
Demenza in Svizzera: 166’300 colpiti e ancora grandi lacune nei dati
Alla vigilia della Giornata mondiale dell’Alzheimer vale la pena guardare più da vicino i numeri. Nuovi studi dovranno mostrare di cosa hanno realmente bisogno le persone malate e i loro familiari.
Una visita nel fine settimana mostra solo uno spaccato della vita quotidiana. Chi accompagna una persona con demenza spesso organizza molto più di quell’ora trascorsa insieme. Quanto sostegno sia necessario non si può dedurre dal solo numero nazionale delle persone colpite. Alla vigilia della Giornata mondiale dell’Alzheimer del 21 settembre emerge con chiarezza quanto resti ampio il divario tra un ordine di grandezza noto e la conoscenza dell’assistenza.
L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) indica per il 2026 una stima di circa 166’300 persone con demenza in Svizzera e di circa 35’800 nuovi casi all’anno. Si tratta di stime, non di un conteggio completo di tutte le persone diagnosticate. La precisazione è importante: un numero dall’aspetto preciso può altrimenti trasmettere più certezza di quanta ne consenta la base dati.
Lo stesso numero non è una seconda conferma
Per i dati attuali sulla prevalenza l’UFSP rimanda ad Alzheimer Svizzera. Se la stessa stima compare sia presso un’autorità federale sia presso l’organizzazione specializzata, non ne nascono due rilevazioni indipendenti. La coincidenza dimostra innanzitutto che viene utilizzata la stessa base di conoscenze. Per l’inquadramento conta la sua origine, non il numero di siti web sui quali appare.
Alzheimer Svizzera parte dal presupposto che le donne rappresentino circa due terzi delle persone colpite. Secondo le stime, circa 8200 persone con demenza hanno meno di 65 anni. Sarebbe quindi troppo limitata anche l’idea che la malattia riguardi esclusivamente le persone molto anziane. Da simili valori di popolazione non è però possibile determinare un rischio individuale di malattia per una singola persona.
Il problema, inoltre, non è semplicemente l’assenza totale di informazioni. L’UFSP rileva che finora non vengono raccolti dati sistematici completi. Le statistiche sanitarie esistenti possono comunque essere utilizzate. Secondo l’Ufficio federale, un lavoro dell’Obsan mostra che le persone colpite possono essere identificate nei database esistenti e che, collegando i dati, è possibile esaminare i percorsi di trattamento.

L’assistenza resta invisibile nel numero
Tali dati descrivono soprattutto i contatti con il sistema di assistenza. La questione di come si possa organizzare la vita quotidiana a casa va però oltre. Quale aiuto serve? Quali offerte vengono utilizzate e quali mancano? E quali compiti si assumono i familiari senza che ne derivi una cura medica o una fattura? Per la pianificazione queste domande sono importanti quanto il numero dei malati.
Per questo Alzheimer Svizzera conduce, insieme alla Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften (ZHAW), due studi nazionali. Una parte aggiorna l’indagine del 2012 sui familiari relativa a bisogni, oneri e lacune nell’assistenza. Sono inoltre previste interviste con familiari e persone con demenza. La seconda parte esamina i costi per la società e aggiorna il precedente studio sui costi.
L’indagine aperta al pubblico si rivolge ai familiari che attualmente assistono o curano una persona con demenza. La pagina del progetto non riporta ancora risultati e continua a definire l’iniziativa in fase di sviluppo. Da essa oggi non si possono dedurre né nuovi tassi di onere né lacune assistenziali già dimostrate in una misura determinata. Sarà lo studio a fornire simili risposte.
I miliardi risalgono a un altro anno
Anche per i costi l’anno di riferimento è decisivo. Gli 11,8 miliardi di franchi di costi per l’economia nazionale citati spesso si riferiscono al 2017 e provengono da uno studio pubblicato nel 2019. Non sono un calcolo per l’anno in corso, il 2026. L’UFSP sottolinea inoltre che gli studi sui costi più ampi giungono a risultati diversi.
Per i dibattiti politici questo fa la differenza. Un vecchio ordine di grandezza può chiarire la portata del problema. Non è però senz’altro adatto a quantificare al franco preciso le spese attuali o il fabbisogno di finanziamento odierno. Una nuova stima dovrà indicare quali tipi di costo sono stati rilevati e con quali ipotesi lavora.
Sapere meglio per aiutare in modo più mirato
Nel novembre 2025 il Consiglio federale ha approvato un rapporto per migliorare il finanziamento dell’assistenza alle persone con demenza. Esso esamina le possibilità di orientare maggiormente l’assistenza e gli strumenti di politica sociale alle persone colpite e ai loro familiari. Il compito è quindi indicato a livello politico. Quale sostegno concreto manchi e in quale luogo resta però una domanda a cui si deve rispondere con dati il più possibile aggiornati.
Per il fine settimana prima della giornata di mobilitazione è quindi opportuno uno sguardo diverso sul numero da titolo. Dietro di esso ci sono situazioni di vita molto diverse. Una buona assistenza non comincia dal ripetere spesso una stima. Comincia dal capire con maggiore precisione di quale aiuto hanno bisogno le persone – e se questo aiuto le raggiunge davvero.
Fonti
UFSP: Demenza – cifre e fatti · UFSP: basi di dati e rapporto sull’assistenza · Alzheimer Svizzera: la demenza in Svizzera · Alzheimer Svizzera e ZHAW: nuovo doppio studio · Deutsche Alzheimer Gesellschaft: Giornata mondiale dell’Alzheimer



