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KI-generiertes Symbolbild eines neutralen Gesprächstischs mit abstrahierten Schweizer und vietnamesischen Farbakzenten; es zeigt kein reales Treffen.
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Economia08:30 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Parmelin a Hanoi: la firma EFTA è solo l'inizio

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha concordato a Hanoi nuovi passi su innovazione e lavoro. L'accordo di libero scambio dell'EFTA sarà firmato solo il 18 ottobre e non entrerà subito in vigore.

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha condotto venerdì 17 ottobre a Hanoi colloqui con il presidente del Vietnam Tô Lâm e il primo ministro Lê Minh Hưng. Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), i due Paesi hanno concordato tra l'altro due progetti di cooperazione allo sviluppo economico nonché dichiarazioni d'intenti su questioni del lavoro e dell'occupazione e sull'innovazione. Al centro della visita c'è inoltre un accordo di libero scambio dell'EFTA con il Vietnam.

Proprio su questo accordo il tempo verbale è decisivo. La firma era annunciata per domenica 18 ottobre. Il 17 ottobre non era dunque né firmato né in vigore. Chi già descrive come realtà concrete agevolazioni doganali o nuovi accessi al mercato anticipa la procedura. La firma è un passo politico importante, ma non sostituisce le successive autorizzazioni nazionali.

Perché il Vietnam conta economicamente per la Svizzera

Il Vietnam è dal 2008 un Paese prioritario della cooperazione economica svizzera. Secondo il DFAE, nel 2023 il commercio bilaterale valeva circa 2,19 miliardi di franchi; più di cento aziende svizzere sono attive nel Paese. Questi numeri spiegano l'interesse per condizioni quadro più affidabili. Non significano però che ogni azienda svizzera trarrebbe immediatamente vantaggio dall'accordo previsto. L'effetto dipende dal settore, dalle regole di origine, dalle catene di fornitura e dalla successiva applicazione.

L'EFTA comprende, oltre alla Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Secondo le proprie indicazioni, ha concluso i negoziati con il Vietnam il 2 luglio 2026. Conclusione dei negoziati e firma mostrano che le parti si sono accordate su un testo. Ciò che varrà in seguito dipende da come l'accordo sarà ratificato e attuato. Per le aziende svizzere questa distinzione è pratica: la pianificazione può iniziare, ma diritti giuridici derivanti dall'accordo nascono solo con la sua entrata in vigore.

Innovazione e lavoro accanto al commercio

Il comunicato da Hanoi non si limita ai dazi. I progetti di sviluppo concordati e le dichiarazioni d'intenti su lavoro e innovazione toccano temi che plasmano a lungo termine le relazioni commerciali: qualificazione, standard, cooperazione tecnologica e qualità dei posti di lavoro. Una dichiarazione d'intenti non è però una legge né una misura finanziata automaticamente. Fissa in quali ambiti i partner intendono collaborare.

Proprio per la Svizzera, la cui economia di esportazione è fortemente segnata da prodotti e servizi specializzati, questo approccio più ampio può essere rilevante. L'innovazione non si può ordinare con un trattato di libero scambio. Esso può però creare un quadro in cui aziende, università e autorità collaborano in modo più affidabile. Se ne nascano progetti concreti dipende da accordi successivi e dalle risorse disponibili.

La ratifica resta un passo a sé

Gli accordi commerciali internazionali non entrano in vigore con una conferenza stampa. In Svizzera segue di regola la procedura parlamentare di approvazione; a seconda della configurazione possono diventare rilevanti ulteriori passi giuridici. Anche il Vietnam e gli altri Stati dell'EFTA devono concludere le procedure necessarie. Solo dopo si potrà dire da quando si applicano singole disposizioni e quali periodi transitori sono previsti.

Non è una formalità. Le imprese hanno bisogno di chiarezza su quando possono utilizzare prove di origine, quali prodotti sono coperti e come le regole incidono sui contratti esistenti. Anche per le lavoratrici e i lavoratori e per le consumatrici e i consumatori è decisivo se e quando gli effetti economici si manifesteranno davvero. Un accordo può aprire opportunità, ma non garantisce né crescita delle esportazioni né prezzi più bassi.

Cosa cambia davvero la visita

La visita a Hanoi è un ampliamento visibile delle relazioni bilaterali: riunisce negoziati commerciali, cooperazione allo sviluppo e contatti sull'innovazione. L'affermazione più solida non è però che il commercio sia ora regolato in modo nuovo. È vero invece che l'EFTA e il Vietnam sono davanti alla firma di un accordo negoziato, mentre Svizzera e Vietnam sviluppano ulteriormente ambiti di cooperazione concreti.

Per l'economia svizzera il beneficio sta innanzitutto nella pianificabilità e nel dialogo. Il prossimo punto di verifica è il 18 ottobre. In seguito sarà decisivo con che rapidità e con quali dettagli procederanno la ratifica e l'attuazione. Solo allora un avvio diplomatico diventerà un quadro economico vincolante.

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