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Leerer Kinosaal mit zwei Lichtstrahlen auf einer Leinwand und Akten auf einem Tisch im Vordergrund.
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Economia13:00 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Intesa Paramount-Warner: contano i film, la diversità resta aperta

Dodici Stati americani autorizzano la fusione con condizioni. L'accordo indica numeri di film, finestre in sala e un comitato per CNN e CBS – ma gli effetti restano da dimostrare.

Dodici Stati americani hanno risolto la loro controversia con Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery sulla fusione pianificata. Cade così un importante ostacolo giudiziario. L'intesa è però ancora un accordo transattivo proposto; resta subordinata all'approvazione del tribunale federale competente in California. E non significa che i dubbi sulla concorrenza sollevati dalle parti attrici siano svaniti.

La parte più notevole dell'accordo di 32 pagine è il tentativo di rendere misurabile su più anni il comportamento del gruppo unificato. Le autorità non vogliono più impedire la fusione, ma tutelare produzione, sfruttamento nelle sale, contratti televisivi e indipendenza redazionale con obblighi precisi. Se la concorrenza possa essere preservata in questo modo resta la domanda aperta.

Non ogni anno vale lo stesso numero di film

La procuratrice generale di New York Letitia James mette in evidenza almeno 30 film per il cinema all'anno. Il documento originale è più preciso: nei primi due anni di calendario completi dopo la conclusione della fusione sono previsti 30 film, nei tre anni successivi 32. Di questi, inizialmente 20, poi 21, devono uscire su almeno 2000 schermi americani. Almeno quattro film all'anno devono essere produzioni indipendenti secondo la definizione contenuta nell'accordo. Le riproposte non contano come nuovi film.

Per le opere conteggiate il progetto prevede almeno 45 giorni di esclusiva in sala; sui servizi di streaming del gruppo potranno apparire non prima di 90 giorni. Paramount si impegna inoltre a investire ogni anno, per cinque anni, almeno 300 milioni di dollari in più nella produzione americana rispetto al livello produttivo del 2025. In totale sono 1,5 miliardi di dollari in più rispetto a quel parametro di riferimento – non un guadagno aggiuntivo garantito per i singoli professionisti del cinema.

In caso di mancato raggiungimento del numero annuo di film, allo scadere di un termine supplementare sarebbero dovuti 30 milioni di dollari per ogni film mancante, anche se il deficit venisse poi colmato. In caso di inadempienza persistente, secondo il progetto il gruppo dovrebbe cedere la sua partecipazione in Miramax. La sanzione è considerevole, ma presuppone le procedure previste e l'esecuzione giudiziaria.

Zwei unbeschriftete Filmrollen und Aktenordner neben einer Waage vor leeren Kinositzen.
Die Einigung verpflichtet den fusionierten Konzern zu Mindestzahlen bei Kinofilmen und Aufsichtsmassnahmen. KI-generiertes Symbolbild. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

La linea delicata tra vigilanza e influenza

Sono compresi anche i canali via cavo e le redazioni giornalistiche. I canoni per i canali via cavo di base di Paramount e Warner Bros. dovranno essere negoziati separatamente, affinché un operatore non possa imporre entrambi i portafogli come pacchetto. In caso di violazione grave e non sanata, alcuni canali potrebbero dover essere venduti. Per CNN e CBS News è previsto, entro 180 giorni dal perfezionamento della fusione, un comitato di cinque membri composto da giornaliste e giornalisti esperti. Dovrà vigilare sui principi redazionali e trattare i casi di controversia.

Proprio qui emerge il limite di uno strumento simile: i membri sarebbero nominati dal consiglio di amministrazione dell'impresa risultante dalla fusione e il comitato riferirebbe a quel consiglio tramite il Chief Compliance Officer. L'accordo sancisce l'indipendenza come obiettivo. Se tale costruzione la protegga in caso di conflitto potrà essere valutato solo in base al suo lavoro futuro. Anche il solo numero di film non dice ancora nulla sulla diversità, sulla qualità o sulle condizioni dei singoli contratti di licenza.

Risposte diverse delle autorità antitrust

Il Dipartimento di giustizia americano aveva già chiuso il suo esame in giugno, dichiarando di non attendersi alcun danno alla concorrenza dall'operazione. Gli Stati, al contrario, hanno visto rischi per i film destinati al cinema e per i canali via cavo e hanno fatto causa. L'accordo transattivo non costituisce espressamente un'ammissione di violazione della legge da parte delle imprese. Secondo Associated Press, il procuratore generale della California Rob Bonta ha dichiarato che l'intesa non è un via libera alla fusione; essa dovrebbe garantire misure di tutela concrete. Il capo di Paramount David Ellison l'ha accolta con favore.

Per la Svizzera il documento non promette uscite fisse in sala né garanzie di prezzo sugli abbonamenti allo streaming. Le sue principali prescrizioni sui film riguardano gli Stati Uniti. Il pubblico svizzero può comunque avvertire le conseguenze di una struttura internazionale dei diritti e della distribuzione modificata. Se e quando ciò accadrà dipende da contratti futuri; dal solo accordo transattivo non si può dedurre alcun cambiamento dei prezzi in Svizzera.

Il metro di giudizio per questa intesa non è dunque l'annuncio di 30 film. Sarà decisivo se i numeri concordati verranno rispettati, se le opere indipendenti saranno davvero proiettate, se i negoziati separati saranno imposti e se i conflitti redazionali saranno risolti in modo comprensibile. Solo da questo si vedrà quanta concorrenza l'accordo transattivo preserva dopo la fusione.

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