
Trump chiede una nuova guida ucraina – licenza USA per diesel russo
Una licenza generale statunitense consente determinate operazioni fino ad aprile 2027. Resta aperto se le forniture annunciate avverranno e quale effetto avranno sui prezzi.
La notizia da Washington ha due livelli che in molti titoli si sovrappongono: una licenza statunitense concreta nel diritto delle sanzioni e un attacco politico alla leadership ucraina. Dopo un colloquio con Vladimir Putin, Donald Trump ha prospettato forniture di diesel russo e in seguito ha dichiarato che l'Ucraina ha bisogno di una nuova guida in grado di concludere un accordo. Questo non prova l'esistenza di un contratto commerciale già eseguito, ma indica un'apertura giuridica a termine e un tono nettamente più duro verso Kiev.
Immagine d'archivio: Volodymyr Zelensky e Donald Trump durante un incontro a New York il 25 settembre 2019. L'immagine non è collegata agli avvenimenti attuali trattati qui. Foto: The Presidential Office of Ukraine / CC BY 4.0 / via Wikimedia Commons.
Un'autorizzazione in deroga con una scadenza precisa
Il 9 ottobre il Dipartimento del Tesoro statunitense ha rilasciato la General License 135. Essa autorizza determinate transazioni legate al diesel di origine russa, tra cui vendita, fornitura, scarico e importazione negli Stati Uniti. L'autorizzazione è valida a termine, fino al 7 aprile 2027. La formulazione conta: si tratta di una deroga alle sanzioni per operazioni commerciali definite, non di un contratto su quantità, prezzi o termini di consegna concreti. La licenza in sé non contiene alcuna promessa da parte della Russia né la prova che il carburante sia già stato consegnato.
La licenza non risponde neppure alla domanda se le quantità annunciate vengano effettivamente trasportate o arrivino sul mercato. Per questo servirebbero dati di consegna confermati, dati doganali o informazioni delle imprese coinvolte. La licenza OFAC non contiene tali riscontri; disciplina unicamente l'ammissibilità di determinate transazioni.
300'000 tonnellate: un annuncio, non una prova di consegna
Trump, dopo il colloquio con Putin, ha scritto che la Russia fornirà «immediatamente» più di 300'000 tonnellate di diesel per il mercato statunitense e mondiale; l'Associated Press ha documentato l'annuncio e il conseguente conflitto politico. Il Cremlino ha dichiarato da parte sua che la Russia è pronta a fornire petrolio e prodotti petroliferi ai mercati americani e ad altri mercati. Entrambe le affermazioni mostrano che la questione delle forniture è oggetto di un negoziato pubblico. Non provano però né una consegna già avvenuta né un effetto sui prezzi alla pompa. Anche le quantità citate nel dibattito sono per ora annunci pubblici, non un bilancio commerciale confermato in modo indipendente.
Una richiesta politica, non una procedura di rimozione
Il giorno successivo, secondo l'AP, Trump ha detto che l'Ucraina dovrebbe avere un nuovo presidente o una nuova guida capace di concludere un accordo. È una richiesta politica di ampia portata rivolta a uno Stato partner. Essa non crea però alcuna procedura, descritta nei documenti statunitensi citati, per rimuovere la leadership ucraina. Chi ne deduce una destituzione formale o un cambio di potere già deciso va oltre i fatti documentati. L'effetto politico immediato sta piuttosto nella pressione pubblica: Washington collega la prospettiva di un'apertura economica verso Mosca a una critica aspra al presidente di Kiev.
L'avvertimento di Kiev su nuovi introiti per la Russia
L'amministrazione presidenziale ucraina ha inserito la vicenda in un contesto più ampio. In un comunicato su un colloquio tra Volodymyr Zelensky e il presidente francese Emmanuel Macron si leggeva che un allentamento delle sanzioni sui prodotti petroliferi comporta il rischio di introiti supplementari con cui la Russia potrebbe proseguire la sua guerra. È una valutazione politica della parte ucraina, non la misurazione di fondi effettivamente transitati. Rende però visibile il nocciolo del conflitto: per Kiev non si tratta soltanto di diesel, ma della questione se nuove vie di sbocco aumentino i margini finanziari della Russia.
Che cosa significa questo passo per la Svizzera – e che cosa no
Per le imprese svizzere questo significa soprattutto una cosa: una General License americana non è un'autorizzazione svizzera. Secondo una FAQ della SECO, le misure sanzionatorie di Stati terzi non hanno di principio effetto diretto in Svizzera. Nella misura in cui un'operazione ricade nel diritto svizzero delle sanzioni, resta giuridicamente determinante l'ordinanza che istituisce misure in relazione alla situazione in Ucraina (SR 946.231.176.72). L'ordinanza comprende tra l'altro restrizioni per il petrolio greggio e i prodotti petroliferi. Se una singola operazione sarebbe ammissibile dipende per esempio dall'origine, dalla rotta, dalle persone coinvolte e dalle disposizioni applicabili al singolo caso. La vicenda in questione non risponde a questa domanda specifica. Dalla deroga americana non si può quindi dedurre né un diritto svizzero all'importazione né una previsione sui prezzi.
La vicenda mostra soprattutto quanto rapidamente possano mescolarsi tre cose diverse: una deroga giuridica a termine, un annuncio presidenziale di forniture e la richiesta di un cambio politico a Kiev. Quel che regge è che Washington apre la strada a determinate operazioni su diesel proveniente dalla Russia fino ad aprile 2027 e che Trump mette pubblicamente in discussione la leadership di Zelensky. Resta aperto se, quando e a quali condizioni le quantità annunciate arriveranno, e quali conseguenze economiche ne deriveranno davvero.
Fonti
- Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (OFAC), General License 135
- Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (OFAC), comunicato del 9 ottobre
- Associated Press, resoconto sull'annuncio del diesel e sulla richiesta di Trump
- Cremlino, comunicato sul colloquio telefonico
- Amministrazione presidenziale dell'Ucraina, comunicato sul colloquio con Emmanuel Macron
- SECO-FAQ: validità delle sanzioni di Stati terzi
- SECO, misure in relazione alla situazione in Ucraina
- Base giuridica svizzera: SR 946.231.176.72 (Fedlex)
- Immagine: The Presidential Office of Ukraine, 25 settembre 2019, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
- Licenza dell'immagine: CC BY 4.0



