
Migros valuta il riassetto delle dieci cooperative: chi decide
Una possibile centralizzazione cambierebbe proprietà, controllo e vicinanza regionale. Non esiste ancora alcuna decisione, ma si pongono questioni centrali di governance.
La Migros valuta un riassetto della sua struttura storica
La Migros potrebbe trovarsi davanti a una delle più grandi trasformazioni organizzative della sua storia. Secondo informazioni della «NZZ am Sonntag» vengono esaminati modelli che cambierebbero radicalmente le attuali dieci cooperative regionali. Sul tavolo ci sarebbero tra l'altro una riduzione a tre cooperative o persino la fusione in un'unica cooperativa.
Una decisione del genere non è finora stata presa. La Migros non ha pubblicato alcuna struttura obiettivo vincolante. Proprio questa distinzione è importante: una variante esaminata internamente non è ancora un riassetto approvato del gruppo.
La vera questione va inoltre ben oltre un nuovo organigramma. Le dieci cooperative regionali non sono semplici regioni di vendita di una società centrale. Sono cooperative giuridicamente autonome e formano, insieme alla Federazione delle cooperative Migros (MGB), alle sue aziende e fondazioni, la comunità Migros.
La Migros non appartiene semplicemente a una centrale di gruppo
La struttura attuale distribuisce il potere su più livelli. Le dieci cooperative regionali gestiscono organi propri e dispongono di propri membri. Al tempo stesso sono titolari della Federazione delle cooperative Migros.
Anche il capitale cooperativo della MGB è in mano alle regioni. Le quote sono però distribuite in modo molto disomogeneo: secondo il rapporto annuale 2025, Migros Zurigo detiene circa il 32,3 per cento, Migros Aare il 19,8 per cento e Migros Ostschweiz l'11,4 per cento. I diritti di voto non si orientano tuttavia semplicemente a queste quote di capitale.
Per questo la Migros si distingue profondamente da un classico gruppo quotato in borsa con una struttura azionaria centralizzata. Un riassetto non dovrebbe quindi riordinare soltanto le competenze operative. A seconda del modello sarebbero interessate anche le strutture di proprietà, gli statuti, i diritti dei membri e i patrimoni regionali.
Chi decide oggi nella Federazione delle cooperative Migros?
Un importante centro di potere è l'Assemblea dei delegati della MGB. Secondo gli statuti è composta da 111 membri. Cento delegati sono inviati dalle dieci cooperative regionali. A questi si aggiungono un rappresentante per ciascuna delle dieci amministrazioni regionali e la presidente indipendente.
I seggi dei cento delegati eletti sono ripartiti in base al numero di membri. Migros Aare dispone attualmente di 17 seggi, Migros Ostschweiz di 14 e Migros Zurigo di 12. Anche le cooperative più piccole hanno rappresentanze garantite.
Le competenze di questo organo sono considerevoli. L'Assemblea dei delegati può tra l'altro modificare gli statuti della MGB, eleggere o revocare i membri dell'amministrazione, decidere sulla politica aziendale di fondo e persino deliberare lo scioglimento della Federazione delle cooperative Migros.
Questo non significa però automaticamente che l'Assemblea dei delegati potrebbe da sola fondere dieci cooperative regionali autonome in una nuova organizzazione.

La questione decisiva: i membri devono votare?
Proprio qui sta il punto più interessante del dibattito sulla riforma.
Le dieci cooperative regionali dispongono di statuti, amministrazioni, consigli cooperativi e diritti dei membri propri. Quali organi dovrebbero approvare una fusione dipende quindi da come una concreta riforma sarebbe strutturata dal punto di vista giuridico.
Una modifica all'interno della MGB è cosa diversa dalla fusione o dallo scioglimento di cooperative regionali giuridicamente autonome. A seconda della costruzione potrebbero quindi rendersi necessarie delibere su più livelli.
Senza una proposta ufficiale non si può attualmente affermare seriamente che dovrebbero necessariamente votare tutti i circa 2,3 milioni di soci e socie. Altrettanto poco si può già dire che la centrale potrebbe decidere da sola un simile riassetto.
