa dell'Ucraina: bodycam negli uffici di reclutamento
- Parlamento ucraino: legge sulla preparazione alla mobilitazione e sulla mobilitazione
- Weltwoche: il servizio di partenza sull'accusa di Julija Mendel



