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Reihen von Servern im CERN-Rechenzentrum, Archivaufnahme 2009
Serverraum am CERN, Archivaufnahme 2009. Symbolfoto, kein Schaffhauser Projekt. Florian Hirzinger / fh-ap.com, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0; unveränderte Datei.
Tecnologia10:00 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 5 min0 commenti

Data center: Sciaffusa inasprisce le regole su acqua e clima

Da dicembre Sciaffusa dovrebbe introdurre requisiti di efficienza supplementari. La disputa sui data center mostra che allacciamento elettrico, terreno edificabile e una rete di calore promessa vanno valutati insieme.

Sciaffusa amplia i requisiti per i data center. Come ha comunicato il Consiglio di Stato il 22 ottobre 2026, dal 1° dicembre integrerà l'ordinanza sull'energia con prescrizioni sull'efficienza idrica e sulle emissioni di gas serra. Finora, secondo il comunicato, al centro c'era un valore limite per l'efficienza energetica. La nuova regolamentazione dovrebbe rilevare più ampiamente il consumo di risorse e creare incentivi per l'utilizzo del calore residuo.

Un articolo del Guardian sulla resistenza degli abitanti di Newport mostra il conflitto internazionale. In Svizzera si tratta pure di una questione concreta di localizzazione: chi fornisce elettricità, superficie e infrastrutture – e quale beneficio verificabile torna all'ambiente circostante?

Un'ordinanza approvata non equivale a ogni richiesta politica

Punto di partenza a Sciaffusa è una mozione sul rapporto responsabile con il terreno edificabile, dichiarata accolta dal Gran Consiglio a giugno. Il Consiglio di Stato collega esplicitamente i nuovi requisiti di efficienza al dibattito politico e alle preoccupazioni della popolazione. Il comunicato non indica però singoli nuovi valori limite. Senza il testo dell'ordinanza non si possono quindi dedurre né limiti di consumo concreti né obblighi tecnici di adeguamento.

Inoltre il governo sostiene la proposta di una commissione per un prelievo su elettricità e acqua a carico delle aziende con un elevato consumo di risorse. Questa presa di posizione va distinta dall'entrata in vigore annunciata della modifica dell'ordinanza. Non dimostra che ogni prelievo ivi descritto sia già diritto vigente. Per le decisioni sui progetti conta lo stato giuridico del momento, non soltanto il consenso politico.

Fabbisogno elettrico: una cifra nazionale non sostituisce un piano di rete

L'indagine pubblicata dall'Ufficio federale dell'energia stima il consumo dei data center svizzeri nel 2024 a circa 2,1 terawattora, pari al 3,6 per cento del consumo totale di elettricità di allora. Rispetto al 2019 la crescita, a parità di perimetro, è del 18 per cento. Questa precisazione è importante: la ricerca più vecchia comprendeva anche le sale server.

Per il 2030 l'UFE indica da 2,5 a 3,2 terawattora, in uno scenario alto fino a 3,5. Sono sviluppi attesi, non energia già prelevata né capacità di rete automaticamente riservata. Lo studio descrive inoltre un considerevole potenziale di efficienza residuo. Se verrà sfruttato dipende dagli investimenti e dalle decisioni gestionali.

Anche l'equazione diffusa tra ogni nuovo data center e l'addestramento di modelli di intelligenza artificiale è troppo riduttiva. L'UFE attribuisce i grandi impianti svizzeri costruiti finora soprattutto alle applicazioni cloud. Un sito più efficiente può sostituire infrastrutture interne esistenti. Dal solo volume di costruzione non si può quindi calcolare in modo affidabile il consumo nazionale aggiuntivo.

Generatore di emergenza per l
Anche gli impianti di emergenza fanno parte dell'infrastruttura digitale. Foto simbolica, 2005; nessun progetto edilizio svizzero. Jemimus / Flickr, via Wikimedia Commons, CC BY 2.0; file non modificato.

Il calore residuo ha bisogno di un contesto funzionante

EnergieSchweiz raccomanda ai comuni di cercare molto presto il contatto con la committenza, i fornitori di energia e i possibili utenti del calore. Un allacciamento elettrico potente può rendere necessaria infrastruttura di rete aggiuntiva. Il fabbisogno d'acqua e il raffreddamento dipendono a loro volta dal concetto tecnico. Un valore di consumo uniforme per ogni data center sarebbe quindi poco utile.

Quasi tutta l'elettricità impiegata si trasforma alla fine in calore. Ma il calore residuo disponibile non è la stessa cosa dell'energia termica effettivamente fornita. Servono un livello di temperatura utilizzabile, condotte e utenti adeguati. Conta anche la sincronizzazione temporale: un'offerta di calore durante tutto l'anno non incontra automaticamente una domanda altrettanto costante.

Per un comune che ospita questi impianti ne deriva una verifica pratica: chi costruisce e finanzia la rete di calore? Quali edifici vengono allacciati in modo vincolante? Cosa succede in caso di entrata in funzione ritardata o di mancata produzione di calore? Queste domande non sono un rifiuto della digitalizzazione. Separano un vantaggio di approvvigionamento solido da un annuncio di progetto non vincolante.

Alla partecipazione appartiene anche un'informazione pubblica comprensibile sul progetto. EnergieSchweiz raccomanda esplicitamente il coinvolgimento della popolazione. Le prospettive sono diverse: i gestori guardano alla funzionalità del sito, i vicini alle conseguenze sul loro ambiente. Un dialogo precoce può rendere visibili queste domande, ma non sostituisce né l'autorizzazione né la verifica tecnica.

Il consenso nasce prima della domanda di costruzione

L'associazione di categoria SDCA sottolinea l'utilità dei data center professionali per i servizi digitali e rimanda ai progressi nell'efficienza. È un controargomento rilevante rispetto alle richieste di divieto generalizzate, ma al tempo stesso la posizione del settore degli operatori. Buoni indicatori tecnici, di per sé, non rispondono ancora alla domanda se un determinato sito sia adatto dal punto di vista pianificatorio.

A livello federale la mozione 26.4166 depositata chiede tra l'altro maggiore trasparenza sui consumi di acqua ed elettricità. Un atto parlamentare non è ancora una nuova legge. La pianificazione locale deve quindi lavorare con le competenze già esistenti. I comuni svizzeri guadagnano di più se chiariscono presto condizioni misurabili: non soltanto quando l'edificio è già in piedi e la rete di calore promessa manca ancora.

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