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Symbolbild mit Gerichtsakten, Richterhammer und anatomischem Wirbelsäulenmodell zur Anerkennung von Osteopathie-Diplomen.
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Salute18:00 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

Il Tribunale federale obbliga la CRS all'esame caso per caso

Due nuove sentenze fermano i rifiuti generalizzati. Non garantiscono il riconoscimento, ma obbligano la Croce Rossa a un confronto sostanziale e all'esame di misure compensative.

La Croce Rossa Svizzera (CRS) deve riesaminare due domande di riconoscimento di diplomi esteri di osteopatia. Il Tribunale federale ha accolto i ricorsi di due osteopati attivi da anni in Svizzera e ha rinviato i casi alla CRS. Le sentenze emanate il 6 agosto 2026 pongono un limite chiaro alla prassi seguita finora: un titolo di studio non può essere escluso dall'esame sostanziale soltanto perché non rientra nello schema della direttiva europea sul riconoscimento.

Le decisioni non sono comunque un lasciapassare. Il Tribunale federale non ha constatato né l'equivalenza completa né quella parziale dei diplomi. Esige piuttosto che la CRS recuperi proprio quell'esame finora omesso: quali conoscenze e capacità trasmettono le formazioni estere, come si rapportano allo standard svizzero del master e quali lacune potrebbero essere colmate con misure compensative sostenibili?

Due percorsi formativi, la stessa lacuna giuridica

Nella procedura 2C_580/2025 si trattava di un doppio cittadino svizzero-belga. Aveva conseguito un «Diploma of Osteopathy D.O.» presso l'International Academy of Osteopathy (IAO) di Gand e, dopo un corso di conversione, un Bachelor of Science della University of Westminster. In Belgio ha lavorato dal 1997, in Svizzera dal 2002. Nel 2024 la CRS non è entrata nel merito della sua domanda di riconoscimento; il Tribunale amministrativo federale ha poi qualificato quel passo come una reiezione.

Il secondo ricorrente, oggetto della sentenza 2C_557/2025, era un fisioterapista diplomato e aveva anch'egli conseguito un diploma IAO e in seguito un master britannico. Anche nel suo caso né il titolo di studio belga né quello britannico erano stati esaminati completamente sotto il profilo dell'equivalenza.

Entrambi i casi mostrano lo stesso problema strutturale. In Svizzera l'osteopatia è una professione sanitaria regolamentata. Chi vuole lavorare in modo autonomo necessita in linea di principio di un Master of Science in Osteopatia SUP oppure di un titolo estero riconosciuto. In Belgio, a differenza della Svizzera, la professione non è regolamentata. Il Regno Unito, dal canto suo, dopo la Brexit è considerato in linea di principio uno Stato terzo, fermo restando che per le domande presentate in tempo vale il diritto transitorio.

Eine Fachperson vergleicht symbolisch zwei ausländische Ausbildungsnachweise anhand einer Prüfliste.
Nicht die Bezeichnung allein, sondern Ausbildungsniveau, Inhalte, Dauer und Praxis müssen verglichen werden. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

Il tribunale esige un esame invece di un automatismo

Il Tribunale federale distingue con precisione tra riconoscimento diretto ed esame sussidiario dell'equivalenza. Se non si applica la direttiva UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali, la procedura non si chiude automaticamente. In presenza di un titolo UE le autorità devono confrontare oggettivamente, sulla base dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e del principio di proporzionalità, se il diploma attesta conoscenze e capacità identiche o almeno equivalenti.

Nel caso del titolo britannico va inoltre verificato se un riconoscimento come titolo di Stato terzo sia possibile in base alla legge sulle professioni sanitarie. Da notare è la questione giuridica aperta che il Tribunale federale affida alla CRS: essa deve esaminare se singoli ostacoli all'entrata nel merito previsti dall'ordinanza sul riconoscimento delle professioni sanitarie siano effettivamente coperti dalla legge. Ciò riguarda in particolare i requisiti secondo cui un titolo deve fondarsi su disposizioni statali e conferire nel Paese d'origine il diritto immediato all'esercizio della professione.

Se il confronto rileva solo una corrispondenza parziale, la CRS non può ignorare le competenze mancanti. Può e deve esaminare quali misure compensative siano giustificate. Sono ipotizzabili moduli supplementari, esami o altre prove verificabili. Le misure devono però riferirsi a lacune concrete ed essere proporzionate.

La protezione dei pazienti resta il criterio di riferimento

Le sentenze non risolvono il conflitto di obiettivi a favore di una parte. La legge sulle professioni sanitarie esige standard formativi elevati e uniformi in tutta la Svizzera. Le osteopate e gli osteopati devono riconoscere i limiti del proprio trattamento, indirizzare in modo adeguato le pazienti e i pazienti ad altri specialisti e attestare conoscenze scientifiche e clinico-pratiche. Un controllo accurato dei titoli esteri serve quindi alla protezione dei pazienti.

Allo stesso tempo la garanzia della qualità non deve trasformarsi in un vicolo cieco formale. Chi ha seguito un percorso formativo strutturato diversamente ma comparabile nei contenuti ha diritto a un esame individuale comprensibile. La stessa CRS indica per le domande di riconoscimento una prima decisione entro quattro mesi al massimo, se la documentazione è completa. In presenza di misure compensative la procedura dura più a lungo.

Per i due ricorrenti non inizia ora un'ammissione automatica, bensì un esame materiale tardivo. Per le domande future il messaggio è più ampio: non è decisivo soltanto l'etichetta di un diploma o la regolamentazione nel Paese d'origine. Decisivo è ciò che la formazione ha effettivamente trasmesso – e se le differenze rimanenti possono essere colmate in modo mirato.

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