
Processo Huawei: «impresa criminale» è anzitutto un'accusa
La giustizia americana contesta al gruppo cinese criminalità organizzata, frode e violazioni delle sanzioni. Huawei nega tutto: ora contano le prove, non la geopolitica.
A New York è iniziato un processo penale che va ben oltre Huawei. I procuratori statunitensi contestano al gruppo tecnologico cinese, tra l'altro, attività criminale organizzata, frode, furto di segreti commerciali e violazioni di sanzioni. La formula «impresa criminale» suona come una sentenza. Giuridicamente è anzitutto parte dell'accusa: Huawei contesta i capi d'imputazione e la presunzione di colpevolezza non trova applicazione.
Cosa sostiene la giustizia statunitense
L'atto d'accusa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ampliato nel 2020, descrive un modello perseguito per anni. Huawei e diverse società controllate avrebbero acquisito illegalmente tecnologia e informazioni riservate di aziende americane, ingannato partner commerciali e occultato affari in Stati sottoposti a sanzioni. Le autorità si fondano sulla legge americana RICO, creata in origine per perseguire strutture criminali organizzate.
Un'imputazione RICO consente alla procura di presentare diversi presunti atti come un sistema coerente. Il termine «enterprise» designa un nesso giuridico; non significa che un'azienda sia già stata condannata in via definitiva come criminale. L'accusa deve dimostrare in tribunale ogni elemento richiesto.
La difesa di Huawei
Huawei non si è dichiarata colpevole. Il gruppo respinge la ricostruzione e definisce il caso un tentativo di matrice politica volto a frenare un concorrente cinese di successo. La difesa dovrebbe attaccare singoli capi d'imputazione, le competenze e il legame tra diverse unità del gruppo.
Il processo è iniziato dopo anni di procedure preliminari e tensioni geopolitiche. Procedimenti precedenti hanno riguardato anche la direttrice finanziaria Meng Wanzhou; il suo caso personale si è chiuso con un accordo. Da ciò non deriva né un'assoluzione né una condanna del gruppo nel complesso ora in giudizio.

Più di un normale processo economico
Huawei è un fornitore centrale di apparecchiature per le telecomunicazioni, tecnologia di rete e smartphone. Per questo il processo intreccia diritto penale e politica tecnologica. Da anni gli USA limitano l'accesso dell'azienda a chip avanzati e tecnologia americana. Diversi Stati hanno escluso o limitato componenti Huawei dalle reti 5G critiche per la sicurezza.
Queste misure politiche e il procedimento penale si basano su fondamenti giuridici diversi. I controlli sulle esportazioni possono essere imposti per ragioni di sicurezza senza che sia provata una colpa penale. Viceversa, un tribunale deve valutare capi d'imputazione concreti secondo le regole del processo penale, non la rivalità strategica generale tra Washington e Pechino.
Prove, competenza e tempo saranno decisivi
Molte accuse risalgono a diversi anni fa e riguardano attività in più Paesi. Questo complica la dimostrazione. I documenti vanno inquadrati, i testimoni interrogati e le responsabilità attribuite all'interno di un gruppo globale. La procura deve mostrare quali persone hanno agito, quali conoscenze avevano e come i singoli fatti erano collegati tra loro.
La difesa può sostenere che una concorrenza legittima venga criminalizzata a posteriori o che i fatti cadano fuori dalla competenza degli USA. Un processo lungo è probabile. Tra l'accusa, una decisione interlocutoria e una sentenza definitiva possono passare altri anni.
Perché la Svizzera deve guardare
Le aziende di telecomunicazioni e le autorità svizzere acquistano tecnologia in catene di fornitura globali. Una sentenza statunitense potrebbe influenzare ulteriormente l'accesso di Huawei a componenti, finanziamenti e mercati. Ciò riguarda i prezzi, la scelta dei fornitori e la manutenzione delle infrastrutture esistenti. Allo stesso tempo, la politica di approvvigionamento non dovrebbe basarsi su slogan. Richiede requisiti di sicurezza verificabili, analisi delle catene di fornitura e regole valide per tutti i fornitori.
Il processo esaminerà dunque due aspetti: le accuse penali concrete contro Huawei e la capacità di un tribunale di trattare secondo le regole probatorie un conflitto tecnologico carico di geopolitica. Finché non ci sarà una sentenza, «impresa criminale» resta un'affermazione dell'accusa, non un fatto accertato.



