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Finanze11:40 UhrJournalPlus RedaktionTempo di lettura: 4 min0 commenti

IVA 2024: perché due cifre ufficiali divergono

La nuova statistica dell'AFC indica 27,182 miliardi di franchi di credito d'imposta netto; il conto di Stato ne registra 26,930. All'origine vi sono momenti diversi.

La statistica dell'IVA per il 2024 pubblicata lunedì contiene due importi che a prima vista si contraddicono. Il suo quadro generale indica un credito d'imposta netto di 27,182 miliardi di franchi. Accanto figurano 26,930 miliardi di franchi «secondo il conto di Stato». La differenza di circa 252 milioni di franchi non è un errore di calcolo. Nasce dal fatto che le due serie ufficiali scelgono un momento diverso per la registrazione del credito d'imposta. Chi vuole dedurne un'affermazione su maggiori entrate dovute a futuri aumenti fiscali deve prima tenere distinti questi concetti.

Un'imposta, due calendari

La pubblicazione Excel dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) conta, per la sua statistica, i crediti sorti nell'anno di riferimento 2024. Il conto di Stato registra invece i crediti contabilizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024. Dopo la fine del loro periodo di rendicontazione le imprese hanno in linea di principio 60 giorni di tempo per dichiarare l'imposta. Per questo i crediti relativi all'ultimo trimestre di un anno, per esempio, non confluiscono necessariamente nello stesso conto annuale. L'AFC illustra questa delimitazione nel foglio 2.1 della sua nuova cartella di lavoro.

La differenza è decisiva per i confronti. I 27,182 miliardi di franchi della statistica non sono semplicemente l'importo che la Confederazione ha contabilizzato come entrata nel 2024. Il conto di Stato indica circa 26,930 miliardi di franchi. Secondo il rapporto d'attività 2024 dell'AFC questo valore superava di circa 1,782 miliardi quello dell'anno precedente. Un confronto con il credito d'imposta netto del 2023 tratto dalla nuova statistica mescolerebbe invece due delimitazioni annuali diverse.

Zwei Stapel unbeschrifteter Buchhaltungsblätter und eine Waage als Symbol für unterschiedliche Mehrwertsteuer-Zählweisen.
MWST-Statistik und Staatsrechnung zählen Forderungen nach verschiedenen Zeitpunkten. Die Darstellung zeigt keine echten Daten. Symbolbild. · JournalPlus / KI-generiertes Symbolbild

Le importazioni sono quasi la metà del credito

Dei 27,182 miliardi di franchi di credito d'imposta netto della statistica, circa 15,013 miliardi spettano all'AFC e 12,169 miliardi all'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Corrispondono rispettivamente al 55,2 e al 44,8 per cento. La seconda parte riguarda l'IVA riscossa sulle importazioni. Secondo l'AFC non può essere ripartita secondo gli stessi criteri degli importi dichiarati dai contribuenti nazionali. Una classifica per settori dell'AFC non spiega di conseguenza l'intero credito d'imposta.

Un'altra particolarità: le imprese possono dedurre come imposta precedente quella pagata su prestazioni acquistate, se sono soddisfatte le condizioni di legge. Da un'imposta elevata sui fatturati non si può quindi concludere direttamente a un contributo netto altrettanto elevato né a un carico fiscale della clientela. Nella parte statistica della cartella di lavoro figurano per esempio, per il 2024, circa 113,513 miliardi di franchi di imposta sui fatturati e circa 98,500 miliardi di imposta precedente computabile. Il credito d'imposta netto dell'AFC corrisponde di conseguenza solo a una frazione del primo importo. Queste grandezze non sono entrate federali supplementari che si potrebbero sommare.

Nessuna tabella sul paniere della spesa

La nuova pubblicazione suddivide le imprese per settori economici, dimensioni del fatturato, forme giuridiche e classi di importo d'imposta. È quindi utile per studiare la struttura dei soggetti passivi dell'IVA. Non mostra però direttamente quale quota dell'imposta sia sopportata in definitiva da economie domestiche a basso o alto reddito. Il settore di un'impresa che presenta la rendicontazione non coincide con l'ambito di consumo di un'acquirente; in mezzo stanno catene di fornitura e deduzioni dell'imposta precedente.

L'AFC indica inoltre i limiti della base di dati. Determinate prestazioni, per esempio nella sanità, nella formazione o nella cultura, sono esenti dall'imposta. Non tutti i fatturati a esse legati figurano in modo completo nelle rendicontazioni. Anche gli importi esatti al di fuori delle dichiarazioni ordinarie e le correzioni successive non sono contenuti in ogni tabella. Ciò è rilevante quando le statistiche fiscali vengono lette come immagine completa dei consumi.

Dal gennaio 2024 valgono l'aliquota normale dell'8,1 per cento, l'aliquota ridotta del 2,6 per cento e l'aliquota speciale del 3,8 per cento per determinate prestazioni alberghiere. Il confronto annuo richiede ulteriore cautela. Poiché le aliquote sono state aumentate all'inizio del 2024, un cambio di aliquota e variazioni di fatturato, prezzi e importazioni cadono nello stesso periodo di osservazione. L'aumento indicato non può quindi essere attribuito a una sola causa senza ulteriori calcoli. Allo stesso modo, moltiplicare l'intero gettito fiscale del 2024 per un aumento proposto non sarebbe una prognosi di gettito affidabile: prestazioni a aliquota ridotta ed esenti, deduzioni dell'imposta precedente e il comportamento futuro mancano in un simile calcolo.

In un dibattito su un aumento, però, non conta soltanto quanto è stato incassato nel 2024. Sarebbero decisivi la configurazione concreta, le prestazioni interessate e il comportamento di imprese e consumatori. La statistica fornisce un punto di partenza verificato – non un calcolo distributivo pronto né una prognosi per una nuova imposta.

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