Proprio questa questione potrebbe diventare decisiva sul piano politico e cooperativo: se la Migros cambia radicalmente la sua struttura proprietaria, quale voce diretta avranno le persone che sostengono l'azienda come soci?
La centralizzazione è già iniziata
Un possibile riassetto non arriverebbe dal nulla. Negli ultimi anni la Migros ha già concentrato maggiormente alcuni compiti.
Dal 2024 la Migros Supermarkt AG assume compiti centrali nel settore dei supermercati. Anche la direzione della Federazione delle cooperative Migros è stata modificata. L'amministrazione della MGB è stata ridotta da 23 a 13 membri a partire da luglio 2024.
Particolarmente notevole è la rappresentanza regionale: nell'attuale amministrazione di 13 membri siedono cinque rappresentanti delle dieci cooperative regionali. A questi si aggiungono due rappresentanze dei dipendenti e sei membri esterni indipendenti, compresa la presidente.
L'amministrazione possiede competenze di vasta portata. Definisce la strategia e gli obiettivi commerciali e ideali della Migros, crea strutture di direzione e organizzazione e vigila sulla Direzione generale. La gestione operativa spetta alla Direzione generale.
Una riforma delle cooperative regionali si riallaccerebbe quindi a uno sviluppo in cui già oggi più compiti e decisioni strategiche vengono coordinati a livello di gruppo.
Cosa potrebbero cambiare tre cooperative o una sola
Quali effetti concreti una riforma avrebbe su filiali, assortimenti, posti di lavoro o prezzi non è attualmente determinabile. Manca una proposta ufficiale.
In linea di principio, meno unità organizzative potrebbero ridurre le duplicazioni e semplificare le decisioni comuni. Dall'altro lato andrebbe chiarito quali competenze regionali resterebbero e come verrebbero rappresentati in futuro gli interessi locali.
Anche la questione patrimoniale potrebbe diventare rilevante. Le cooperative attuali differiscono notevolmente per dimensioni, numero di membri, fatturato, patrimonio immobiliare e situazione economica di partenza. Una fusione non sarebbe quindi semplicemente la fusione di dieci nomi su un organigramma.
Dovrebbe rispondere a dove si troveranno in futuro patrimoni e diritti di decisione e come verranno considerati gli interessi di regioni di dimensioni diverse.
I membri Migros diventano il banco di prova decisivo
La Migros descrive tradizionalmente i suoi soci e socie come comproprietari. In una riforma strutturale di fondo questo termine assume un significato concreto.
Decisivo non sarebbe soltanto se i membri potranno continuare a votare. Rilevante è anche su cosa potranno votare. Gli organi regionali verranno accorpati? Resteranno consigli cooperativi propri? Come verranno eletti in futuro i delegati? E quale livello controllerà la direzione centrale?
Una cooperativa unitaria resterebbe giuridicamente una cooperativa. Non dovrebbe quindi significare automaticamente la fine del modello cooperativo. Potrebbe però cambiare il livello al quale membri e regioni esercitano la loro influenza sulle decisioni strategiche.
La domanda più importante è ancora senza risposta
Finora non esiste alcuna proposta ufficiale sulla quale si potrebbe decidere. Sarebbe quindi prematuro parlare già dell'abolizione delle dieci cooperative regionali come di una cosa decisa.
L'ordine di grandezza discusso è comunque considerevole. Una riduzione da dieci cooperative autonome a tre o persino a un'unica organizzazione sarebbe più di una riorganizzazione operativa. Potrebbe cambiare strutture di proprietà, diritti di partecipazione e la distribuzione del potere regionale all'interno della Migros.
Solo quando la Migros presenterà il suo modello concreto si potrà quindi rispondere in modo definitivo a chi ha davvero l'ultima parola: gli organi centrali della MGB, gli organi delle cooperative regionali o i soci e le socie stessi.
Fonti
- Federazione delle cooperative Migros: rapporto annuale 2025 – organizzazione e struttura
- Federazione delle cooperative Migros: rapporto annuale 2025 – Assemblea dei delegati
- Federazione delle cooperative Migros: rapporto annuale 2025 – amministrazione
- Federazione delle cooperative Migros: statuti e regolamenti
- «NZZ am Sonntag»: articolo sulla possibile riforma delle cooperative regionali, settembre 2026


