Ultime notizie
Neutrale Wahlurne vor einer Berliner Wohnstrasse mit Mietshäusern und Balkonen.
JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild
Politica internazionale15:00 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

La promessa abitativa di Elif Eralp: dove Berlino può agire

La Linke è in testa alle elezioni di Berlino. La sua candidata di punta vuole cambiare la politica degli affitti, ma coalizione e diritto federale pongono limiti.

Elif Eralp è, dopo le elezioni di Berlino, il volto di una vittoria elettorale – ma non ancora la sindaca governatrice. Secondo il risultato provvisorio dell'ufficio elettorale del Land, la Linke ha ottenuto il 25,7 per cento dei secondi voti, precedendo la CDU ferma al 18,8 per cento. Per entrare nel Rotes Rathaus la sua candidata di punta ha ora bisogno di partner e di un'elezione nel parlamento del Land. La vera prova del fuoco è la sua promessa centrale: alloggi a prezzi accessibili.

Una vittoria, ma nessun mandato di governo automatico

Eralp è giurista, dal 2021 deputata e vicepresidente del gruppo parlamentare. Secondo la sua stessa biografia, i suoi genitori fuggirono dalla Turchia negli anni Ottanta in quanto socialisti e sindacalisti. Ella coniuga la lotta contro lo spostamento forzato degli abitanti con la partecipazione dei migranti e promuove una «Solidarity City». Il suo percorso personale spiega le priorità politiche; da esso non si può però dedurre né una determinata politica di governo né una futura maggioranza.

L'ufficio elettorale ha comunicato nella prima mattinata di lunedì un risultato provvisorio dei secondi voti: Linke 25,7 per cento, CDU 18,8, AfD 16,3, Verdi 14,3 e SPD 12,1 per cento. I numeri sono percentuali di voti, non automaticamente una coalizione già pronta. Linke, Verdi e SPD arriverebbero insieme, aritmeticamente, al 52,1 per cento dei secondi voti. Come si formi una maggioranza sostenibile in parlamento e su cosa si accordino i partiti è una questione diversa. Secondo la costituzione di Berlino è il parlamento del Land a eleggere il vertice del governo. Chi è in testa alle elezioni non riceve la carica direttamente da elettrici ed elettori.

Il tetto agli affitti ha un limite giuridico

Eralp mette al centro affitti e abitazioni. Chiede più edilizia pubblica, la socializzazione di grandi patrimoni immobiliari e un tetto agli affitti valido in tutta la Germania. Non va però persa di vista una differenza importante: un Senato a Berlino può influire tramite le società immobiliari di proprietà del Land, l'amministrazione, il sostegno e l'esecuzione. I limiti generali agli affitti per gli alloggi a finanziamento libero non può semplicemente ridecidere da solo.

La Corte costituzionale federale dichiarò nullo nel 2021 il tetto agli affitti di Berlino. La motivazione: il Bund ha disciplinato in modo esaustivo il diritto dei prezzi degli affitti per questo ambito e al Land manca la competenza legislativa. La sentenza non affermava che ogni forma di tutela degli inquilini sia vietata. Pose un limite di competenza allo specifico strumento di diritto del Land. La richiesta di Eralp di un tetto valido in tutta la Germania tiene conto di questo limite, ma dovrebbe essere imposta nella politica federale. Berlino da sola non può darne garanzia.

Wohnungsschlüssel und unbeschrifteter Mietvertrag vor einem unscharfen parlamentarischen Sitzungssaal.
Mietenpolitik ist ein Schwerpunkt von Elif Eralp; über konkrete Schritte entscheidet erst eine mögliche Regierung. KI-generiertes Symbolbild. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

Gli alloggi restano scarsi anche in caso di cambio di politica

Il rapporto sul mercato immobiliare di Berlino 2025 documenta la situazione di offerta, domanda e affitti. È un metro con cui misurare le promesse future; da un risultato elettorale non deriva ancora nessun alloggio in più. Inquilini e inquiline possono trarre vantaggio da una migliore esecuzione delle regole esistenti o da decisioni sui patrimoni di proprietà del Land. Tali passi però non risolvono automaticamente la penuria di alloggi disponibili. Nuove costruzioni, risanamento e finanziamento competono per risorse e tempo.

I conflitti di interesse sono reali. Regole più severe sugli affitti possono alleggerire i bilanci delle famiglie, mentre proprietari e industria edile mettono in guardia da minori incentivi agli investimenti. Queste obiezioni non dimostrano che le misure di tutela siano inefficaci. Al contrario, un prezzo dell'affitto regolato più basso non prova ancora che più persone trovino un alloggio. L'effetto va valutato per strumento e segmento di mercato. Anche una socializzazione di grandi patrimoni sarebbe un processo giuridico e finanziario, non una decisione attuata il mattino dopo le elezioni.

Il paragone con il sindaco di New York Zohran Mamdani descrive lo stile di campagna elettorale di Eralp e la sua attenzione ai costi della vita, ma non sostituisce un'analisi del diritto berlinese o dei negoziati di coalizione. La sua vittoria elettorale apre una possibilità di rinegoziare la politica abitativa. Se ne nascerà un'iniziativa federale, un programma amministrativo berlinese o un accordo di coalizione limitato, si deciderà solo dopo le elezioni. Per inquilini e inquiline conta alla fine meno l'etichetta di una candidatura che lo sgravio concreto e giuridicamente sostenibile.

Fonti originali

Condividi l'articolo

Segnala un errore nell'articolo

Grazie per la segnalazione. Descriva l'errore nel modo più preciso possibile.

PNG, JPG o WebP, max 5 MB

Commenti

Acceda per partecipare alla discussione.

Nessun commento per ora. Sia il primo a scriverne uno.