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Politica15:45 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 3 min0 commenti

Parmelin lascia a fine 2026: cosa cambia per il Consiglio federale

Il presidente della Confederazione conclude il suo mandato dopo undici anni. Il Parlamento eleggerà il successore nella sessione invernale; fino a fine anno Parmelin guiderà ancora il DEFR.

Neutrale Wahlurne und leerer Sitzungstisch in einem parlamentarischen Raum.
Eine Bundesratswahl folgt einem klar geregelten parlamentarischen Verfahren. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin si dimette dal Consiglio federale con effetto dal 31 dicembre 2026. Il politico vodese dell'UDC ha reso pubblica la decisione venerdì. All'inizio del 2027 si conclude così un mandato di undici anni. Per la Svizzera comincia ora non solo la ricerca di un successore, ma anche una fase in cui i dossier in corso del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca dovranno essere riordinati.

Le dimissioni di Guy Parmelin non sono più una speculazione, ma una decisione confermata ufficialmente. La Confederazione comunica che l'Assemblea federale plenaria eleggerà il successore o la successoressa nella prossima sessione invernale. Fino a fine anno Parmelin resta a capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).

Un mandato attraverso due dipartimenti

Parmelin è stato eletto il 9 dicembre 2015 dall'Assemblea federale plenaria e ha assunto la carica nel gennaio 2016. Inizialmente ha guidato il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport. Dal gennaio 2019 è a capo del DEFR. Nel 2026 è inoltre presidente della Confederazione, una carica che nel sistema di governo svizzero ha compiti prevalentemente rappresentativi e di coordinamento.

Il suo percorso politico verso il governo nazionale è passato dal Gran Consiglio vodese al Consiglio nazionale, fino al Consiglio federale. Agricoltore e viticoltore di formazione, Parmelin è rimasto una voce determinante soprattutto nella politica agricola ed economica. Il DEFR riunisce però molto di più: oltre alle condizioni quadro di politica economica, si occupa anche di formazione professionale, scuole universitarie e ricerca nonché dell'approvvigionamento economico del Paese.

L'elezione suppletiva è una decisione parlamentare

A differenza di un'elezione popolare, in caso di vacanza in Consiglio federale decide l'Assemblea federale plenaria. Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati si riuniscono congiuntamente ed eleggono a scrutinio segreto. La sessione invernale ora annunciata fornisce il quadro temporale politico; sulle candidature il Parlamento decide solo al momento del voto.

L'UDC, in quanto partito del seggio che si libera, sarà centrale nella ricerca di candidate o candidati adeguati. Non ha però alcun diritto giuridico a un nome specifico. È eletto chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi in Parlamento. La Cancelleria federale e il Parlamento comunicheranno lo svolgimento concreto dell'elezione suppletiva.

Cosa resta sul tavolo fino a fine anno

Le dimissioni non modificano immediatamente le competenze. Parmelin guida il DEFR fino alla fine dell'anno. Gli affari in corso in materia di economia, formazione, ricerca, agricoltura e approvvigionamento restano quindi inizialmente di sua responsabilità. La questione della successione non è perciò interessante solo sul piano personale: tocca un dipartimento molto ampio e con un'alta densità di dossier.

Una nuova consigliera o un nuovo consigliere federale non assume automaticamente ogni dettaglio senza variazioni. Dopo un'elezione suppletiva è il collegio a decidere la ripartizione dei dipartimenti. Resta aperto se il DEFR rimanga alla nuova persona o se all'interno del Consiglio federale si arrivi a una rocade. Dall'annuncio delle dimissioni non si può trarre alcuna conclusione in merito.

Cautela nella ricerca di «eredi»

Gli annunci di dimissioni fanno scattare rapidamente liste di possibili candidature. Tali nomi sono però per ora speculazione politica, finché i partiti non decidono candidature e il Parlamento non ha eletto. Per valutare un cambio in Consiglio federale occorre quindi distinguere tre livelli: le dimissioni confermate, la ricerca di candidati all'interno dei partiti e la successiva elezione aperta nell'Assemblea federale plenaria.

Le dimissioni di Guy Parmelin chiariscono il momento del suo addio. Non chiariscono però la conseguenza politica: chi vincerà il seggio, quale dipartimento guiderà questa persona e quali priorità si porrà. Fino alla sessione invernale Parmelin resta presidente della Confederazione e capo del DEFR. Solo l'elezione deciderà quanto il suo avvicendamento influirà davvero sulla politica economica svizzera e sul Consiglio federale.

Fonti

Consiglio federale: annuncio delle dimissioni di Guy Parmelin, 2 ottobre 2026

Annuncio ufficiale delle dimissioni

Consiglio federale: biografia di Guy Parmelin

Biografia ufficiale

SRF: «Il consigliere federale Guy Parmelin si dimette per fine 2026»

Rapporto SRF sulla conferenza stampa

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