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Roter Lieferlastwagen auf einer Strasse bei Mailand, Archivaufnahme vom September 2022.
Lastwagen bei Mailand, September 2022. Archivbild, keine Aufnahme der aktuellen Proteste. Foto: Saggittarius A / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, unverändert.
Mobilità13:00 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 5 min0 commenti

Proteste dei camion in Italia: strade aperte, ma forniture a rischio

Le proteste contro il caro gasolio si concentrano nel Sud. Dopo i nuovi aiuti statali i blocchi vengono rimossi: per viaggi e consegne conta ora il singolo tratto di strada.

Le proteste dei camion contro il caro carburante in Italia entrano il 23 ottobre 2026 in una nuova fase. Mentre dal Sud continuano ad arrivare segnalazioni di problemi di approvvigionamento, singoli blocchi si sciolgono. A Napoli è stato sgomberato il presidio davanti ai depositi di carburante nella parte orientale della città. Secondo l'emittente regionale RAI, dalle prime ore del mattino veicoli della polizia hanno scortato le autocisterne, così che benzina e gasolio possano di nuovo raggiungere i distributori.

Questo non significa né che la mobilitazione sia terminata né che il traffico merci sia tornato ovunque normale. Per i viaggiatori e le imprese svizzere è proprio questa distinzione a essere decisiva: un accesso riaperto non dice ancora se un distributore sia già stato rifornito o se una spedizione attesa possa essere ritirata in tempo.

Gli epicentri sono molto a sud delle Alpi

I disagi documentati dall'Automobile Club d'Italia (ACI) riguardano soprattutto la Puglia, la Calabria e la Basilicata. Vengono citate tra l'altro l'A14 presso Poggio Imperiale e Cerignola, l'A16 presso Candela e l'A2 presso Sant'Onofrio e Falerna. A questi si aggiungono presidi su strade statali e nodi logistici. In parte i camion erano fermi sul bordo della carreggiata; altrove gli accessi sono stati temporaneamente bloccati.

Questa panoramica descrive l'andamento delle proteste, non un elenco di chiusure valido in modo continuativo. La stessa ACI precisa che un presidio segnalato in precedenza non significa che la strada sia ancora chiusa. Nemmeno dai rapporti esaminati sull'Italia meridionale si può dedurre una chiusura del Gottardo o di altri valichi alpini svizzeri dovuta alle proteste. Un passaggio alpino libero e un accesso libero al destinatario italiano sono due presupposti diversi.

Roma aiuta sul gasolio e sulla liquidità

Il Consiglio dei ministri italiano ha deciso il 22 ottobre ulteriori sostegni. Il ministero dei Trasporti indica 45,2 milioni di euro per crediti d'imposta sugli acquisti di gasolio da marzo ad agosto 2026. Altri 60 milioni riguardano spese dal 1° settembre al 5 ottobre. In totale sono 105,2 milioni di euro di fondi aggiuntivi; gli importi già previsti in precedenza vanno tenuti distinti.

Inoltre, determinate rate di leasing per veicoli in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027 potranno essere sospese fino al 31 marzo 2027. Il governo guarda in particolare alle piccole imprese di trasporto, per le quali l'aumento dei costi operativi rende difficile il finanziamento. Un credito d'imposta non è però né un prezzo alla pompa generalmente più basso né la prova che tutte le imprese abbiano già ricevuto il denaro.

Segnaletica e corsie della tangenziale est di Milano A51, fotografate nel 2019.
Tangenziale di Milano A51, marzo 2019. Immagine d'archivio, non rappresenta un blocco attuale. Foto: Parfield / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, senza modifiche.

Per le catene di fornitura svizzere conta anche l'ultimo accesso

L'importanza del collegamento è considerevole: secondo l'Ufficio federale dei trasporti, nel 2025 circa 960'000 camion hanno attraversato le Alpi svizzere. La quota della ferrovia nel trasporto merci transalpino era del 68,6 per cento. Questi dati annuali non misurano però né le spedizioni attualmente bloccate né un danno causato dalle proteste in Svizzera. Una stima complessiva affidabile in tal senso non figura nelle fonti esaminate.

Per un committente svizzero è quindi più significativa la singola catena di fornitura di un avviso generico sull'Italia. È utile porre domande separate al trasportatore e al fornitore: la merce è pronta per il ritiro? Il deposito è raggiungibile? Il destinatario può scaricare? Quanto margine di tempo c'è per la merce deperibile? Scegliere un'altra rotta alpina non eliminerebbe un accesso bloccato verso lo stesso deposito meridionale.

Allo stesso modo, le aziende dovrebbero documentare causa e conseguenza di un ritardo. La data di un appello alla protesta non dimostra che sia stata bloccata proprio la propria spedizione. Viceversa, una consegna può arrivare in ritardo anche dopo lo sgombero, perché prima si sono accumulati merci e veicoli. Chi concorda una nuova data di consegna ha quindi bisogno di una conferma per quella specifica corsa. Per chi è in viaggio per vacanza, un'informazione preventiva della struttura ricettiva o del noleggiatore sull'approvvigionamento locale è più utile che dare per scontato che tutti i distributori di una regione abbiano le stesse difficoltà.

Informazioni sul traffico invece di date finali fisse

Chi si mette in viaggio verso l'Italia dovrebbe controllare, prima della partenza e durante una sosta sicura, le comunicazioni del gestore stradale competente. Autostrade per l'Italia pubblica informazioni aggiornate sul traffico e sulle chiusure programmate. Per la rete Anas il gestore rimanda al servizio VAI. In ogni comunicazione contano direzione di marcia, svincolo, orario e causa; cantieri o incidenti non vanno equiparati alle proteste.

Dalle fonti esaminate non emerge una data finale affidabile a livello nazionale per le azioni. I nuovi aiuti e gli sgomberi sono uno sviluppo, non una garanzia di un viaggio senza intoppi. Per la Svizzera la conseguenza pratica è questa: non evitare precipitosamente tutta l'Italia, ma non confondere una strada aperta con un approvvigionamento tornato funzionante.

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